Archivia per Maggio, 2016

Rossi: “Qui un esercizio ambizioso e responsabile dell’Autonomia”

Comunicato 1066 del 28/05/2016

Inaugurato a Trento il nuovo studentato NEST

nest

Aperto già da un anno, è stato inaugurato oggi ufficialmente NEST, il nuovo studentato di Trento, una realtà che si propone di attivare sinergie sempre più forti e durevoli con il mondo universitario ed il territorio, gestito dalla Cooperativa Il Faggio, da anni punto di riferimento per l’ospitalità in Trentino di giovani e docentI. “Ci aiutate a tenere alta – ha detto il presidente della Provincia Ugo Rossi, intervenendo all’inaugurazione – la nostra vocazione all’eccellenza e rappresentate un esempio di come la nostra Autonomia possa essere responsabile e ambiziosa. Responsabile perché questa struttura testimonia un uso responsabile delle risorse, votato alla qualità e responsabile anche perché utile al Paese. Qui, infatti, arrivano studenti da tutta Italia che, ci auguriamo, potranno avere l’ambizione di diventare la futura classe dirigente del nostro Paese. Il Trentino – ha detto ancora Rossi – vuole essere un luogo di crescita, tema che sarà al centro del prossimo festival dell’Economia, e lo sarà se saprà coltivare l’ambizione di essere in presa diretta con le dinamiche del mondo, restando però se stesso, come gli studenti che abbiamo ascoltato oggi, che rappresentano per tutti noi – ha concluso Rossi – un’iniezione di fiducia”. All’inaugurazione hanno partecipato anche il rettore dell’Università Paolo Collini, il sindaco di Trento Alessandro Andreatta e il vescovo monsignor Lauro Tisi. Attivo da settembre 2015, lo studentato si ispira al modello dei collegi d’eccellenza che sviluppano le proprie funzioni attorno all’offerta abitativa accompagnata a un progetto di formazione umana, accademica e professionale. In questo primo anno di vita NEST ha saputo accogliere 187 studenti, raggiungendo quindi la quasi capienza massima (190 posti) e rendendosi interlocutore attivo nel contesto già d’eccellenza dell’Università di Trento. “In Italia – ha sottolineato il direttore della struttura, Luca Nicolli, – sono 47 le residenze universitarie di questo tipo e molte di esse hanno raggiunto livelli di vera eccellenza nella proposta di servizi formativi integrativi all’Università. Molti di questi servizi l’Ateneo di Trento già li offre con grande efficacia. È stato ancora più interessante allora rielaborare l’esperienza dei collegi d’eccellenza per creare un progetto formativo veramente all’avanguardia, che apre importanti fronti di interazione tra mondo universitario e territorio”. La struttura di via Solteri può contare su uno spazio in grado di accogliere fino a 200 studenti, di cui 190 effettivi da subito. Sviluppata su quattro piani, NEST si articola in un piano dedicato ai servizi che accoglie la cucina, la sala da pranzo, la lavanderia, il garage, la palestra, e uno spazio cucina autogestito; e di un piano per studio con una sala polifunzionale con 200 posti a sedere, una sala tv/relax, sale studio di dimensioni ridotte per garantire una buona concentrazione, una zona uffici, una biblioteca, un’aula corsi e studio e un giardino esterno. I quattro piani nelle quali sono situate le stanze e le zone studio e relax offrono complessivamente 88 stanze singole e 56 stanze doppie, realizzate in modo da garantire rispettivamente una superficie superiore ai 17 e ai 20 metri quadri. Ogni stanza è dotata di bagno privato, comodino – libreria, armadio guardaroba, angolo studio con scrittoio, sedia, libreria pensile, luce dedicata. Gli arredi sono realizzati in multistrato di betulla, riducendo al minimo ogni tipo di sostanza tossica. NEST è dotato di un servizio di informazioni e presidio attivo 24 ore su 24.

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Rossi tra i futuri “chef di territorio”: “Siate ambiziosi, il turismo trentino ha bisogno di voi”

Comunicato 1063 del 28/05/2016

Il presidente della Provincia alla cena-evento degli allievi del IV anno del CFP Enaip di Ossana

chef

“Siate ambiziosi, pensate alto, guardate lontano, perchè dobbiamo essere sicuri di avere persone che siano capaci di salire sulle vette e saper interpretare il mondo globale, con la convinzione di avere dentro l’anima del nostro territorio, il vero fattore di competizione che possiamo far valere, anche nell’accoglienza turistica”. É questo l’augurio, e insieme un auspicio, che il presidente della Provincia Ugo Rossi ha rivolto ieri sera ai ragazzi del CFP Enaip di Ossana in occasione della cena-evento di chiusura dell’anno scolastico degli studenti del IV anno. E il CFP Enaip di Ossana, con il suo percorso di formazione per Operatore di gastronomia e arte bianca e Operatore di accoglienza e ospitalità (qualifica che si ottiene dopo i primi tre anni) o di Tecnico dell’accoglienza e dell’ospitalità (7 allievi diplomati quest’anno) e di Tecnico di gastronomia e arte bianca (16 diplomati) frequentando il quarto anno, é davvero una scuola la cui storia si intreccia intimamente con quella dello sviluppo economico e sociale della Valle di Sole. Da questa scuola, infatti, escono le figure professionali di prima fila del settore turistico, chef e tecnici dell’accoglienza capaci non solo di “far star bene” il turista ma anche di trasmette l’anima e le peculiarità del territorio.lo si é compreso bene anche ieri sera in occasione del tradizionale appuntamento di fine anno del CFP Ossana, un evento al quale non sono voluti mancare, con i genitori dei ragazzi, il presidente Rossi, l’assessore Carlo Daldoss, il presidente dell’Enaip Trentino Gianluigi Bozza, sindaci e presidente della Comunitá della Val di Sole. Ad accoglierli il neo direttore del CFP di Ossana Luca Branz e l’intero staff di insegnanti ed esperti esterni della scuola.Le emozioni che i ragazzi sono riusciti a trasmettere, mettendo in scena, è proprio il caso di dire, uno “spettacolo” che, attraverso le varie portate, ha raccontato del nostro rapporto con il cibo in questa nostra contemporaneità, fatta del piacere di gustare buoni piatti fatti bene ma anche della consapevolezza che il cibo non va sprecato, che attraverso il rispetto della cultura gastronomica passa anche la formazione di cittadini maturi, consapevoli del proprio ruolo nella società. “Vi aspettiamo nuovamente nelle nostre valli – ha detto a questi ragazzi il presidente Rossi – per darci una mano a fare molto meglio di quanto noi non siamo riusciti a fare negli anni scorsi in questo territorio. Voi ragazzi avete potuto acquisire strumenti che vi consentono di interpretare la realtà con senso critico assieme anche alla voglia di modificare questa stessa realtà per renderla migliore”.

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Rossi: “Alla montagna serve una grande alleanza di popolo e una rete di solide relazioni”

Comunicato 1055 del 27/05/2016

Convegno dell’Università della Montagna oggi a Edolo sotto l’egida di Eusalp

montagna

Giornata dedicata alla montagna oggi a Edolo, in Valle Camonica, per iniziativa dell’Università degli studi di Milano, con la partecipazione di alcuni dei soggetti che aderiscono ad Eusalp, la macroregione alpina costituitasi qualche mese fa in Slovenia, raccogliendo l’adesione di 7 stati e quasi 50 istituzioni regionali europee, fra cui il Trentino. Ospite d’onore della tavola rotonda della mattinata, coordinata da Aldo Bonomi, il governatore Ugo Rossi, che ha presentato l’esperienza dell’Autonomia trentina nella sua capacità di valorizzare – anche – la dimensione della montagna, nel contesto di una crisi che è oggi al tempo stesso economica e istituzionale. “Serve una visione ambiziosa e responsabile – ha detto Rossi, portando gli esempi dell’Autobrennero e delle reti per l’energia – e serve la capacità di costruire alleanze, dentro e fuori la dimensione montana. Dentro questa visione d’inseme, l’Autonomia rappresenta un vantaggio competitivo fondamentale”. Sulla governance e la riforma costituzionale il presidente della Provincia autonoma di Trento ha sottolineato come “risolvere il problema delle competenze concorrenti fra Stato e Regioni, creato dalla precedente riforma, era necessario. Tuttavia vi sono possibilità che sono già nelle nostre mani. Una in particolare: l’articolo 116 della Costituzione, che dal 2001, dava la possibilità alle Regioni ordinarie di chiedere allo Stato la delega, anche finanziaria, per la gestione di alcune materie strategiche. Questa possibilità, a parte un timido tentativo della Lombardia, non è stata utilizzata. Qui c’è la sfida futura. Serve una forte coscienza di sé, serve una grande alleanza di popolo, e serve un patto forte fra le genti di montagna che vogliono decidere, senza chiusure, del proprio destino”. Input prontamente raccolti da Bonomi. “Trento – ha detto– è sempre stato un modello per le regioni di montagna. Oggi è sottoposto a sua volta alle pressioni dei flussi. La coscienza di sé diventa fondamentale. L’opposizione alla Valdastico è un’opposizione intelligente, non riguarda solo la dimensione ecologica, ma il governo dei processi, che le regioni di montagna devono rivendicare, pur senza chiusure”.

“I dati – ha esordito Rossi – ci dicono che negli ultimi dieci anni si è innescata una lieve inversione di tendenza nello spopolamento delle aree di montagna. Nel complesso si registra una piccola crescita, dell’1,3%, anche se con forti diversità tra regioni e regioni. Non dipende solo dall’Autonomia. Dipende da ciò che si è fatto o non si è fatto. In Trentino la popolazione è cresciuta del 9%. In Friuli, in montagna, la popolazione è calata del 10%. I fattori sono diversi. Un certo impatto possono averlo anche le migrazioni. Ma soprattutto, conta la consapevolezza che le comunità hanno di sé, e gli sforzi che si fanno in favore dell’innovazione. Certo, il vantaggio competitivo dell’Autonomia è fondamentale. Nel Secondo dopoguerra il Trentino era poverissimo. All’epoca non chiedemmo di poter gestire le risorse economiche di cui disponiamo oggi, chiedemmo di continuare ad esercitare le competenze che anche in precedenza avevamo esercitato, potendo decidere del nostro futuro. La Repubblica italiana, con una lungimiranza che le va riconosciuta, ci accordò questa possibilità. Dopo, si è trattato di riempire l’autogoverno di contenuti. Anche in epoca recente. La riforma del Titolo V della Costituzione e poi la crisi economica ci hanno spinto a fare, con responsabilità, dei sacrifici. Oggi a noi rimangono 7/10 delle nostre entrate fiscali, rispetto ai 9/10 di prima della crisi. Al tempo stesso, però, abbiamo continuato a coltivare una visione ambiziosa del futuro e dei confini. Un esempio: abbiamo una nostra autostrada, che incassa circa 800.000 euro al giorno di tariffe. Al netto delle spese, le risorse che rimangono le abbiamo utilizzate per impostare politiche di lungo periodo. Abbiamo fatto un accordo con lo stato, che oggi ci permette di cofinanziare il tunnel del Brennero. Questo ci consente di essere come Provincia autonoma dentro la governance della società che sta realizzando il tunnel. Cosa vuol dire questo? Che non possiamo pensare di ragionare solo rimanendo all’interno dei nostri confini. Dobbiamo anche guardare fuori. Il senso di avere un’università ad Edolo è più o meno lo stesso, credo. E lo stesso vale ad esempio per il tema dell’energia. Stiamo ragionando a nuove alleanze, con la pianura, con il comune di Verona. Questo significa una Autonomia responsabile e ambiziosa. Non tutte le autonomie lo sono. Ciò vale anche per la Macroregione. Immaginare politiche della montagna senza guardare al di là dei confini della montagna è una pura illusione. Per questo è importante avere in Eusalp la partecipazione di regioni che non sono solo montane. Ma la governance dei processi deve rimanere alla montagna. E’ la montagna a dover tracciare le coordinate delle proprie politiche di sviluppo, anche nelle loro interrelazioni con le aree di pianura”. Dedicato alla memoria di Luigi Zanzi (1938-2015) e ospitato dall’Università della Montagna di Edolo, sede distaccata dell’Università di Milano, il convegno di oggi si è aperto con un collegamento da Bruxelles con Marco Onida, già segretario generale della Convenzione delle Alpi, ora alla Direzione generale per la politica regionale dell’Unione europea. “Le grandi regioni, nella costruzione della strategia regionale alpina, hanno sempre portato avanti un approccio che di fatto prendeva le distanze da una visione specificamente centrata sulla montagna – ha spiegato – . Ciò era evidente anche nella composizione della Convenzione delle Alpi, a cui alcune regioni importanti, che comprendono territori di montagna ma anche di pianura, non avevano aderito. Eusalp invece vede finalmente presenti gli attori regionali. Se la montagna torna al centro, ora, dipende solo da noi. I problemi della montagna sono sempre gli stessi. In primo luogo, la montagna è scarsamente abitata, e quindi scarsamente rappresentata sul piano politico. Ma vi sono comunque opportunità nuove, da comprendere e da cogliere”. “La montagna era al margine, ma sta lentamente torrnando al centro dell’attenzione – ha choisato Bonomi – . In passato, nella stagione del Fordismo, era considerata come sinomimo di energia idroelettrica e acqua. Il post-Fordismo è stato sinonimo di turismo e seconde case. Oggi, nell’era della green economy, la montagna, che prima era al margine, dipendente dalla dimensione urbana, può tornare a diventare centrale, e può rinegoziare anche il suo essere parte del capitalismo delle reti, dei flussi, dall’energia alle vie di comunicazione, fino alla finanza. Diventa quindi centrale la dimensione della politica, nel collegare flussi e luoghi. Come si pensa una realtà come la Valcamonica? In relazione alla pianura o al contesto montano? Il dibattito è aperto” L’onorevole Marina Berlinghieri ha raccolto la sollecitazione spiegando l’impegno, anche a livello centrale, nel ridiscutere il modello di governance, in particolare sull’asse centro-periferia. “La montagna ha problematiche comuni ma al tempo stesso è divisa, amministrativamente e fisicamente – ha detto – . Bisogna trovare strategie e indirizzi comuni ma anche dare la possibilità agli organi locali di pensare risporte specifiche per bisogni specifici, che interessano quel territorio lì. Al tempo stesso, la montagna non è un’isola. Per funzionare ha bisogno di interconnessioni forti con le aree più popolate, e di fare sistema. L’innovazione tecnologica può offrire in questo senso opportunità essenziali”. Per Ugo Parolo, sottosegretario alle politiche della montagna della Regione Lombardia, “la cornice ora c’è, è Eusalp. Bisogna riempirla di contenuti. E ciò anche in relazione alle riforme costiuzionali che stanno venendo avanti a livello nazionale. La riforma, nel cercare di eliminare i contenzioni fra stato e regione, di fatto riporta tutti i poteri e le funzioni principali allo stato, in ambiti che vanno dal turismo all’energia. Non solo: anche il clima ostile che si respira oggi attorno alla politica ci danneggia. Per negoziare ci vuole potere di rappresentanza. In futuro avremo autonomie territoriali forse minacciate ma che comunque conservano le loro prerogative, e altre regioni montane sottorappresentate. Il futuro però non è fare la guerra alle Autonomie. E’ prenderle ad esempio. Le risorse della Lombardia non vanno a finanziare le Autonomie di Trento e Bolzano, come spesso si dice. Le Autonomie funzionano perché sono più efficienti”. La tavola rotonda è proseguita con gli interventi di Andrea Mairante, della Commisione europea di Bruxelles, di Anna Giorgi leader dell’Action group 1 di Eusalp, e di Boglarka Fenyvesi-Kiss, che in Eusalp coordina per la Provincia autonoma di Trento il gruppo di azione 3, dedicato in particolare al confronto e allo scambio di buone prassi nel campo dell’istruzione e della formazione. “Stiamo gettando le basi per una cooperazione concreta fra i territori dell’Eusalp – ha detto – da portare all’attenzione dell’Unione europea, affnché le peculiarità delle terre di montagna vengano tenute nella giusta considerazione e adeguatamente valorizzate. Il Trentino dal canto suo ha investito molto nell’ambito della scuola e della formazione professionale, anche con progetti innovativi come quello riguardante il trilinguismo, e la sua esperienza rappresenta oggi un esempio importante anche per le altre regione di montagna, sull’uno e l’altro versante dell’arco alpino”.

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Itea: nel 2015 un bilancio “straordinario”

Comunicato 1046 del 26/05/2016

Stamani la presentazione con il governatore Rossi, l’assessore Daldoss e il presidente dell’istituto Ghirardini: 5 milioni di utili da destinare al patrimonio esistente per interventi di riqualificazione

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Un bilancio definito “straordinario”, quello approvato oggi dal cda di Itea spa e relativo all’anno 2015. Un bilancio caratterizzato da un utile di circa 5 milioni di euro, ma anche da un crescente contenimento dei costi di gestione, e da un rinnovato impegno sul duplice versante dell’impiego degli alloggi di risulta e delle ristrutturazioni del patrimonio esistente. Stamani, subito dopo la riunione dell’Assemblea dei soci, la presentazione alla stampa, con il governatore del Trentino Ugo Rossi, l’assessore provinciale all’urbanistica Carlo Daldoss, il presidente della società pubblica Salvatore Ghirardini,. “Un plauso da parte nostra alla società, che sta perseguendo i risultati attesi contenendo al tempo stesso i propri costi di gestione – ha detto Rossi – . Questo è un anno straordinario, perché grazie a ciò che abbiamo ottenuto in materia fiscale in virtù dell’accordo raggiunto con il Governo, grazie anche all’impegno della nostra delegazione parlamentare, abbiamo potuto contenere il contributo a carico della società. Ciò ha prodotto un utile di 5 milioni di euro, che l’assemblea, oggi, su indicazione della Provincia, ha deciso di destinare a interventi migliorativi sugli edifici e sui singoli appartamenti, con particolare riguardo al risparmio energetico ed in generale alla qualità della vita degli inquilini. Di ciò beneficeranno anche le imprese che si aggiudicheranno i contratti di appalto”. “Itea ha centrato uno degli obiettivi principali – ha detto a sua volta Daldoss – cioè quello di mettere a disposizione degli utenti il maggior numero possibile di alloggi di risulta, andando incontro alla domanda degli utenti e al tempo stesso introiettando gli affitti relativi. L’altra soddisfazione riguarda il regime più favorevole a cui il bilancio Itea, in quanto ex.Iacp, è assoggettato dal 2015, che ha consentito di reinvestire risorse importanti in favore dei cittadini e delle imprese”. “Impiegheremo la gran parte delle risorse straordinarie del bilancio 2015 per riqualificare gli alloggi esistenti – ha confermato il presidente Ghirardini – il che ci consentirà anche di rivalorizzare il nostro patrimonio immobiliare, oltre che accrescere il confort degli inquilini. Fra gli altri impegni che ci siamo assunti la rimozione delle barriere architettoniche, alcuni investimenti sul versante della sicurezza, ad esempio con la sostituzione dei portoncini, ed infine interventi per accrescere il decoro degli stabili e per migliorare il rapporto con l’utenza attraverso i fiduciari e i referenti condominiali”.

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