Archivia per Agosto, 2016

Protezione civile trentina: “Stiamo già lavorando alla fase successiva alla prima emergenza”

Comunicato 1772 del 27/07/2016

Affrontata la prima fase dei soccorsi alle persone intrappolate sotto le macerie si pianificano gli interventi a infrastrutture e servizi

L’ultima a partire, in ordine di tempo, colonna mobile è stata nella notte quella della Campania. Il via libera è stato dato dalla Protezione civile del Trentino, a cui spetta il coordinamento tecnico degli aiuti delle Regioni e Province autonome. In allerta rimangono quelle del Veneto e della Calabria. Ma gli sforzi si stanno via via spostando alla fase successiva alla prima emergenza, ovvero agli interventi che permetteranno alle zone del Centro Italia colpite dal sisma di riprendere la vita in condizioni di sicurezza e decoro. Ecco perché nelle prossime ore incominceranno a rientrare alla base le 90 unità cinofile (e sono quelle trentine nel retino) impegnate nella ricerca dei dispersi, sostituite sul campo da squadre di tecnici ed ingegneri che avranno il compito di valutare i danni alle infrastrutture e fissare le priorità degli interventi. Ne partiranno alcuni da Trento così come dalla nostra provincia partiranno probabilmente sempre nei prossimi giorni le squadre del Dipartimento della Protezione civile e dei vigili del fuoco specializzate nel puntellamento di edifici e strutture. Domani a Rieti si insedierà la Direzione comando e controllo (Dicomac), ovvero il centro di coordinamento nazionale delle componenti e delle strutture operative del sistema nazionale. “La prima fase emergenziale – spiega Stefano De Vigili, capo della Protezione civile del Trentino – si va esaurendo con il passare dei giorni. Il conto dei morti ha raggiunto i 290 mentre quello dei feriti è di 388. All’appello mancano circa una quindicina di persone. Affrontata questa fase il nostro impegno si sposta ora sulle infrastrutture lesionate e sulle condizioni della popolazione locale che deve essere messa nelle condizioni di riprendere la vita in sicurezza”. La protezione civile del Trentino parteciperà domani a Rieti ai lavori della Direzione comando e controllo, in sinergia con la presidenza del Consiglio dei ministri, per decidere proprio gli interventi da mettere in campo. Secondo De Vigili le attività dei prossimi giorni riguarderanno la messa in sicurezza degli edifici e delle opere, con priorità a quelle che potrebbero mettere a rischio il “sistema infrastrutturale”, ovvero le strade. “Ci sono migliaia di edifici e strutture da puntellare – continua De Vigili – e per questo servono tecnici e persone preparate. Anche in questo caso il Trentino farà la sua parte”. Per quanto riguarda gli aiuti, la Protezione civile del Trentino ribadisce l’invito a non recarsi sui luoghi del disastro e a non inviare generi di prima necessità: “Sono stati preziosi nelle prime ore, ora la situazione è sotto controllo. Tra Amatrice, Accumoli, Montegallo e Musicchio e le altre località interessate dal sisma sono state allestite strutture da campo in grado di accogliere oltre 3600 persone a fronte di una attuale richiesta di circa 1600”. Rimane aperto invece il canale della solidarietà che passa attraverso l’invio di somme di denaro da devolvere ai terremotati, ad incominciare dal numero 45500 attivabile con un sms soldale.

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Terremoto, continua da Trento il coordinamento dei soccorsi

Comunicato 1771 del 26/08/2016

Aumenta il numero delle vittime (278), rientra l’emergenza per le colonne mobili della Protezione civile che erano pronte a partire

Aumenta purtroppo di ora in ora il bilancio delle vittime del terremoto in centro Italia: l’ultimo dato comunicato dal Comitato operativo nazionale PC in costante contatto con la Protezione civile trentina, che come noto ha il l’incarico di coordinamento tecnico delle Regioni, parla di 278 vittime, di cui 218 ad Amatrice, il centro che ha pagato il tributo più alto in termini di vittime e distruzioni, 11 ad Accumoli e 49 ad Arquata del Tronto. La terra continua però ancora a tremare: ben 1059 le scosse registrate dal primo, drammatico evento sismico, 220 nella giornata di oggi, comprese tra 3.4 e 4.8 gradi. La macchina dei soccorsi si sta “stabilizzando”, tanto che nel pomeriggio di oggi è stata sciolta la riserva per le colonne mobili che fino ad ora sono rimaste mobilitate nelle varie regioni italiane: solo due regioni, le più vicine e confinanti con la zona del terremoto, rimangono allertate per un eventuale invio di colonne mobili. Le maggiori criticità sul fronte dell’organizzazione dei soccorsi sono date, in molti dei centri colpiti (per lo più piccole frazioni), dalla permanenza dei proprietari ed abitanti nelle case lesionate, restii ad abbandonare le proprie abitazioni, anche se lesionate. Anche le unità cinofile stanno esaurendo la propria attività, fin qui preziosissima e valsa a salvare molte vite umane: 238 sono le persone estratte vive dalle macerie delle case crollate. Mano a mano che esauriscono i propri cicli operativi, cani da ricerca e conduttori sono fatti rientrare alle proprie rispettive basi. La priorità d’intervento per la Protezione civile rimane comunque ancora quella della ricerca di altri corpi sotto le macerie. Permangono in alcuni punti della viabilità delle interruzioni stradali. Attualmente nella decina di campi allestiti ad Amatrice e negli altri centri più colpiti le persone assistite sono 466, alle quali si aggiungono 23 stranieri, 800 i pasti serviti complessivamente nei vari campi.

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Terremoto, la macchina dei soccorsi a pieno regime

Comunicato 1763 del 25/08/2016

Appello della Protezione civile ai volontari: non recatevi sui luoghi colpiti, sul posto già tutto il personale necessario

Nella sala operativa del Dipartimento provinciale della Protezione civile trentina i “briefing” con il Comitato operativo nazionale PC e con le Regioni, il cui coordinamento tecnico è affidato alla PC del Trentino, si susseguono a ritmo continuo. Trascorsa la prima notte dopo il sisma di due giorni fa (questa notte hanno dormito nelle tende circa 600 persone su 2400 posti disponibili), la macchina dei soccorsi sta dispiegando nella zona colpita dal terremoto tutti i servizi e le risposte organizzative e logistiche più adeguate alle necessità. Tutto il personale necessario a far fronte all’emergenza è sul posto, tanto che le colonne mobili di alcune regioni, pronte da molte ore a partire per il centro Italia, sono per il momento ferme, in attesa della “chiamata” da parte della PC nazionale. Non si vuole, infatti, “intasare” l’area delle operazioni di soccorso per far lavorare al meglio le forze in campo. Dalla Protezione civile nazionale e anche da quella trentina parte anche un appello alla società civile e alle migliaia di volontari che stanno partendo o vorrebbero partire per le province di Rieti, Ascoli Piceno e Perugia affinché la “voglia di aiutare” e la generosità dei comuni cittadini e di mille associazioni di volontariato non finisca, in questa prima fase di frenetiche attività strutturate di soccorso, per ostacolare e rendere ancora più difficile l’intervento della Protezione civile. L’esperienza maturata sul campo in occasione di precedenti eventi sismici che hanno purtroppo interessato il nostro Paese facilita di certo l’efficacia e tempestività dei soccorsi. Non emergono infatti particolari criticità, ad eccezione della scarsa disponibilità di aree adatte ad installare i campi di accoglienza. Il problema maggiore sembra quello rappresentato dalle basse temperature della notte, che richiedono di dotare di termosifoni le tende allestite per ospitare i terremotati. La disponibilità di tende e pasti caldi copre ampiamente le necessità, ma le esigenze di una popolazione che ha perso tutto sotto le macerie sono davvero innumerevoli. Il grande lavoro che sta impegnando, tra gli altri, anche la Protezione civile trentina, è quello di raccogliere tutte le disponibilità di aiuto e di organizzarle mettendole in diretta relazione alle necessità sul campo. Vale ad esempio per l’offerta di cibo di alcune grandi aziende alimentari come per la disponibilità di alloggi temporanei dove sistemare quanti hanno perduto le proprie abitazioni a causa del terremoto, e vale anche per le donazioni. Il Dipartimento della Protezione civile nazionale ha istituito a questo proposito il numero 45500 come SMS di solidarietà (donazione 2 euro) e non sono in questo momento definite altre modalità di raccolta fondi. “Eventuali comunicazioni diverse – avverte la Protezione civile nazionale – non fornite direttamente dal Dipartimento PC nazionale o dalla Protezione civile trentina non sono da ritenersi veritiere”. Nelle prossime ore o giorni saranno altresì comunicate eventuali attivazioni di un numero di conto corrente dedicato da parte della Provincia autonoma di Trento. In questo momento non è nemmeno possibile raccogliere eventuale materiale o beni offerti in donazione, quali capi di abbigliamento, cibo, materiali di uso corrente, ecc. La Protezione civile trentina ringrazia per la disponibilità offerta, in aiuto alla popolazione colpita dal terremoto. “In questo momento – spiega il capo della PC trentina Stefano De Vigili – la situazione è ancora critica. Importante è supportare il lavoro dell’imponente macchina dei soccorsi già in campo. È fondamentale conoscere in maniera precisa le disponibilità ma non recarsi sui luoghi colpiti e non inviare o raccogliere nulla.” Nel frattempo, dall’aeroporto di Mattarello, sono partiti poco fa su un mezzo del Corpo permanente dei Vigili del Fuoco di Trento altre 3 unità cinofile.

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Terremoto Centro Italia: l’Euregio contribuisce con 1 milione di euro alla ricostruzione

Cooperazione europea per restituire fiducia e speranza

euregio

I presidenti dell’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino vogliono definire un pacchetto di misure per contribuire congiuntamente alla ricostruzione delle infrastrutture distrutte dal terremoto nel Centro Italia. Ugo Rossi, Arno Kompatscher e Günther Platter hanno già concordato un primo sostegno finanziario di un milione di euro. Inoltre il Capitano del Tirolo si è detto pronto a mettere a disposizione unità di soccorso del Land in maniera immediata. Le Protezioni civili di Trentino e Alto Adige hanno già raggiunto le zone del Centro Italia colpite dal terremoto e sono operative negli interventi di soccorso alla popolazione. La prima emergenza si concentra nel recupero e nella messa in salvo delle persone intrappolate sotto le macerie, seguirà la fase della ricostruzione e degli aiuti necessari per garantire case e infrastrutture. Alla ricostruzione, come detto, vuole contribuire attivamente anche l’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino attraverso il sostegno a progetti mirati: su questa volontà hanno concordato già ieri i presidenti Rossi, Kompatscher e Platter, che restano in costante contatto. “È un chiaro segnale di cooperazione europea che vuole restituire fiducia e speranza alle popolazioni delle zone colpite dal sisma”, sottolinea il presidente dell’Euregio, Ugo Rossi. Una volta conclusi i lavori di sgombero, saranno importanti know-how, risorse tecniche e finanziarie per tornare il più presto possibile alla normalità: “Con un pacchetto di aiuti elaborato congiuntamente possiamo fare di più che non con iniziative isolate. L’Euregio è in grado di assicurare sostegno concreto, sul piano finanziario e del personale, nella ricostruzione delle aree terremotate”, aggiunge il presidente Kompatscher. Per questo è scontato, per i tre presidenti, percorrere questa strada assieme: “quando si verificano tragedie simili bisogna fare squadra, guardando oltre i confini e aiutare in modo rapido e concreto le persone che hanno perso tutto”, conclude il presidente Platter.

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