Archivia per Febbraio, 2016

Onde gravitazionali: il Trentino ringrazia i ricercatori

Comunicato 223 del 12/02/2016

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La notizia, attesa dalla comunità scientifica internazionale, è stata ripresa dalle testate di tutto il mondo. Orgoglio e plauso per il ruolo che il Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento, insieme al centro Tifpa, hanno avuto nella scoperta. Il presidente Rossi e l’assessora Ferrari: «Un successo per il sistema della ricerca trentino». Il rettore Collini ringrazia i ricercatori per l’entusiasmo e la passione nel loro lavoro quotidiano che rende l’Università Trento «molto più grande delle sue dimensioni». La notizia della prima osservazione delle onde gravitazionali oggi domina sulle prime pagine, nei telegiornali e sui siti web delle testate di tutto il mondo. L’eccezionalità della scoperta, destinata a essere ricordata come epocale (si parla già di premi Nobel ad essa collegati), segna infatti l’apertura di una finestra nuova sui misteri dell’universo e scrive un capitolo inedito e promettente per la storia della fisica. La notizia è stata accolta con entusiasmo e orgoglio anche a Trento, al Dipartimento di Fisica dell’Università e al Tifpa (Trento Institute for Fundamental Physics Applications), dove lavora un gruppo di ricerca, coordinato dal fisico sperimentale Giovanni Andrea Prodi, che da più di vent’anni è impegnato nella caccia alle onde gravitazionali e ha preso parte attivamente anche alla scoperta di questi giorni. Trento, infatti, insieme ai colleghi di Padova e alle unità di ricerca di Hannover e della Florida, ha messo a punto un algoritmo di analisi (la pipeline, in termine tecnico), un programma informatico che setaccia i dati prodotti dai rilevatori alla ricerca di segnali dalla forma sconosciuta: le onde gravitazionali. E lo scorso 14 settembre dopo solo tre minuti dal rilevamento (avvenuto alle 11.51 del mattino ora italiana), è stato proprio il gruppo di Prodi con Hannover, prime “sentinelle” a certificare per primo i dati, a classificarli come probabili onde gravitazionali e a segnalare agli altri scienziati questa importante osservazione. Un team di ricerca che si è trovato pronto al momento giusto per validare l’osservazione. Una doppia scoperta perché non solo si sono rilevate per la prima volta le onde gravitazionali, ma si è anche potuto captare, nelle stesse, la collisione e successiva fusione di due buchi neri, un eventualità già predetta ma finora mai documentata. Un evento durato due decimi di secondo.

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A margine della conferenza stampa della giunta provinciale di oggi il presidente Ugo Rossi e l’assessora all’università e ricerca, Sara Ferrari, hanno voluto esprimere ai ricercatori del Dipartimento di Fisica e, in generale all’Ateneo, l’apprezzamento per il lavoro fatto e la soddisfazione per la visibilità che il Trentino ha avuto in questa occasione. «È un risultato che conferma ulteriormente la qualità e la reputazione che il sistema trentino della ricerca può vantare a livello nazionale e internazionale – hanno commentato nell’incontro con i giornalisti. La presenza di nostri ricercatori in progetti di così ampio respiro, strategici per lo sviluppo della conoscenza scientifica, ci rende orgogliosi perché fa parlare bene di noi e ci fa conoscere fuori dai nostri confini per le nostre competenze. Ci dà inoltre un riscontro positivo sugli investimenti che in questi anni sono stati fatti per sostenere la ricerca, chiamando persone valide, dando opportunità ai giovani e mettendo a disposizione strutture e attrezzature adeguate al lavoro scientifico». Soddisfazione anche da parte del rettore dell’Università di Trento, Paolo Collini: «Quella a cui abbiamo assistito è una scoperta di straordinaria importanza che segna un punto fondamentale nella fisica e che vede anche questa volta il contributo della ricerca dell’Università di Trento. La qualità scientifica e la passione dei nostri ricercatori li porta ad essere parte di risultati di enorme importanza facendo del nostro Ateneo una università molto più grande delle sue dimensioni. Sappiamo che questi risultati sono anche il frutto della scelta del Trentino di fare della ricerca scientifica un fattore strategico». Il rettore ha poi rivolto un ringraziamento particolare «a Giovanni Prodi, al suo gruppo di appassionati ricercatori e ai tanti che ogni giorno ci fanno sentire orgogliosi del nostro Ateneo».

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Il team, coordinato dal fisico sperimentale Giovanni Andrea Prodi, comprende per la sola parte di analisi dati, ricercatori dell’INFN di Padova (come Gabriele Vedovato e la post-doc Claudia Lazzaro) e giovani dottorandi di Trento (Maria Concetta Tringali, Shubhunshu Tiwari e Matteo Di Giovanni). Collaborano al gruppo anche l’Albert Einstein Institute di Hannover (con Marco Drago e Francesco Salemi) e la University of Florida (con Sergey Klimenko). Il gruppo è attivo anche sugli sviluppi sperimentali per migliorare la sensibilità dei rilevatori con i ricercatori Livia Conti e Jean Pierre Zendri (INFN Padova e i dottorandi Matteo Leonardi (Trento) e Marco Vardaro (Padova). Link al sito del gruppo di ricerca Padova-Trento: http://www.virgo.lnl.infn.it Nella conferenza stampa di oggi è stato poi ricordata la conferenza pubblico di questa sera alle 18 nell’aula 6 del Dipartimento di Lettere e Filosofia (Trento – Via Tomaso Gar, 14), per approfondire i dettagli della scoperta insieme agli scienziati trentini. E poi l’appuntamento con l’Assemblea del Dipartimento di Fisica (in cui inevitabilmente la notizia della scoperta avrà peso importante), che si terrà martedì prossimo 16 febbraio a Povo. Già da lunedì previsti momenti di divulgazione pubblica, con la proiezione di un documentario sulla storia del premio Nobel 2005 Roy Glauber che collaborò al progetto Manhattan per la costruzione della bomba atomica.

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Traffico e Corte dei Conti: approvate dal Consiglio dei Ministri due norme di attuazione

Comunicato 211 del 11/02/2016

Soddisfazione del governatore Ugo Rossi

Approvate ieri sera dal Consiglio dei Ministri due nuove norme di attuazione dello Statuto di Autonomia, riguardanti rispettivamente il traffico veicolare nelle aree di collegamento fra le due province di Trento e di Bolzano di particolare valore paesaggistico, tipicamente i passi dolomitici, e il controllo della Corte dei Conti. “Apprendiamo con soddisfazione che il Governo ha approvato tempestivamente l’aggiornamento della norma di attuazione relativa al controllo della Corte dei Conti, – ha commentato il governatore Ugo Rossi – esteso agli enti locali e del sistema territoriale integrato. La norma prevede anche l’attivazione del Collegio dei Revisori dei Conti della Regione e delle due Province. Si tratta non solo di strumenti che rafforzano il ruolo della Corte ma anche di misure che favoriscono una più intensa collaborazione fra la Provincia e la Corte, basata sulla fiducia reciproca. Per quanto riguarda la norma di regolazione sulle aree sensibili dei passi dolomitici, essa attribuisce alle due Province un importante strumento per la gestione dei flussi di traffico veicolare. Ciò chi consentirà di promuove in maniera ancora più efficace la qualità del nostro territorio e dell’offerta turistica complessiva”.

La norma concernente il traffico veicolare riconosce alle Province autonome di Trento e Bolzano – nell’esercizio delle funzioni che già spettano loro in materia di paesaggio e di viabilità – la competenza a disciplinare la limitazione del traffico veicolare lungo le strade che collegano i rispettivi territori. In particolare queste misure riguardano il contenimento del traffico su beni o località di particolare valenza dal punto di vista paesaggistico o naturalistico, come i passi dolomitici. L’esercizio della competenza legislativa avverrà d’intesa fra le Province autonome e previo parere del Ministero competente in materia di infrastrutture e di mobilità. Si prevede inoltre che i provvedimenti di limitazione del traffico veicolare debbano essere motivati, uniformandosi a criteri di ragionevolezza e non discriminazione. Se comporteranno divieti o limitazioni alla circolazione, dovranno essere assicurare all’utenza soluzioni alternative.

Veniamo ora alla Corte dei Conti. In seguito alla modifica dell’ordinamento finanziario contenuto nello Statuto di Autonomia, derivante dal Patto di Garanzia con lo Stato italiano, recepito con la legge di stabilità per l’anno 2015, si è ritenuto necessario adeguare la disciplina stabilita dalla norma di attuazione del 1988 con la quale sono state istituite le Sezioni di controllo della Corte dei Conti di Trento e di Bolzano. Il controllo della Corte riguarda in particolare la gestione del bilancio e del patrimonio della Regione e delle due Province di Trento e Bolzano. Le Province si sono quindi prontamente fatte carico di aggiornare la norma di organizzazione in base alla quale opera la Corte, prevedendo di estendere il suo controllo anche sui bilanci e il patrimonio degli enti locali nonché degli enti pubblici del sistema territoriale e regionale integrato, conformemente appunto alla riforma dell’ordinamento finanziario derivante dal Patto di Garanzia. La nuova disposizione prevede inoltre che la Corte possa chiedere alla Regione, alle Province e alle altre amministrazioni pubbliche interessate dati economici e patrimoniali riferite agli enti e agli organismi privati da esse partecipati o finanziati in via ordinaria. Nella nuova norma di attuazione spicca anche la previsione dell’istituzione, con legge della Regione e delle Province di Trento e di Bolzano, del rispettivo Collegio dei Revisori dei Conti, il quale si configura come organo di vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione di ciascun ente. Il Collegio opera, nel quadro del nuovo ordinamento finanziario statutario, in raccordo con le competenti Sezioni di controllo della Corte. Sullo schema di norma di attuazione si sono positivamente pronunciate le Sezioni Riunite della Corte dei Conti.

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Profughi e blocco della frontiera austriaca: chiesto l’intervento del Governo

Comunicato 210 del 11/02/2016

Kompatscher e Rossi concordi sulla necessità di dare risposte concrete ai problemi che si potrebbero venire a creare

Le decisioni austriache in tema di profughi hanno bisogno di adeguate risposte da parte dell’Italia: questa la richiesta avanzata a Roma dalle Provincie autonome di Trento e Bolzano – attraverso il presidente altoatesino Arno Kompatscher, a cui si è associato il governatore del Trentino Ugo Rossi – che hanno chiesto l’intervento del Governo su due fronti: da un lato il contenimento dei flussi migratori, ed in particolare dei transiti verso il Nord del Paese, che troverebbero al Brennero la strada almeno in parte sbarrata, dall’altro la ripartizione dei profughi all’interno del territorio nazionale. Non solo: anche l’Europa deve fare la sua parte. L’Europa non può abdicare di fronte all’emergenza profughi. Questo il messaggio principale portato ieri dalle Autonomie di Trento e Bolzano al Governo di Roma. In margine alla riunione del Consiglio dei Ministri il presidente altoatesino Kompatscher ha incontrato il ministro degli interni Angelino Alfano, sottolineando, d’intesa con il governatore Rossi, con cui si era sentito in precedenza telefonicamente, che è forte il rischio di lasciar prevalere gli interessi dei singoli Paesi anziché ragionare in un’ottica europea. Tutto questo rappresenta un pericolo particolarmente forte per una zona di confine come quella del Trentino Alto Adige. L’accordo di Schengen ha depotenziato il confine del Brennero rendendolo di fatto “invisibile” e ha dato un grande contributo alla convivenza all’interno di un territorio con una complessa storia alle sue spalle. Ora la gestione dell’emergenza profughi rischia anche di minare i rapporti tra le diverse realtà che lo compongono.

Per Rossi “da un lato è importante affrontare il problema con ragionevolezza, tenendo presenti quei valori di solidarietà che da sempre caratterizzano l’approccio delle Autonomie speciali al tema immigrazione, tanto più in un’emergenza creata da un conflitto così grave come quello siriano. Al tempo stesso, non dobbiamo assolutamente retrocedere rispetto al percorso fatto in direzione di una euroregione transfrontaliera aperta, collaborativa, capace di unire le forze sull’uno e l’altro versante del valico del Brennero. Tutto questo rischia di essere compromesso dalla decisione dell’Austria di limitare l’ingresso di profughi sul territorio nazionale, che sta provocando conseguenze per tutte le regioni del Nord-Est italiano. Il rischio è per noi quello di dover far fronte ad un sostanzioso aumento dei flussi di profughi. E’ necessario che il Governo di Roma ne tenga conto, intervenendo in risposta alle annunciate misure restrittive austriache. In primo luogo bisogna contenere per quanto possibile il flusso di profughi in entrata e in transito all’interno del territorio nazionale verso Nord. In secondo luogo bisogna inserire i richiedenti asilo che stazionano nelle regioni del Nord-Est nel sistema di riparto nazionale”.

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Rossi: “Benvenuto arcivescovo Tisi, grazie arcivescovo Bressan”

Comunicato 202 del 10/02/2016

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“Un caloroso saluto di benvenuto a monsignor Lauro Tisi, che è stato nominato da Papa Francesco alla guida dell’Arcidiocesi di Trento. Nativo di Giustino e da tempo vicario generale della Diocesi di Trento, siamo certi saprà essere al fianco della comunità trentina, rappresentare un punto di riferimento spirituale e sociale e ricoprire l’incarico al quale è stato chiamato con professionalità e dedizione, incarnando i valori della nostra Autonomia, l’attaccamento alle radici e, al contempo, le nostre esigenze di apertura al mondo”. E’ stato con queste parole che il governatore del Trentino, Ugo Rossi, ha accolto oggi l’annuncio della nomina del nuovo arcivescovo di Trento, che prenderà il posto di monsignor Luigi Bressan. Rossi ha anche telefonato a monsignor Tisi per testimoniare la stima e l’apprezzamento della Provincia e augurare un buon avvio della sua attività pastorale. Il presidente Rossi ha quindi voluto salutare e ringraziare monsignor Luigi Bressan, arcivescovo metropolita di Trento fin dal 1999: “Grazie per il suo impegno al servizio della comunità, per la vicinanza che ci ha sempre manifestato e per il solido bagaglio di valori etici e morali che ha saputo incarnare, specchio dei valori principali delle nostre genti di montagna”. Il governatore Rossi ha colto infine l’occasione per rivolgere i suoi migliori auguri a monsignor Bressan, che ieri ha tagliato il traguardo dei 76 anni, affinché il suo cammino futuro sia ancora spiritualmente ricco e pieno.

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