Archivia per Novembre, 2016

Finanza locale 2017, intesa tra Provincia e Comuni

Comunicato 2373 del 11/11/2016

Sottoscritto il Protocollo di intesa tra Giunta e Consiglio delle autonomie locali

È stato sottoscritto oggi dalla Giunta provinciale e dal Consiglio delle autonomie locali, il Protocollo d’intesa in materia di finanza locale per il 2017, che si colloca nell’ambito del nuovo Bilancio provinciale. Alla firma erano presenti il presidente della Provincia autonoma di Trento, l’assessore provinciale alla coesione territoriale ed enti locali e il presidente del Consiglio delle autonomie locali. Il Protocollo d’intesa vuole dare certezza di risorse e di programmazione alle amministrazioni locali confermando le politiche fiscali di sostegno alle famiglie ed alle imprese e destinando risorse importanti agli investimenti comunali. Vediamo in sintesi i contenuti del documento.

POLITICHE FISCALI

Nel 2017 vengono confermate le politiche di incentivazione in materia di tributi locali ed in particolare di IMIS per la famiglia e le imprese già introdotte nel 2016. In particolare si conferma l’azzeramento della tassazione della prima casa, si prevedono aliquote agevolate per i fabbricati destinati ad attività artigianali, commerciali, alberghiere e per gli immobili occupati dalle attività professionali. Si ribadisce l’aliquota base pari allo 0,1 per cento con la deduzione dalla rendita catastale di un importo pari a 1.500 euro per i fabbricati strumentali all’attività agricola e si consente ai Comuni di adottare un’aliquota agevolata fino all’esenzione per i fabbricati destinati ad impianti di risalita.

FINANZIAMENTO SPESA CORRENTE

Per il 2017, vengono confermate le risorse già concordate nel 2016 sia per quanto riguarda il cosiddetto fondo perequativo che in riferimento a quelli che in gergo tecnico sono detti specifici servizi: custodia forestale, gestione impianti sportivi trasporto urbano e turistico e polizia locale. L’incremento di 3 milioni di euro, rispetto al 2016, è destinato ai servizi socio-educativi per la prima infanzia che in questi ultimi anni hanno avuto un notevole sviluppo con conseguente incremento della spesa. Questo importo permetterà alla Provincia di mantenere costante il trasferimento per bambino ai Comuni. I Comuni si impegnano parallelamente a non incrementare le tariffe a carico delle famiglie per l’accesso ai servizi per la prima infanzia rispetto a quelle fissate per il 2016. In riferimento ai trasferimenti alle Comunità si deve segnalare per la notevole ricaduta sulle famiglie in difficoltà la conferma degli stanziamenti sul fondo socio assistenziale. Per il 2018, per dare certezza alla programmazione comunale vengono confermati: 1. il riconoscimento di 3,2 milioni per il 50% della rata di interessi sui mutui dei Comuni oggetto di estinzione anticipata; 2. lo stanziamento di 3 milioni per il finanziamento dei servizi socio-educativi per la prima infanzia; 3. il trasferimento risorse (€ 4,5 milioni) per rinnovo contratto del personale dei Comuni. Sempre il 2018 è prevista una quota di compartecipazione dei Comuni agli obiettivi di riqualificazione della spesa pubblica per un importo complessivo di € 3,5 milioni.

POLITICHE A SOSTEGNO DELLE ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO DEI COMUNI

Per gli anni 2017-2019 è garantito l’utilizzo del Fondo pluriennale vincolato. Questo importante risultato elimina, di fatto, i vincoli contabili che avrebbero impedito la realizzazione degli investimenti già programmati ed esigibili nell’ambito nel triennio 2017-2019, e consente di dare piena attuazione alla programmazione degli interventi e delle opere, comprese quelle individuate nell’ambito del Fondo strategico di coesione territoriale, con riferimento alla quota di risorse conferita dai Comuni. Accanto a ciò, con il Protocollo si rendono disponibili ulteriori risorse al fine di adottare una politica di sostegno degli investimenti che consenta di intraprendere un percorso virtuoso di crescita dell’economia. Nel protocollo è stato concordata l’opportunità di utilizzare una quota delle risorse disponibili pari a 25 milioni di Euro per integrare il budget comunale destinato al mantenimento del patrimonio Comunale. Le parti hanno condiviso di ripartire tra i Comuni l’integrazione sulla base dei medesimi criteri già utilizzati per il riparto effettuato nel 2016, in modo da garantire immediata certezza alle Amministrazioni in ordine alle somme da stanziare nel bilancio di previsione. Inoltre viene definita un’ulteriore quota aggiuntiva di budget, pari a 8 milioni di Euro da ripartire tra i Comuni che hanno conferito risorse al Fondo di solidarietà. Il bilancio provinciale rende inoltre disponibili le seguenti risorse relative alla quota riferita al fondo investimenti minori (piccole manutenzioni) pari rispettivamente a circa: 53,43 milioni di Euro per il 2017; 53,76 milioni di Euro per il 2018; 54,15 milioni di Euro per il 2019. Le parti (Giunta provinciale e Consiglio delle Autonomie) hanno convenuto di destinare una quota delle risorse disponibili, pari a 13 milioni di Euro, per integrare il Fondo strategico di coesione territoriale. Tale risorse saranno utilizzate, in sede di sottoscrizione degli Accordi di Programma, per integrare i budget finanziari già assegnati alle Comunità, destinati ad interventi che dovranno, in modo sinergico tra loro, fungere da stimolo e volano per nuovi investimenti, soprattutto di soggetti privati, costituendo condizione necessaria per lo sviluppo omogeneo dei territori del Trentino. Nell’ottica della compartecipazione del privato alle politiche di sviluppo è introdotto il contributo di scopo, per finanziare opere determinate, utilizzabile dai Comuni nell’ambito delle loro autonome scelte in materia di politica tributaria con la possibilità di articolare in modo differenziato l’applicazione del contributo per singole e specifiche fattispecie imponibili, di soggetti passivi e di tipologie di immobili. Per dare nuovo impulso alle zone montane caratterizzate da marginalità socio-economica si è condiviso infine di intraprendere, in tali zone, azioni volte alla valorizzazione delle attività economiche, allo sviluppo sociale e alla salvaguardia dell’identità culturale delle popolazioni locali, nonché alla conservazione e alla tutela dell’ambiente.

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Il nuovo Reddito di Attivazione: un sostegno, tutto trentino, per contrastare la disoccupazione di lunga durata

Comunicato 2352 del 09/11/2016

Attenzione alla scadenza dei termini

I lavoratori trentini che a partire dal 1 maggio 2015 hanno perso il lavoro ed hanno terminato di percepire l’indennità di disoccupazione NASpI senza essere riusciti a trovare una nuova occupazione, se in possesso dei requisiti previsti, possono fare richiesta del nuovo Reddito di Attivazione. Lo possono fare anche coloro che, avendo perso il lavoro a partire dal 1 maggio 2015, abbiano terminato la NASpI entro il 21 ottobre 2016. In questo caso la domanda va presentata entro 30 giorni da questa data, anche se nel frattempo si è ripresa l’attività lavorativa. Il nuovo Reddito di Attivazione rappresenta uno dei quattro pilastri del sistema degli ammortizzatori sociali erogati dalla Provincia Autonoma di Trento. Il modello trentino prevede, infatti, il Reddito di Attivazione per i lavoratori disoccupati, il Reddito di continuità per i lavoratori sospesi, il Reddito di qualificazione per i giovani lavoratori che vogliono terminare gli studi o laurearsi ed il Reddito di Garanzia per le famiglie bisognose. L’obiettivo del Nuovo Reddito di Attivazione è quello di prolungare la durata del periodo di percezione delle indennità statali erogate dall’INPS, sostenendo il lavoratore nella fase di passaggio da un’occupazione ad un’altra. Con l’introduzione dell’indennità di disoccupazione (NASpI) e dell’ASDI (Assegno di Disoccupazione), previsti dal Jobs Act per tutto il territorio nazionale, la Provincia autonoma di Trento ha provveduto a modificare ed ampliare il Reddito di Attivazione già esistente, estendendolo a una nuova categoria di destinatari: i cittadini residenti in Trentino che a partire dal 1 maggio 2015 hanno perso il lavoro ed hanno terminato di percepire l’indennità di disoccupazione NASpI senza essere riusciti a trovare una nuova occupazione, in possesso di un indicatore ISEE fino a 8.000 euro. In questo modo è notevolmente ampliata la platea dei beneficiari dell’ASDI che è concesso solo a fronte di un indicatore ISEE fino a 5.000 euro e solo se il richiedente ha un’età pari o superiore a 55 anni, oppure, in alternativa, figli a carico. Verrà erogato tramite l’Inps e potrà anche essere ad integrazione dell’ASDI. Diventa così operativo per i lavoratori disoccupati del territorio uno strumento di politica del lavoro che non ha eguali nel resto del Paese. Si tratta di una misura finanziata esclusivamente con risorse provinciali, che consentirà a coloro che hanno perso il lavoro di poter contare su un sostegno economico più lungo e più intenso nella fasi di transizione ad una nuova occupazione. Il lavoratore che, dopo aver beneficiato di tutti gli ammortizzatori previsti dallo Stato, sia ancora disoccupato, non resterà dunque solo, ma potrà usufruire di un ulteriore intervento, aggiuntivo rispetto a quello statale, che lo faciliti nel reinserimento nel mercato del lavoro. Il nuovo Reddito di attivazione spetta per un periodo massimo di 6 mensilità con un importo pari al 75% dell’ultima indennità di NASpI percepita. Qualora il beneficiario abbia anche i requisiti per l’ASDI, il Reddito di Attivazione è calcolato ad integrazione dello stesso. Sono inoltre previsti incrementi nel caso di figli minorenni a carico. Per accedere al nuovo Reddito di Attivazione bisogna presentare domanda esclusivamente in via telematica, accedendo al sito dell’INPS (se provvisti delle credenziali di accesso), oppure semplicemente rivolgendosi ad un Patronato, entro il termine massimo di 30 giorni dalla conclusione della NASpI. Il lavoratore che presenta domanda di nuovo Reddito di attivazione deve però sottoscrivere con il Centro per l’impiego di competenza un progetto personalizzato, concordando delle azioni di ricerca attiva di lavoro. Il nuovo Reddito di Attivazione ha efficacia retroattiva e quindi possono fare domanda anche coloro che, avendo perso il lavoro a partire dal 1 maggio 2015, abbiano terminato la NASpI entro il 21 ottobre 2016. In questo caso la domanda va presentata entro 30 giorni da tale data, anche se nel frattempo si è ripresa l’attività lavorativa.

Per informazioni: n.verde 800.264.760 oppure all’indirizzo internet http://www.agenzialavoro.tn.it/home_folder/lavoratori/Sostegni/redditoattivazione

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Formazione: al via il corso per oltre 200 insegnanti immessi in ruolo quest’anno

Comunicato 2348 del 08/111/2016

Il presidente Rossi: “Le stabilizzazioni vanno avanti”

“L’immissione in ruolo è una tappa importante della vostra carriera professionale, per raggiungerla vi siete impegnati a lungo e dunque non possiamo che ringraziarvi”. Così il presidente della Provincia autonoma di Trento e assessore all’istruzione Ugo Rossi, intervenuto nel pomeriggio a Trento all’avvio del corso di formazione obbligatoria, organizzato dall’Istituto provinciale per la ricerca e la sperimentazione educativa e riservato ai circa 200 docenti immessi in ruolo nell’anno scolastico 2016/2017. “Questo territorio già da diversi anni – ha detto – ha deciso di scommettere sulla valorizzazione del capitale umano, investendo dunque sul sistema scolastico. Il 20% delle risorse del nostro bilancio vengono utilizzate per istruzione, formazione e università. Nel bilancio 2017 abbiamo confermato anche gli investimenti supplementari, affinché chi lavora con continuità nella scuola possa entrare in ruolo negli organici, perché sappiamo quanto sia importante che il corpo docente possa operare in un quadro di certezza e stabilità. Sono già quasi 800 gli insegnati stabilizzati dall’inizio della legislatura con un piano delle assunzioni che proseguirà anche nei prossimi anni, riuscendo così a dare risposte definitive a chi si trova nelle graduatorie provinciali, che saranno progressivamente esaurite. Naturalmente – ha detto il presidente – non si tratta di un processo semplice, né immediato, a causa del fatto che nel settore della scuola vi sono diverse stratificazioni di diritti, di norme e di aspettative, maturate nel corso di decenni. Dobbiamo quindi procedere con gradualità. Ma il processo è stato avviato e non verrà fermato, ma anzi proseguirà con convinzione anche in futuro”. “L’obiettivo prioritario del nostro impegno, è quello di garantire ai nostri ragazzi la possibilità di essere protagonisti del loro futuro. Per questo abbiamo puntato – ha detto Rossi – su una scuola in grado di fare emergere le eccellenze, senza però lasciare indietro nessuno, introducendo la grande novità del trilinguismo che ha portato anche a nuove opportunità di lavoro e rafforzando il collegamento fra scuola e lavoro, che sono due facce della stessa medaglia, perché non può esserci un ragazzo formato bene se mentre studia non sperimenta anche alcune forme di lavoro”. “La vostra presenza qui – ha detto Rossi in conclusione – dimostra come la scuola trentina sia in perfetta salute, seppur non manchino alcune criticità, e prosegua nel suo percorso di crescita, di cui la formazione rappresenta uno dei tasselli forse più importanti. Nel ringraziarvi ancora una volta per il vostro contributo – ha detto – vi chiedo un ulteriore sforzo, per garantire che le nostre scuole, pur nel rispetto della propria autonomia, siano sempre più in presa diretta con i bisogni del territorio e aprano le porte all’innovazione”.

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La scomparsa di Giorgio Grigolli: il cordoglio del Presidente Rossi

Comunicato 2346 del 08/11/2016

Con la scomparsa di Giorgio Grigolli se ne va un protagonista di assoluta importanza di una fase politica che è stata fondamentale per la costruzione di un Trentino moderno ed autonomo, inserito nel mondo, che oggi è unanimemente riconosciuto come un modello di sistema territoriale virtuoso, in cui convivono tradizione e modernità. Cosi il presidente Ugo Rossi ricorda Giorgio Grigolli, ex presidente della Regione e della Provincia, scomparso oggi all’età di 88 anni. “In un periodo storico di forti tensioni si impegnò con grande passione civile, attraverso una politica ragionata, basata sempre sul confronto e mai sulla chiusura. Lo ricorderemo, indubbiamente, come uno degli artefici dell’ampliamento e dello sviluppo della nostra Autonomia. Anche negli ultimi anni – ha concluso Rossi – è sempre stato un prezioso interlocutore, capace di produrre stimoli ed idee estremamente interessanti, che dimostravano la sua profonda conoscenza delle dinamiche della nostra specialità”. Domani, a partire dalle ore 14.00, sarà allestita una camera ardente in onore di Giorgio Grigolli, presso la Sala Depero del Palazzo della Provincia in Piazza Dante a Trento.

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