Archivia per Novembre, 2016

Servizi online: con la novità SPID si ampliano le possibilità di accesso

Comunicato 2308 del 02/11/2016

Un’unica identità per accedere ai servizi della pubblica amministrazione

Da oggi i cittadini trentini avranno un’ulteriore possibilità per accedere ai servizi online della pubblica amministrazione provinciale e nazionale. E’ stata infatti approvata dalla Giunta provinciale, su iniziativa del presidente, la convenzione tra Provincia autonoma di Trento e l’Agenzia per l’Italia digitale (Agid) che sancisce l’adesione del Trentino a SPID, il Sistema pubblico di Identità digitale promosso dal governo italiano per utilizzare – con un’identità digitale unica, anche in mobilità- i servizi online della pubblica amministrazione e dei privati accreditati da Agid. I 150 mila cittadini trentini che già hanno attivato la propria tessera sanitaria e che vogliono utilizzare i servizi online potranno quindi, nei prossimi mesi, scegliere se accedere agli stessi con la propria tessera sanitaria/carta provinciale dei servizi oppure utilizzare SPID. I cittadini trentini che già utilizzano la carta provinciale dei servizi potranno richiedere e ottenere le credenziali SPID in modalità semplificata, collegandosi ad uno dei portali dedicati degli operatori abilitati a rilasciarle. L’accordo tra la Provincia e l’Agenzia nazionale consente inoltre di mettere a disposizione di tutti gli enti del territorio – Comuni e Comunità di valle in particolare – la porta di accesso ai servizi online, con l’obiettivo di semplificare e velocizzare anche il percorso di adesione di tali enti a SPID, in attuazione del Codice dell’amministrazione digitale. In Trentino, SPID si affiancherà, quindi, all’attuale modalità di accesso, tramite la tessera sanitaria/carta provinciale dei servizi precedentemente attivata, a tutti i servizi raccolti sul portale territoriale www.servizionline.trentino.it attivo dal 2012, sul quale sono oggi disponibili – con una unica chiave di accesso, anche in mobilità – circa 50 servizi erogati da tutto il sistema pubblico trentino (Provincia, Comuni, Comunità di Valle, Azienda provinciale per i servizi sanitari, Trentino Riscossioni) nonché da alcuni enti centrali, quali Agenzia delle Entrate e Inps. In Trentino si è registrata da subito una forte adesione da parte dei cittadini ai servizi online: quasi 150 mila persone hanno già trasformato la propria tessera sanitaria in carta provinciale dei servizi, attivandola presso uno dei 200 sportelli presenti sul territorio, e ogni mese si registrano in media 50 mila accessi al portale. I trentini che già utilizzano la carta provinciale dei servizi possono richiedere le credenziali SPID online, grazie ad una modalità semplificata: è sufficiente collegarsi ad uno dei portali dei gestori accreditati presso l’Agenzia per l’Italia digitale (indicati su www.spid.gov.it) e seguire pochi, essenziali passaggi e senza necessità di identificazione a vista, evitando quindi la necessità di rivolgersi ad uno sportello con un documento. Una volta ottenute le credenziali SPID, gli utenti trentini potranno accedere anche ai servizi abilitati dalle amministrazioni centrali: Aci, AgCom, Agenzia delle Entrate, Equitalia, Inail, Inps e Unioncamere. La Provincia autonoma di Trento, con la convenzione approvata oggi, si propone anche come intermediario tecnologico e amministrativo per gli enti del territorio: Comuni e Comunità di Valle che già offrono o intendono offrire in futuro servizi online, e che quindi devono prevedere l’accesso a tali servizi anche tramite SPID (l’obbligo per tutte le pubbliche amministrazioni è previsto dal Codice dell’amministrazione digitale), potranno aderire anch’essi – mediante sottoscrizione di un accordo di servizio allegato al testo della convenzione – al sistema pubblico delle identità digitali e utilizzare la porta di accesso messa a disposizione dalla Provincia, garantendo ai propri cittadini sempre più servizi online, disponibili in qualsiasi orario e senza doversi recare negli uffici. Tutte le informazioni sono disponibili sul portale www.servizionline.provincia.tn.it

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Servizi di convitto: aperto il bando

Comunicato 2305 del 02/11/2016

Presentazione delle proposte progettuali entro il 22 novembre 2016

Entro il 22 novembre è possibile presentare progetti per il finanziamento di attività inerenti l’organizzazione di servizi di convitto per gli studenti del secondo ciclo per il biennio scolastico 2016/2017 – 2017/2018. Lo ha deciso oggi la giunta provinciale, su proposta del presidente della Provincia autonoma di Trento. Sono 720.000 euro le risorse stanziate mentre il finanziamento massimo per singolo progetto è di 50.000 euro per anno scolastico. L’obiettivo è quello di finanziare l’organizzazione di servizi di convitto, in particolare nei territori periferici al fine di supportarne l’offerta formativa, e in generale al fine al fine di consentire agli studenti l’effettiva possibilità di frequentare percorsi anche lontani dal luogo di residenza. I requisiti obbligatori del progetto sono la dimensione minima del servizio di convitto di almeno 20 posti per studenti residenti in Trentino, la compartecipazione degli studenti convittori e l’attivazione di almeno un servizio educativo extrascolastico annesso al convitto e aperto anche a studenti non convittori. Il finanziamento massimo per singolo progetto è pari a 50.000 euro per anno scolastico/formativo. Possono presentare la domanda di finanziamento le istituzioni scolastiche e formative provinciali e paritarie della Provincia autonoma di Trento, anche in rete, attraverso la presentazione di una proposta di progetto. Le proposte progettuali possono essere presentate entro il 22 novembre 2016. E’ consentita la presentazione di progetti relativi a servizi di convitto che risultano già attivati per l’anno scolastico/formativo 2016/17.

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Scuola digitale trentina: attivati due bandi

Comunicato 2303 del 02/11/2016

Proposte entro il 15 novembre 2016

Una scuola al passo coi tempi, che usa in modo adeguato gli spazi e le tecnologie per creare ambienti immersivi, ove il “virtuale” che ci è dato dalle tecnologie e dalla rete viene in aiuto della didattica. E’ questo l’obiettivo dei due bandi approvati oggi dalla Giunta provinciale, su proposta del governatore del Trentino. I bandi – denominati “bando per atelier creativi e laboratori per la creazione delle competenze chiave” e un secondo “ambienti digitali” – sono rivolti alle scuole e prevedono il finanziamento di progetti inerenti la creazione di spazi alternativi per l’apprendimento, laboratori mobili, aule arricchite dalla tecnologia. Ammontano a 2,5 milioni di euro le risorse stanziate, 750.000 euro per il primo bando e 1.750.000 per il secondo. Le domande per la presentazione dei progetti sono aperte dal 3 al 15 novembre 2016. Il Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) è il documento di indirizzo del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per il lancio di una strategia complessiva di innovazione della scuola italiana e per un nuovo posizionamento del suo sistema educativo nell’era digitale. E’ invece in fase di definizione il “Piano provinciale per la scuola digitale” attraverso il quale saranno intensificati gli interventi diretti a sollecitare le comunità scolastiche a ripensare lo spazio, il tempo e il modo dell’insegnamento e dell’apprendimento, proprio anche grazie ad una maggiore mediazione delle tecnologie e dei nuovi linguaggi nelle pratiche didattiche quotidiane. A questo scopo sono stati attivati due appositi bandi. Un primo denominato “bando per atelier creativi e laboratori per la creazione delle competenze chiave” e un secondo “ambienti digitali”. Il “bando per atelier creativi e laboratori per la creazione delle competenze chiave” è rivolto alle scuole primarie. Esse potranno presentare un unico progetto per Istituto comprensivo che preveda la creazione di spazi innovativi e modulari dove sviluppare il punto d’incontro tra manualità, artigianato, creatività e tecnologie. Ciascuno progetto sarà finanziato fino ad un massimo di 20.000 euro. Il bando “ambienti digitali” è rivolto invece a tutte le istituzioni scolastiche. Sono tre i progetti che ciascuna istituzione potrà presentare. Sarà finanziata la creazione di spazi alternativi per l’apprendimento, laboratori mobili, aule arricchite dalla tecnologia. Ciascuno progetto sarà finanziato fino ad un massimo di 25.000 euro. Le domande per entrambi i bandi posso essere presentate dal 3 al 15 novembre 2016 al Servizio istruzione e formazione della Provincia autonoma di Trento. Le graduatorie saranno approvate entrò metà dicembre.

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Un sostegno alle famiglie che risparmiano per l’iscrizione dei figli all’università

Comunicato 2302 del 02/11/2016

Via libera ad un piano di accumulo finanziario compartecipato dalla Provincia

Incrementare le iscrizioni dei ragazzi trentini all’università incoraggiando il risparmio delle famiglie da destinare a questo scopo, In sintesi, è questo l’obiettivo della decisione assunta oggi dalla Giunta provinciale, su proposta del presidente e dell’assessora all’università. La novità – che si somma alle altre misure assunte dalla Provincia per favorire la prosecuzione degli studi dopo il diploma superiore – riguarda un contributo provinciale per stimolare la creazione, da parte delle famiglie, di un piano di accumulo di capitale da destinare al sostegno delle spese universitarie del giovane, fin dal termine della scuola media, quindi anche per tutti e 5 gli anni che precedono l’iscrizione all’università, nazionale od estera. A beneficiarne saranno gli studenti residenti in Trentino da almeno 3 anni, con una condizione economica familiare Isee fino a 29.000 euro, non beneficiari di borsa del diritto allo studio universitario. I versamenti della famiglia, in un conto corrente dedicato, un libretto di risparmio o altro analogo deposito vincolato, potranno essere effettuati per un periodo di 3, 4 o 5 anni. E’ previsto il versamento di una quota minima e anche di un tetto massimo. Il contributo della Provincia, a sua volta, è rapportato a quanto accumulato dalla famiglia, all’Isee e al fatto che lo studente sia iscritto in sede (cioè a Trento) o sia fuori sede/pendolare (in altra università italiana o all’estero). Gli obiettivi della Provincia in questo ambito sono chiari: incrementare gli iscritti all’università, nella convinzione che ciò porti dei benefici sia di carattere sociale, la crescita culturale è di per sé un valore e un “capitale sociale”, sia economico, in termini di crescita della competitività del territorio nel suo complesso; sostenere – in maniera differenziata a seconda dei redditi – tutti i giovani che intraprendono un percorso di studi; favorire una maggiore compartecipazione delle famiglie al sostegno dei costi dell’istruzione universitaria, a partire dagli anni precedenti all’iscrizione all’università (quindi fin dal termine delle scuole secondarie di primo grado). Rientra in questa strategia generale il nuovo contributo provinciale, che intende incentivare il risparmio delle famiglie, ovvero la promozione di un piano di accumulo finanziario negli anni precedenti l’iscrizione del giovane all’università. A certe condizioni – in particolare economiche – la Provincia erogherà un sostegno integrativo a quanto messo da parte dalla famiglia. L’importo è calcolato su base annua: minimo 600 euro all’anno per un periodo di accumulo di 5 anni, che diventano 750 per 4 anni o 1000 per 3 anni; lo stesso dicasi per il versamento massimo, rispettivamente di 1200, 1500 o 2000 euro. Il contributo provinciale verrà erogato in tre rate annuali. Per la conservazione del beneficio (erogazione delle rate successive alla prima) il beneficiario dovrà conseguire nell’anno accademico di riferimento i livelli di merito che saranno definiti. E’ previsto anche un piano di compartecipazione differenziato per consentire un avvicinamento alla nuova misura da parte degli gli studenti che si iscrivono ad un percorso di studi di formazione accademica o non accademica dall’a.a. 2017/2018 (e successivi fino all’entrata a regime della misura) e che pertanto non avranno avuto un arco temporale almeno triennale per la costruzione del patrimonio finanziario.

Tabella di sintesi

Al fine di accedere al beneficio economico della Provincia, le famiglie dovranno certificare di aver effettuato un accumulo di capitale con le seguenti caratteristiche: a) piano di accumulo di capitale, libretto di risparmio, conto corrente dedicato, conto di solo deposito, intestati al minore o anche al genitore: in tutti i casi il prodotto deve avere specifica destinazione per il finanziamento di spese per gli studi di formazione terziaria accademica e non accademica. Le famiglie sceglieranno il prodotto che più si adatta alle proprie esigenze (sulla base dalla propria propensione al rischio, delle modalità dei versamenti) acceso presso istituti di credito, istituti previdenziali, anche di natura territoriale, compagnie assicurative, Poste, ecc.); b) versamenti periodici rendicontabili per la durata di 5 anni. Saranno ritenuti ammissibili anche i versamenti effettuati in 3 e 4 anni purché si raggiungano i limiti di cui al successivo punto c); c) l’importo riconoscibile complessivo va da un minimo di euro 3.000 ad un massimo di euro 6.000 accumulabili in 3, 4 o 5 anni; d) i versamenti possono essere effettuati anche in forma cumulata durante l’anno; e) la verifica della consistenza del capitale su ciascun anno del periodo di accumulo viene effettuata considerando il periodo dal 1 settembre al 31 agosto; f) ai fini del calcolo del contributo provinciale vengono considerati gli importi versati non considerando eventuali interessi maturati o le spese di gestione dello strumento finanziario prescelto; g) in caso di prodotti che permettano il prelievo di denaro, al fine del mantenimento del diritto al contributo provinciale, lo stesso è consentito per una sola volta all’anno e per una quota pari al 20% dell’accumulato; l’importo deve essere reintegrato entro l’anno (entro il 31/08); h) l’istituto bancario/postale/assicurativo dovrà dichiarare formalmente i versamenti annuali medi e la giacenza media annuale del capitale accumulato.

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