Archivia per Novembre, 2016

Amatrice, con la consegna del Liceo completato il plesso scolastico

Comunicato 2337 del 07/11/2016

scuola

L’impegno è stato rispettato e da oggi ad Amatrice, oltre alle scuole dell’infanzia, alle elementari e alle medie, inaugurate il 13 settembre scorso, c’è anche una sede per il liceo scientifico. Tutto questo è stato possibile grazie all’impegno e al lavoro delle donne e degli uomini della Protezione civile trentina. Alla consegna della struttura ha partecipato l’assessore della Provincia autonoma di Trento competente in materia di Protezione civile, accompagnato dal dirigente generale del Dipartimento Stefano De Vigili a cui si sono uniti il presidente della Provincia di Rieti, un assessore comunale e la preside Maria Rita Pitoni. Amatrice riparte quindi dalla scuola, come ha sottolineato l’assessore provinciale alla Protezione civile di Trento e, anche se per il rientro nelle classi si dovrà aspettare ancora qualche giorno, visti i problemi attuali alla rete viaria, oggi una nutrita rappresentanza di studenti, di insegnanti e di famiglie, ha voluto partecipare alla consegna della struttura. Cinque aule, ognuna di circa 42 metri quadrati, una segreteria, una biblioteca, servizi igienici, per un totale di 500 metri quadri: con quest’ultima opera la Provincia autonoma di Trento ha completato i lavori per ricostruire, con una struttura temporanea ma perfettamente efficiente, il plesso scolastico di San Cipriano di Amatrice “Romolo Capranica”, che è andato distrutto nel terremoto del 24 agosto scorso. Tutti i locali sono stati arredati a cura del volontariato della Protezione civile trentina, in particolare della Croce Rossa delle valli di Fassa e Fiemme. Quanto realizzato è frutto però dell’impegno e del lavoro di tutte le componenti della famiglia della Protezione civile trentina: dai servizi tecnici della Provincia, con le componenti professioniste, ai volontari, compresi ingegneri, architetti, aderenti alle numerose associazioni che la compongono. In totale si sono alternate al lavoro negli ultimi due mesi oltre 150 persone. A loro e a tutta la famiglia della protezione civile, ha sottolineato l’assessore alla Protezione Civile della Provincia autonoma di Trento, va la nostra gratitudine. Le opere strutturali garantiscono la massima sicurezza in caso di terremoto.

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Inaugurata la nuova sede dell’Associazione Amici di San Patrignano

Comunicato 2335 del 05/11/2016

A Lavis, oggi, in una sala molto affollata

spatrignano

All’inaugurazione della nuova sede degli ‘Amici di San Patrignano’ è intervenuto il presidente della Provincia autonoma che ha portato il sostegno a chi opera con dedizione e determinazione per la collettività. “Voglio dirvi grazie perchè mettete a disposizione degli altri ciò che avete imparato dalle vostre esperienze. Lo stile di San Patrignano non ha bisogno di legarsi alle istituzioni, lo rispettiamo e siamo impegnati a riconoscervi la condizione minimale almeno per ridurre qualche costo fisso. Ciò che conta è che questo sia un luogo di condivisione, un orecchio e un cuore attento ad ascoltare e una voce altrettanto attenta per fare ‘scuola’. Come rappresentanti delle istituzioni vi dobbiamo ringraziare: con la vostra fatica rendete migliore la nostra società”, ha detto il presidente. L’Associazione Amici San Patrignano ha una sola sede in regione, quella, appunto, di Lavis. “Una squadra di sette persone, ecco il direttivo”, ha detto il responsabile Maurizio Folgheraiter. Tanti i ragazzi trentini, anche minorenni, che debbono essere aiutati perché cadono nel baratro della tossicodipendenza. Un team che lavora con grande passione e determinazione. “180 colloqui con famiglie nuove”, vengono fatti annualmente. Uno dei problemi più difficile è far capire che il ruolo genitoriale va esercitato fino in fondo, è stato detto. Un’associazione gestita totalmente da volontari che in 15 anni è molto cresciuta: dai 15 soci del 2001 si è passati agli attuali 200, suddivisi in 5 gruppi settimanali di auto mutuo aiuto (nel 2010 vi era solo un gruppo) che si riuniscono ogni giorno dal lunedì al giovedì, dalle 19.30 in poi, per raccontarsi e supportarsi a vicenda, guidati dai suggerimenti di chi ha già concluso il percorso. Sono sempre più numerose le famiglie che scelgono di affidarsi all’approccio di San Patrignano, comunità di recupero che vanta una percentuale di successo che supera il 72% (contro un 20% di media delle altre comunità). Percentuale calcolata dall’Università di Bologna, Urbino e Pavia su campioni ex ospiti della comunità a distanza di cinque anni dalla conclusione del percorso. La comunità prevede una permanenza di 3/4 anni, in cui i ragazzi vengono stimolati ad affrontare i loro problemi e a lavorare sulla propria autostima, senza l’ausilio di trattamenti farmacologici. Ognuno di loro viene affidato ad un settore lavorativo – dalle coltivazioni agli allevamenti, dal caseificio alla cantina, dal centro medico al settore chimico e poi ancora falegnameria, decorazioni, tessitura, norcineria, pizzeria, call center, comunicazione, ecc. – dove acquisisce delle competenze che potranno essere utili anche una volta conclusa l’esperienza in comunità. San Patrignano offre ai giovani anche l’opportunità di riprendere gli studi abbandonati o di accedere a corsi di formazione. Se nel 2005 i ragazzi trentini a San Patrignano erano 20 (15 nella sede di Coriano, Rimini, e 5 inseriti in comunità ad essa collegate), oggi sono 78. Solo nel corso del 2015 sono entrati 15 ragazzi, nel 2016 ne sono entrati altri 18 e, probabilmente, da qui alla fine dell’anno ne entreranno altri 6, per un totale di 24. Sono oltre 300 le persone che hanno contattato l’Associazione Amici di San Patrignano durante il 2016. Oltre 80 le famiglie che hanno instaurato rapporti di continuità con l’associazione per aiutare persone in difficoltà. Fra i compiti dell’associazione c’è quello di accompagnare le famiglie, appunto, che hanno un componente con problemi di disagio legati all’uso di droghe per affrontare il problema con i giusti strumenti e modalità. Fra le attività svolte anche quella di informazione e prevenzione sui temi legati alle tossicodipendenze con testimoni che hanno terminato il percorso in comunità e sono tornati liberi dalla tossicodipendenza.Oltre 150 le persone che, settimanalmente, partecipano ai gruppi di Auto Mutuo Aiuto.

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L’Enaip di Villazzano compie 50 anni

Comunicato 2333 del 05/11/2016

Oggi la cerimonia alla presenza delle autorità

enaip

E’ stata una grande festa quella che si è tenuta questa mattina presso il CFP Enaip di Villazzano dove, alla presenza delle autorità, si sono ritrovati allievi ed insegnanti di ieri e di oggi per festeggiare i 50 anni di un’istituzione scolastica che ha contribuito a caratterizzare una parte importante del Trentino di oggi. Enaip Villazzano, negli ultimi 50 anni, ha infatti formato centinaia di giovani qualificati nel campo delle lavorazioni meccaniche, della riparazione di autoveicoli, dell’edilizia, dell’impiantistica elettrica e elettronica; uomini e ora anche donne, che costituiscono la vera ossatura dell’artigianato e dell’industria trentina. Per l’occasione è stato presentato anche un libro-ricerca dal titolo “Il costruendo Trentino”, a cura di Verena Depaoli. La pubblicazione ripercorre in 140 pagine la storia del Centro di formazione nato grazie a un’intuizione pionieristica dell’allora presidente della Giunta provinciale Bruno Kessler, un’intuizione che anticipava esigenze e bisogni con i quali oggi ci confrontiamo quotidianamente. “Siamo dentro a una storia che continua, – ha affermato il presidente della giunta provinciale e assessore all’istruzione – abbiamo raccolto un’eredità molto ricca mettendola a frutto. Kessler, in anticipo sui tempi, capì che il Trentino aveva bisogno di una formazione professionale all’avanguardia e il Trentino ha saputo raccogliere questa sfida. Ringrazio Enaip Trentino e tutti i suoi collaboratori per l’impegno profuso negli anni per garantire ai propri studenti una struttura in grado di formarli e di comprenderli nella molteplicità delle loro esigenze. Ora – ha concluso il presidente – dobbiamo riuscire ad esportare con successo il binomio scuola-lavoro in tutti gli ordini di scuola, per poter affrontare il vero cambio di passo che il mondo del lavoro ci richiede.” Alla cerimonia, oltre al presidente della provincia e al sindaco di Trento, erano presenti il presidente dell’Associazione Artigiani e Piccole Imprese Roberto De Laurentis, il presidente di Enaip Trentino Arrigo Dalfovo, la direttrice di Enaip Trentino Maria Cristina Bridi, il vicario generale Marco Saiani, il direttore del CFP di Villazzano Diego Freo e i dirigenti del Dipartimento della Conoscenza Livia Ferrario e Roberto Ceccato. Negli interventi i relatori hanno messo in evidenza il ruolo del Centro nel contesto cittadino riconoscendone anche i meriti sociali svolti dall’istituzione scolastica. Come più volte sottolineato la grande intuizione fu quella di istituire percorsi formativi articolati e flessibili che permettono ai ragazzi di poter strutturare la propria carriera scolastica sulla base delle attitudini e della propria crescita personale ed educativa. L’offerta formativa consente oggi agli studenti di ottenere un attestato di qualifica al termine del triennio e prosegue con la possibilità di un ulteriore quarto anno, al quale si aggiungono due percorsi di alta formazione professionale, uno orientato all’edilizia sostenibile, l’altro al settore dell’energia e ambiente. Durante il percorso scolastico gli studenti alternano momenti d’aula con i laboratori e con esperienze di praticantato in aziende innovative del territorio, dove completano la loro formazione acquisendo le competenze richieste dalle aziende per stare al passo con l’ evoluzione tecnologica. Oggi il CFP di Villazzano conta circa 500 studenti iscritti provenienti da 35 Paesi diversi che possono scegliere tra le qualifiche di autoriparatore, operatore edile, elettrico, elettronico e meccanico. In occasione del cinquantesimo anniversario il CFP di Villazzano ha portato alle stampe anche una pubblicazione dal titolo “Il costruendo Trentino”, curata dalla storica Verena Depaoli. Il libro ripercorre, attraverso le testimonianze dei protagonisti, cinquant’anni di storia del centro e sottolinea la capacità dell’organizzazione di saper interpretare le necessità sociali di ogni epoca.

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L’Euregio come piattaforma per la candidatura alle Olimpiadi invernali

Comunicato 2332 del 04/11/2016

L’assessora provinciale allo sport Martha Stocker, il suo collega tirolese Josef Geisler e il direttore dell’Ufficio sport della Provicia di Trento, Tamara Gasperi (in sostituzione dell’assessore Tiziano Mellarini) si sono incontrati ieri pomeriggio (3 novembre) a Bolzano per parlare di alcuni progetti comuni da sviluppare in un prossimo futuro. Il Tirolo sta elaborando uno studio di fattibilità riguardo a una candidatura per i Giochi Olimpici Invernali del 2026. I tecnici stanno verificando se ci sono le condizioni per ospitare l’evento e quali sarebbero gli investimenti necessari. Ieri l’assessore Geisler ha fatto il punto della situazione. “Sarebbe sicuramente affascinante – ha detto – dare una dimensione tranfrontaliera alla candidatura coinvolgendo l’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino”. La candidatura deve essere portata avanti da un Comitato Olimpico Nazionale, ma la vicinanza dei territori rende possibile una collaborazione. “L’aspetto di una dimensione transfrontaliera delle Olimpiadi invernali potrebbe essere di interesse per chi analizza le varie candidature” ha aggiunto l’assessora Stocker. Nel corso della riunione si è deciso di proseguire con l’Euregio Sport Camp, progetto che si tiene alternativamente nei tre territori all’insegna del motto “Movimento e incontro” e vede coinvolti 60 giovani sportivi provenienti dai tre territori. Sono anche state discusse nuove possibili iniziative per la promozione del calcio femminile nell’Euregio. Nell’incontro di mercoledì scorso dedicato ai temi della sanità i tre assessori hanno deciso di raccogliere tutti i dati sulla salute e gli stili di vita degli abitanti dell’Euregio. A questi, è stato concordato ieri, si aggiungeranno anche i dati sulle attività sportive praticate. La rappresentante trentina Tamara Gasperi ha offerto la possibilità di presentare le iniziative in uno stand durante i “Trentino Sport Days”. A vari livelli si sta considerando anche la possibilitá di creare una Fiera dell’Euregio nella quale potrebbero avere spazio temi legati all’attività sportiva. Discussa, infine, anche l’idea di creare una mappa comune con tutti gli impianti sportivi di interesse turistico.

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