Archivia per Ottobre, 2016

Il Governatore del Trentino agli autotrasportatori: “Insieme, per essere protagonisti di un futuro che cambia”

Comunicato 2294 del 30/10/2016

Oggi alle Cantine Rotari un convegno dedicato alle prospettive del settore autotrasporto

convegno

“Insieme per l’autotrasporto. Scenari e prospettive di un settore strategico” è il titolo del convegno che questa mattina si è svolto presso le Cantine Rotari a San Michele all’Adige, dedicato alla situazione e alle prospettive del settore autotrasporto merci nella nostra provincia, in un contesto italiano e internazionale. Anche il governatore del Trentino ha voluto sottolineare il valore dell’unità e del coordinamento fra le associazioni di settore e le istituzioni, necessarie per affrontare le sfide del futuro. Il governatore ha voluto portare un messaggio di vicinanza, fiducia e positività al mondo dell’autotrasporto: “La Provincia autonoma deve avere particolare interesse per l’impresa in senso lato, per garantire decisioni, investimenti e risorse che provengono dalle attività a tutti i cittadini”, ha detto. Ha inoltre sottolineato che è necessario procedere “insieme, per guardare al futuro in questa fase di cambiamento epocale che, avrà comunque sempre bisogno del trasporto delle merci”. Presente anche l’assessore provinciale alle infrastrutture e all’ambiente, che ha sottolineato l’impegno del governo provinciale a valorizzare le imprese dei trasporti in un sistema integrato ferro-gomma. Il convegno, molto partecipato e con presenti in sala tantissimi imprenditori locali del settore, ha previsto nel corso della mattinata vari interventi e un dibattito, oltre ad un momento di intrattenimento. È la prima volta che una tale iniziativa vede coinvolte in maniera unitaria le tre principali organizzazioni dell’autotrasporto trentino: Fai Conftrasporto, Autotrasportatori Artigiani e Sezione Autotrasporto di Confindustria, nella consapevolezza che grandi e piccole imprese di trasportatori si si trovano ad affrontare giorno per giorno le stesse sfide. Dopo i saluti dei presidenti territoriali delle associazioni autotrasportatori e del vicepresidente della camera di commercio trentina, che illustrato i dati della situazione delle imprese nel territorio provinciale, è stata la volta dei presidenti nazionali delle associazioni di categoria. Presente al dibattito anche il direttore generale di Autostrada A22, che ha illustrato l’impegno sul fronte della sicurezza stradale e dei servizi, anche innovativi, dell’autostrada Modena-Brennero. Nel suo saluto il governatore del Trentino ha sottolineato come le imprese locali hanno resistito alla congiuntura perché hanno saputo mettersi in gioco per innovazione e competitività. Il governo provinciale, ha detto, ha cercato di utilizzare le leve di cui dispone per alleviare l’imposizione fiscale sulle imprese. Pur in presenza di un minor gettito e con un bilancio in contrazione, si è potuto garantire quest’anno lo sconto fiscale. La diminuzione dell’aliquota Ires, l’Irap più basso d’Italia (anche rispetto alla Provincia di Bolzano) e L’Imis che garantisce il 30% di sconto sugli immobili delle attività produttive, permettono di gravare fiscalmente il meno possibile chi fa impresa in Trentino. Inoltre, ha aggiunto il governatore, è stato individuato uno strumento specifico con il fondo per il sostegno alle imprese di autotrasporto. “Il cambiamento epocale che stiamo vivendo, porta ad una nuova economia” ha precisato il governatore, “forse è un sistema economico che non ci piace, ma sicuramente arriverà un modo diverso di trasportare le merci. In ogni caso avremo bisogno di gomma e di autotrasportatori, anche nel 2026, quando arriverà il tunnel del Brennero”. Il convegno ha fatto emergere che l’attuale congiuntura porta gli addetti del settore, nel generale momento di stagnazione internazionale, a confrontarsi anche con l’agguerrita e sleale concorrenza di altri Paesi, che hanno costi del personale e di gestione di gran lunga inferiori a quelli italiani, oltre a disposizioni normative a volte più favorevoli. Anche l’assessore provinciale alle infrastrutture e all’ambiente ha rilevato che è necessaria una politica di controllo di tutti gli attori europei, per non subire i dettami delle oligarchie internazionali. “Agire insieme, con le istituzioni che devono accompagnare le attività e garantire qualità nella logistica del trasporto locale” ha spiegato. Proprio per far fronte alle problematiche che interessano le aziende di autotrasporto merci per conto terzi, che hanno risentito maggiormente della contrazione degli scambi e della difficoltà di incasso dei crediti causati dalla crisi economica, il governo provinciale ha voluto intervenire con gli strumenti che la manovra anticrisi ha destinato a tutti i settori e con interventi specifici destinati anche a piccole-medie imprese, fra cui l’istituzione del fondo per il sostegno finanziario a questo tipo di attività imprenditoriale. Gestito dagli enti di garanzia operanti in provincia di Trento, è riservato alle imprese di dimensione compresa fra 4 e 50 dipendenti, che presentino un’incidenza dei crediti sui ricavi dell’attività caratteristica superiore al 20%. Le imprese devono disporre di linee di credito bancario di importo non inferiore a dieci volte il contributo che sarà concesso. L’intervento è riservato alle aziende con prospettive economico-finanziarie positive, che rispondono a requisiti di efficienza produttiva. Inoltre, è richiesta la stipula di un accordo sindacale che documenti l’impegno a mantenere un determinato livello occupazionale per due anni nel corso del triennio decorrente dal mese successivo a quello dell’accordo sindacale stesso. Le imprese interessate hanno potuto presentare domanda agli enti di garanzia a partire dal 1° settembre; la scadenza è prevista per domani 31 ottobre 2016. Al momento, ha fatto sapere il governatore, sono pervenute una quarantina di richieste. La concessione delle agevolazioni dovrà essere disposta entro la fine di quest’anno.

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Terremoto: partiti da Trento equipaggi cani da ricerca e catastrofe

Comunicato 2292 del 30/10/2016

In Provincia il coordinamento di protezione civile delle Regioni

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I danni prodotti dalle nuove violente scosse di terremoto che hanno colpito il Centro Italia stanno occupando l’intero sistema della protezione civile nazionale, con il diretto coinvolgimento della Provincia autonoma di Trento che ha il ruolo di coordinamento delle PC Regionali. Pochi minuti dopo l’evento è stata riattivata la Sala operativa di emergenza dove stamani si è recato anche il governatore Ugo Rossi per fare il punto degli interventi assieme al dirigente Stefano Devigili ed ai suoi collaboratori. Inviate immediatamente con l’elicottero tre squadre di unità cinofile. La sequenza sismica aveva già ripreso in modo significativo a partire dalla giornata di mercoledì 26 ottobre. Oggi alle ore 07:40 si è verificato un importante sisma di magnitudo 6,5 con epicentro in prossimità di Norcia e Castelsantangelo sul Nera. Questo terremoto, unitamente agli altri di magnitudo inferiore che ne sono immediatamente seguiti, ha causato un ulteriore peggioramento alla già difficile situazione delle Regioni centrali. La Protezione civile della Provincia autonoma di Trento, proseguendo le attività di coordinamento di Protezione civile delle Regioni ha disposto l’apertura della Sala provinciale di Emergenza. Nei giorni precedenti al primo evento del 24 agosto scorso, oltre agli interventi sul territorio e la costruzione del nuovo polo scolastico ad Amatrice, la Protezione Civile trentina ha mantenuto il collegamento quotidiano in videoconferenza con la DI.COMA.C. (Direzione di Comando e Controllo) del Dipartimento naziona di Protezione Civile). La situazione odierna ha richiesto l’attivazione di nuclei cinofili di soccorso ed equipaggi USAR (Urban Search & Rescue) dei VVF. La Provincia di Trento, su indicazione della DICOMAC, ha inviato sui luoghi colpiti un elicottero con tre equipaggi. Di seguito, dalla sala provinciale trentina, si è provveduto all’attivazione di equipaggi per la ricerca in macerie, dalle Regioni Friuli Venezia Giulia; Abruzzo, Molise, Valle d’Aosta, ed Emilia Romagna. Altrettanta attivazione è stata data per sistemi di risposta sanitaria con l’approntamento di PMA (Posti medici avanzati). Al momento la situazione sembra interessare più l’area Umbra rispetto all’area marchigiana, e risultano alcune decine di feriti.

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La luce dell’anima brilla nella stanza al buio

Comunicato 2289 del 29/10/2016

La sezione trentina dell’Unione ciechi ha presentato, oggi in piazza Duomo, “Dark on the road”, il caravan al buio in viaggio sulle strade del Trentino

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“Dark on the Road” è una maxiroulotte attrezzata a bar al buio itinerante, che permette di ampliare l’offerta delle attività di sensibilizzazione. Promossa da Irifor, cooperativa trentina di riabilitazione per persone cieche, permette di vivere l’esperienza di immergersi in una realtà sconosciuta, il buio appunto, sperimentando la privazione della vista e al contempo scoprendo la forza e il piacere derivanti dagli altri sensi. Alla presentazione ha partecipato anche il presidente della Provincia autonoma di Trento che, sostenendo l’iniziativa, ha sottolineato come il limite o l’handicap di una persona, intesi comunemente come condizione sfavorevole, possa essere trasformato dalla stessa in fattore di successo. La presentazione di “Dark on the road” ha segnato anche l’avvio – come ha ricordato il sindaco di Trento – della campagna Twitter “Io sostengo #trento18” a favore della candidatura del capoluogo a capitale italiana della cultura 2018. Gli avventori della “Dark on the road” sono serviti nella più completa oscurità da camerieri non vedenti e ipovedenti, che li guidano tra riflessioni sul significato di vivere senza il senso della vista e indicazioni per cogliere il mondo circostante attraverso gli altri sensi. “Dark on the Road – come spiega Ferdinando Ceccato, direttore della cooperativa Irifor – si propone come location perfetta di degustazioni al buio, per amplificare e valorizzare ulteriormente proprietà e pregi dei prodotti della tradizione enogastronomica locale. La natura itinerante del mezzo permette di raggiungere tutte le realtà territoriali, dalle scuole alle strutture residenziali, passando per feste patronali ed eventi fieristici e turistici. La cooperativa trentina, portando questa esperienza “on the road”, punta a raggiungere il maggior numero di persone, per regalare la possibilità di cogliere forti emozioni a quattro sensi. Irifor è una cooperativa sociale che nasce nel 2008 dalla volontà di un gruppo di persone trentine non vedenti, con lo scopo di realizzare un centro provinciale di prevenzione e riabilitazione per persone cieche e ipovedenti. Grazie al sostegno della Provincia autonoma di Trento e alla collaborazione dell’Uici Sezione di Trento (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Onlus) e della sezione italiana dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità (Iapb), la cooperativa ha realizzato il suddetto centro in provincia di Trento. Le attività del centro di riabilitazione della cooperativa Irifor riguardano attività di prevenzione della cecità e di riabilitazione visiva e funzionale. Il centro partecipa a iniziative di sensibilizzazione e di prevenzione secondaria, mirate a individuare precocemente gli stati patologici prevenendo o limitando il deterioramento visivo. La funzione del centro di prevenzione e riabilitazione come servizio specialistico, di riferimento per tutti gli altri servizi e gli operatori del settore, a cui è possibile fare riferimento per una completa e più approfondita valutazione diagnostico funzionale e una presa in carico riabilitativa delle persone con diagnosi di cecità o ipovisione.

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Abbandono scolastico, il Trentino al di sotto delle medie italiana ed europea

Comunicato 2288 del 29/10/2016

Oggi all’Ifp di Trento il convegno dedicato alle pratiche di accompagnamento formativo dei ragazzi

I dati dell’abbandono scolastico “sorridono” al Trentino. Nel 2015, la percentuale di ragazzi che, tra i 18 e i 24 anni, hanno lasciato gli studi è stata dell’8,7% nella nostra provincia, contro il 14,7% dell’Italia e 11% della media europea. Ancora, i giovani (dai 15 ai 29 anni) che nel 2015 non hanno studiato e non hanno lavorato (in termine tecnico, “Needs”) sono stati il 15% in Trentino contro il 26% del resto d’Italia e il 17% dell’Europa. E’ un sorriso – però – di cui non bisogna fidarsi. I ragazzi che lasciano gli studi e, magari, non trovano lavoro rappresentano un fenomeno nei confronti del quale non è possibile abbassare la guardia perché quegli stessi ragazzi sono il futuro del Trentino. E’ questo il messaggio che arriva dal convegno “Accompagnare i ragazzi nella crescita e al successo formativo”, organizzato oggi presso lfp Sandro Pertini di Trento: un’occasione per discutere delle nuove frontiere del diritto all’istruzione, con la consapevolezza che il ragazzo in difficoltà non può considerarsi una criticità ma una risorsa per tutta la società trentina. In apertura di convegno, Luciano Covi, direttore di Iprase, ha sottolineato l’importanza di concentrare l’attenzione sulle pratiche che mirano al recupero di situazioni problematiche: prevenire è meglio di curare. Nel corso del convegno gli interventi hanno posto l’accento su quanto sia urgente oggi interrogarsi sul problema del disagio giovanile, fenomeno, come già evidenziato da molte ricerche, correlato alla complessità della società contemporanea, alle trasformazioni in campo educativo, alle dinamiche del mondo giovanile e ai processi di interazione tra scuola, famiglia e contesto socio-culturale. La concorrenza di tali fattori può incidere negativamente sulla qualità dei processi di insegnamento/apprendimento e, di conseguenza, sul raggiungimento del successo scolastico e formativo. Il fenomeno del disagio include dunque la problematica della dispersione scolastica, intesa sia come abbandono sia come percentuale di studenti con esiti scolastici negativi. Livia Ferrario, dirigente del Dipartimento della conoscenza della Provincia autonoma di Trento, esponendo i dati relativi all’abbandono scolastico e alla percentuale di giovani che non studiano e non lavorano (Need) ha ricordato le politiche pubbliche in Trentino: “Il ragazzo è per noi un’opportunità che come tale va seguita e va aiutata a raggiungere il successo della formazione. In Trentino abbiamo lavorato per capire e contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico, investendo in tre direzioni: alternanza scuola lavoro, attenti a cogliere le esigenze in termini di richiesta di risorse umane da parte delle aziende; il trilinguismo e il diritto allo studio”. Secondo la dirigenza provinciale, le famiglie trentine sono generalmente attente al percorso scolastico dei propri figli: “Da tempo in Trentino le famiglie investono più nella formazione dei propri figli che nella casa”. Sul percorso dei ragazzi all’interno del mondo della scuola si è soffermato Luciano Covi: “Oggi non è possibile assumere schemi univoci all’interno del fenomeno dell’abbandono scolastico. Ogni ragazzo segue un percorso a sé. Per questo motivo Iprase partirà nei prossimi mesi con una ricerca che, attraverso un’analisi empirica, cercherà di individuare le cause dell’abbandono, così da prevenire eventuali rinunce da parte dei ragazzi. Parallelamente partiranno una serie di attività di sviluppo professionale per attivare pratiche didattiche funzionali a coinvolgere i ragazzi, offrendo loro motivazioni per il prosieguo del percorso scolastico e formativo”. Il seminario odierno ha voluto offrire un’occasione di confronto e condivisione delle riflessioni e delle esperienze maturate sia a livello nazionale che provinciale per contrastare i fenomeni della dispersione scolastica, in un’ottica non solo riparativa ma preventiva. “Ognuno di noi può pensarla come vuole anche non credere nelle efficacia di queste pratiche – ha ammonito Andrea Schelfi, dell’Ifp Pertini di Trento -ma, facendo un conto meramente economico, un ragazzo che abbandona la scuola costerà molto di più alla società rispetto al coetaneo che prosegue con successo gli studi”.

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