Archivia per Settembre, 2016

Rossi: “Ripartire dalle persone e dai territori per rilanciare il processo di integrazione”

Comunicato 1948 del 16/09/2016

A Trento il congresso dell’European Journalists Association

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“Il progetto europeo potrà essere rilanciato se saprà ripartire dal basso, anche attraverso nuove forme di comunicazione, che sappiano raccontare, soprattutto ai giovani, le ragioni per cui è nato”. Con queste parole il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi è intervenuto oggi al 54° congresso internazionale dell’European Journalists Association, che si svolge a Trento. Costituita nel 1962, l’associazione, a cui aderiscono giornalisti provenienti da tutti i paesi dell’Unione, ha come scopo principale la promozione del processo di integrazione europea e la difesa della libertà di stampa. “Sono qui oggi – ha detto Rossi – soprattutto come assessore all’istruzione, perché ritengo fondamentale parlare d’Europa con i giovani, che rappresentano il futuro del sogno europeo immaginato dai padri fondatori. L’Europa – ha aggiunto il governatore del Trentino – vive e si nutre di diversità e per tenere insieme unità e diversità servono idee forti, che facciano presa soprattutto sui giovani e una politica paziente, generosa, capace di proporre una visione per il futuro e di dare risposte concrete ai cittadini. Lavorare insieme – ha detto ancora Rossi citando il presidente della Bce Mario Draghi, intervenuto martedì scorso a Trento – è il modo migliore per affrontare le difficili sfide che abbiamo davanti. Rigettiamo le voci distruttive e ricordiamoci che l’unità europea ha rappresentato un lungo periodo di pace, che ancora oggi stiamo vivendo, mentre sappiamo a cosa hanno portato i nazionalismi. Se l’Europa iniziasse a chiudersi e ad introdurre barriere interne andrebbe incontro alla propria fine, non solo politica, ma anche semantica. Non dobbiamo permettere che diventi uno spazio geografico e basta. L’Europa vive se riparte dal basso – ha concluso Rossi – dalle persone e dai territori”. Ospiti d’eccezione del congresso sono i discendenti di due padri fondatori dell’Unione europea: Maria Romana De Gasperi, figlia dello statista trentino Alcide De Gasperi e Sven-Georg Adenauer, nipote dello statista tedesco Konrad Adenauer.

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Rossi: “La tecnologia deve essere riempita di contenuti”

Comunicato 1927 del 14/09/2016

Stamattina il governatore agli 840 studenti che hanno partecipato all’evento Smart City & Smart School

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“La tecnologia deve essere riempita di contenuti veri, per questo è importante una didattica innovativa e sperimentale”, con queste parole il governatore del Trentino Ugo Rossi, ha salutato stamattina i ragazzi che hanno partecipato all’appuntamento Smart City & Smart School. “Trento Smart City Week è stata resa possibile anche grazie al contributo vostro”, ha aggiunto l’assessora del Comune di Trento Chiara Maule. Erano circa 840 gli studenti presenti all’Auditorium Santa Chiara di Trento, per seguire l’evento che ha visto sul palco alternarsi il regista e ricercatore Andrea Brunello, che ha condotto l’appuntamento, il maestro Enrico Merlin alla chitarra, il mago della motivazione Walter Klinkon e il node director di EIT Digital Roberto Saracco. Nel corso della mattinata la presentazione dei servizi smart e delle app progettati dal Comune di Trento e di TED-Ed Club, un percorso educativo rivolto ai più giovani, nonché di cinque progetti innovativi realizzati dagli studenti nell’ambito del premio NASA World Wind Europa Challenge, in collaborazione con HIT – Hub Innovazione Trentino. Walter Klinkon e Roberto Saracco, l’uno il “mago della motivazione”, l’altro direttore di EIT Digital Italia, accompagnati dalle note di Enrico Merlin, hanno stupito e meravigliato gli studenti, facendo una carrellata delle principali app presenti in Trentino, dove si generano oltre 3,5 miliardi di dati al giorno, ma anche presentando alcune “tecnologie da fantascienza” nel mondo, tecnologie ad esempio che consentono di uccidere le zanzare col laser, mangiare una pizza creata da una stampante, connettere i telefonini degli autisti di autobus per capire la velocità di spostamento perché, come non ha mancato di ricordare Klinkon, “per avere cose che non hai mai avuto, devi fare cose che non hai mai fatto”. E se la vera magia è “credere in noi stessi”, come ha evidenziato Klinkon, “ad avere successo non sono le persone più intelligenti, quanto quelle che hanno grinta, idee passione, che diventano protagonisti del loro percorso di vita”, ha concluso Brunello. Durante la mattinata anche la presentazione di NASA World Wind Europa Challenge, un’iniziativa organizzata dalla NASA che coinvolge le aziende, i gruppi di ricerca e, da quest’anno, le scuole per proporre soluzioni intelligenti e innovative utilizzando World Wind, un globo virtuale opensource che fornisce la tecnologia e gli strumenti per lavorare visivamente con i dati. Trento ospiterà al Muse quest’anno l’evento finale della competizione dal 20 al 22 settembre, organizzato grazie alla collaborazione di HIT – Hub Innovazione Trentino. Sul palco Milena Bigatto, di HIT, che ha presentato gli studenti trentini coinvolti in cinque progetti elaborati con diversi partner all’interno del Contamination Lab dell’Università di Trento. I vincitori saranno annunciati il 22 settembre (http://www.trentinoinnovation.eu). Grounpedia, il primo progetto ad essere presentato, ha coinvolto tre studenti dell’I.I.M. Martini di Mezzolombardo e vedrà la creazione di una piattaforma OpenData per raccogliere informazioni sul sottosuolo urbano, dove corre una vera e propria rete di connessioni fatta da gasdotti, acquedotti, infrastrutture internet. collaborazioni: ARCH TEAM – Azienda Trentina che ha fornito strumenti e expertise su rilevamento del sottosuolo Georadar. Trentino: land of glaciers, ha visto dialogare tre studenti provenienti da ITT G. Marconi di Rovereto, dal Liceo Russel di Cles e dall’I.I.M. Martini di Mezzolombardo, per un monitoraggio dei ghiacciai del trentino dal 1850. Diviìulgazione scientifica e sensibilizzazione sulle conseguenze del cambiamento climatico. Collabora un mentore dell’Istituto Pavoniano Artigianelli di Trento e il MUSE. Sunrise unisce due studenti dell’Istituto Pavoniano Artigianelli e dell’I.C. Ladino di Fassa per fornire l’abilità di ottimizzare l’uso del fotovoltaico (PV) per le aziende e l’uso domestico, con un aspetto rivolto alla cooperazione umanitaria, incoraggiando donazioni di lampade solari alle popolazioni in difficoltà. Collaborano: ENEA ( Atlante solare italiano e formule per i calcoli) SOLAR AID (ONG con un’azienda spinoff che produce lampade solari a poco prezzo) Ecogriddy (Startup locale attiva nell settore energia) Joint research center European Commission (Dati irraggiamento Africa e formule per i calcoli). Upland of healing herbs unisce quattro studenti dell’ITT Buonarroti di Trento, dell’I.I Don Milani di Rovereto e un mentore di HIT, nella promozione del territorio attraverso valorizzazione economica e turistica della coltivazione e lavorazione delle erbe medicinali; collabora l’Azienda per il turismo di Rovereto e Vallagarina. WIMP – Where Is My Parcel? ha coinvolto cinque studenti dell’ITT Buonarroti di Trento e dell’Istituto Pavoniano Artigianelli in un sistema avanzato per il tracciamento in tempo reale dei pacchi e trasporto su strada in generale (ampliabile a trasporto merci pericolose o valori).

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Draghi: “L’Europa essenziale per assicurarci pace, progresso e giustizia sociale”

Comunicato 1923 del 13/09/2016

Oggi la consegna del premio internazionale Alcide De Gasperi “Costruttori d’Europa”

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“La costruzione di un’Europa unita è essenziale per assicurarci pace, progresso e giustizia sociale”: questo il messaggio lanciato dal presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi dal palco del teatro Sociale di Trento, nel ricevere, stamani, il premio internazionale Alcide De Gasperi intitolato ai “Costruttori d’Europa”, giunto alla sua settima edizione. Presente alla cerimonia anche il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha introdotto l’intervento di Draghi, “protagonista di punta di una generazione più giovane di costruttori dell’Europa.rispetto a quella di De Gasperi” ha ricordato. Grazie al suo operato “l’azione della Bce ha rappresentato in questi anni di generali incertezze nel quadro europeo il principale elemento di continuità e sicurezza”. Draghi, nel ricevere il premio consegnatogli dal vicepresidente della Provincia autonoma di Trento Alessandro Olivi, ha ricordato innanzitutto i tre anni trascorsi a Trento in veste di docente universitario .”“Con mia moglie e una piccina appena nata, di un mese, arrivammo a Trento nel novembre del ’75. Rimanemmo qui 3 anni. Furono anni felici”. Il presidente della Bce ha quindi pronunciato un discorso “alto”, centrato sulle grandi sfide che l’Europa ha di fronte. Sfide che però partono da lontano. “Con la costruzione della pace, risultato fondamentale del progetto europeo, iniziò la strada verso la prosperità “, ha detto Draghi, risalendo alla stagione degasperiana della prima casa comune europea, che comprendeva all’epoca 6 stati. Il mercato unico è stata una una scelta conseguente ai valori propri di una società libera e aperta, quei valori che l’Europa decise di sposare dopo la stagione dei nazionalismi, dei populismi, dei governi in cui il carisma si legava alla menzogna. Il progetto europeo ha sancito libertà politiche e promosso la democrazia liberale, contribuendo immensamente al benessere dell’Europa e venendo via via accolto da una platea sempre maggiore di paesi, fra cui la Spagna, il Portogallo e la Grecia, e più tardi i paesi dell’Est europeo. Tuttavia Draghi non ha nascosto che le cose siano cambiate. Recentemente il Regno Unito ha votato per l’uscita dalla Ue. Non solo; se il mercato ha garantito la crescita dei paesi più poveri, il reddito reale della parte più svantaggiata della popolazione, nei paesi più sviluppati è fermo ai livelli di qualche decennio fa. Ciò provoca paure, chiusure, rifiuti. Bisogna orientare l’Europa verso una costruzione che dia risposte ai cittadini – ha insistito Draghi – anche per contrastare la perdita di fiducia nelle istituzioni. L’imperativo è concentrarsi su interventi tangibili e che portino immediati benefici, in settori come il lavoro, l’immigrazione, la sicurezza. “Dobbiamo trovare la forza e l’intelligenza per superare i nostri disaccordi e andare avanti insieme”.

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La mattinata è iniziata con un incontro privato al Palazzo della Provincia fra Draghi, accompagnato dalla moglie Serena, il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano e il vicepresidente Alessandro Olivi. Successivamente, a partire dalle ore 11, la cerimonia al teatro Sociale, aperta dal coro del Noce della val di Sole, e moderata dalla giornalista Maria Concetta Mattei e a cui hanno partecipato il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento Alessandro Olivi, che ha portato i saluti del presidente Ugo Rossi, oggi ad Amatrice per l’inaugurazione della scuola costruita dalla Protezione civile trentina, il rettore dell’Università di Trento Paolo Collini, il professor Paolo Pombeni, segretario del Premio, e il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano. “E’ stato De Gasperi ad insegnarci che ci si può sentire al tempo stesso trentini, italiani ed europei – ha detto Olivi nel suo intervento, ricordando che una comunità locale può essere – generosa, solidale e responsabile”. Il rettore Collini ha sottolineato la duplice natura, assieme tecnica e politica, delle misure economiche assunte all’interno della Ue. “Nonostante l’azione della Bce abbia presentato elementi di innovazione, si è mossa sempre nell’ambito del suo mandato – ha detto – coniugando competenza tecnica e intelligenza politica”. Pombeni a sua volta ha ricordato come nell’operato di Draghi, che ha avuto fra i suoi maestri Modigliani e Caffè, “vi è la consapevolezza che l’economia non è un gioco matematico, ma si fonda sulle risorse degli uomini, che si impegnano per conquistare una vita degna”. Per Pombeni c’è una certa analogia fra l’Italia uscita dal Secondo dopoguerra e la situazione attuale; oggi non abbiamo alle spalle le macerie di una guerra ma quelle della affluent society, che credeva in un’espansione del benessere senza limiti. La crisi economica ha messo in crisi questo approccio. “Draghi intuì i rischi per la stabilità del sistema economico, fin da quando era alla guida del Tesoro italiano, dal 1991 al 2001. Prese di petto il debito pubblico, attirandosi le critiche di chi pensava che esso fosse un buon motore dello sviluppo economico. Il coraggio di Draghi non è passato inosservato. Anche dopo l’esplodere della crisi dei mutui subprimes si è assunto il compito di guidare un equipaggio in grado di affrontare le tempeste della crisi mondiale”. Infine i discorsi di Giorgio Napolitano e Mario Draghi (che alleghiamo integralmente) e la consegna del premio Alcide De Gasperi (il cui importo, pari a 25.000 euro, verrà integralmente devoluto per la ricostruzione del post-terremoto, come annunciato da Draghi in chiusura della manifestazione). Queste le motivazioni della giuria, composta da: Ugo Rossi, presidente della Provincia autonoma di Trento con funzione di Presidente della Giuria; Maria Romana De Gasperi, membro della famiglia De Gasperi; Giuseppe Tognon, presidente della Fondazione Trentina Alcide De Gasperi; Paolo Pombeni, con funzioni anche di segretario della Giuria; ed inoltre i direttori o i loro delegati delle principali testate cartacee e televisive nazionali e del Trentino. “Presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi è stato nelle difficili contingenze economiche e politiche di questi ultimi anni una delle personalità che hanno maggiormente e più decisamente contribuito alla tenuta del sistema dell’Unione Europea. Arriva in questa delicata posizione nel giugno 2011 quando sono già visibili i colpi che le crisi della finanza internazionale hanno assestato al delicato impianto della moneta comune europea, cioè a quella istituzione che ha rappresentato il raggiungimento di un traguardo sognato dai padri fondatori e sulla cui fattibilità e tenuta si era tanto discusso anche con molto scetticismo. Mario Draghi non giunge certo disarmato sul piano intellettuale a questo delicato appuntamento. Allievo di Federico Caffè, di Franco Modigliani e di Robert Solow, dopo una brillante carriera universitaria che lo aveva portato a conseguire la cattedra nel 1981, aveva da tempo acquisito conoscenza del delicato meccanismo che governa i rapporti economici all’interno dell’Unione essendo stato dal 1984 al 1990 Presidente del Comitato Economico Finanziario della Unione Europea. La sua lunga carriera di public servant nell’ambito del governo italiano lo aveva preparato alla conoscenza delle complessità che affrontavano le economie in una fase di profonda transizione epocale come quella affrontata dai paesi europei negli ultimi 25 anni. Il suo impegno come direttore generale del Ministero del Tesoro va ricordato per comprendere a fondo le radici di quella che sarà la sua risoluta azione a fronte della crisi del sistema europeo. Tanto la sua esperienza alla guida della Banca d’Italia dal dicembre 2005, quanto la sua presidenza del Financial Stability Forum dal 2006 al 2011 sono momenti in cui Draghi deve confrontarsi con passaggi difficili, come, per citare l’esempio più noto, la crisi americana dei mutui subprime. E’ in questo quadro che presenterà nel 2011 alla riunione del G7 a Washington l’importante rapporto per la tutela della trasparenza sui mercati finanziari internazionali. Con questa esperienza alle spalle, il 26 luglio 2012 annuncerà l’avvio di una decisa campagna per la salvaguardia dei traguardi raggiunti con la moneta comune europea. La forza di questa azione, che non è solo un atto di politica economica, ma un intervento a tutela di una acquisizione storica raggiunta dall’Europa in più di 60 anni storia, gli verrà riconosciuta tanto che i quotidiani britannici Financial Times e The Times lo eleggeranno nel dicembre 2012 uomo dell’anno per la lungimiranza e l’efficacia della sua gestione della crisi del debito sovrano europeo. Il suo coraggio avrà una ulteriore conferma nella decisione di intervenire ancora nella crisi dell’economia europea senza fermarsi di fronte ad alcuna ortodossia di scuola, agendo invece, come avrà a dichiarare, con tutti i mezzi che si trovano a disposizione della creatività responsabile di un uomo delle istituzioni. Sarà la politica del Quantitative Easing, certo discussa, ma riconosciuta come un contributo decisivo per affrontare l’ennesima crisi di transizione storica con cui si deve misurare l’Europa. Per il complesso di quest’opera, Mario Draghi merita pienamente il titolo di ‘costruttore dell’Europa’ nel solco della memoria di Alcide De Gasperi e perciò la giuria gli conferisce unanime il premio per l’edizione 2016”.

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Rossi: “Ripartiamo dalla scuola, il Trentino vi è vicino”

Comunicato 1921 del 13/09/2016

Il primo giorno in classe ad Amatrice

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Amatrice – Seicento metri quadrati complessivi, suddivisi in 12 aule da 35 metri quadrati ciascuna più altri spazi dedicati ai servizi, colori vivaci, un tetto in legno e un piccolo parco giochi su un prato verde perché, accanto al comfort e alla funzionalità è importante “ricreare” la giusta atmosfera. È questa la nuova scuola di Amatrice dove tanti bambini provano a ritornare alla normalità dopo il devastante terremoto del 24 agosto. Ad augurare loro buona fortuna stamani il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Stefania Giannini, il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi – ad Amatrice con l’assessore alla protezione civile Tiziano Mellarini – e poi il sindaco Sergio Pirozzi, il commissario Vasco Errani e il capo della Protezione civile nazionale Fabrizio Curcio. La scuola è stata realizzata in pochissimo tempo dal “sistema” trentino che ha utilizzato strutture dell’Università di Trento poi adattate e corredate da un tetto che verrà completato nei prossimi giorni, ed ha consegnato oggi la struttura con i suoi arredi interni ed esterni all’amministrazione locale. Un vero lavoro di squadra, è stato detto oggi nei brevi interventi inaugurali, frutto della collaborazione tra molte anime del Trentino: il Dipartimento provinciale della Protezione civile che ha coordinato le operazioni, i Vigili del Fuoco permanenti e volontari, la Croce Rossa, diversi servizi della Provincia e tanti altri volontari (architetti, ingegneri, psicologi), senza dimenticare i NuVolA che hanno assicurato i pasti a questo grande cantiere della solidarietà; il tutto in stretto coordinamento con il Dipartimento nazionale della Protezione civile e il Comune di Amatrice. “Quella di oggi – ha commentato il presidente della Provincia Autonoma di Trento, Ugo Rossi – non è l’inaugurazione di una scuola. È l’apertura dell’anno scolastico nel giorno stabilito fin dall’inizio. Vuole essere un segnale di disponibilità del Trentino per dire, insieme a Protezione civile e Ministero dell’Istruzione che, nonostante tutto, è possibile immaginare una ripartenza e pronunciare la parola più importante in questi momenti: la ‘speranza’. Porto il saluto oggi di tutti i bambini del Trentino, che sono entrati in aula ieri, e che hanno realizzato per i bimbi di Amatrice dei disegni. – ha detto ancora il presidente Rossi – Ringrazio tutti i volontari e rappresentanti della Protezione Civile di Trento per lo sforzo straordinario di questi giorni. Buon anno scolastico a tutti”. amatrice10 Tutti i rappresentanti delle istituzionali nazionali e locali presenti hanno espresso la propria gratitudine per la solidarietà dimostrata dal Trentino. “Il 27 agosto avevo promesso che il nuovo anno scolastico sarebbe dovuto ripartire da qui. Sono quindi commossa e felice. Ringrazio chi si è speso per produrre in pochi giorni un mezzo miracolo” ha commentato il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Stefania Giannini. “È stato fatto un lavoro straordinario – ha aggiunto il ministro – e il nostro impegno parte da oggi per fare in modo che questa scuola sia la vostra casa e il simbolo della speranza, della voglia di ripartire e di vincere la paura. È un primo passo, da oggi inizia anche il lavoro più lungo, quello del commissario Vasco Errani. Amatrice riavrà tutto quello che ha perso”. “Questo è un grande segnale di ripresa – ha detto il capo della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio -, utilizziamola anche per aumentare la consapevolezza sui rischi. Fidiamoci delle istituzioni, noi ci siamo e non siamo qui a tagliare nastri”. “Venti giorni fa avevamo tutto. Eravamo uno dei borghi più belli d’Italia. Ora non abbiamo più nulla, ma oggi ripartiamo da qui, da questa scuola, perché con essa abbiamo tutto” ha aggiunto il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi. “Le istituzioni hanno funzionato e questa scuola è il segno che il nostro Paese quando vuole sa fare le cose fatte bene. I nostri bambini dovranno avere la capacità di trasmette solidarietà e amicizia. Loro sono la mia speranza. Ai cittadini dico: Schiena dritta, se siamo uniti riavremo tutto quello che abbiamo perso”.

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