Archivia per Febbraio, 2016

Profughi: Rossi a Vienna con Kompatscher e Platter incontra la ministra Mikl-Leitner e il presidente Fischer

Comunicato 245 del 16/02/2016

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L’emergenza profughi, le misure pianificate dall’Austria per il controllo dei confini, gli effetti di queste sulle tre Province dell’Euregio: questi i temi al centro degli incontri di oggi a Vienna tra i presidenti di Alto Adige, Tirolo e Trentino, Arno Kompatscher, Günther Platter e Ugo Rossi, con la Ministra degli interni Johanna Mikl-Leitner e con il presidente della Repubblica, Heinz Fischer. Ribadita dai presidenti dell’Euregio la necessità di tenere in considerazione la particolarità del confine del Brennero e di condividere con l’Euregio le future decisioni riguardanti quest’area.

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I tre presidenti hanno iniziato oggi la loro trasferta viennese incontrando la ministra dell’interno Johanna Mikl-Leitner. Durante il colloquio sono state discusse le misure annunciate dall’Austria per quanto riguarda il controllo dei confini, e le proposte avanzate dall’Euregio e già illustrate lunedì a Bolzano nel corso di una conferenza stampa. La Ministra Mikl-Leitner ha chiesto a Kompatscher, Platter e Rossi “comprensione” per le decisioni di Vienna, resesi necessarie in conseguenza del fatto che l’Europa non riesce a mettere in sicurezza i confini esterni della Ue. Da tutti i presenti è stata ribadita l’urgenza di gestire il flusso di profughi e richiedenti asilo, ma di tenere in considerazione il valore anche storico del confine del Brennero. “Siamo tutti concordi – spiegano i tre presidenti – nel considerare improrogabile l’intervento dell’Europa. La Ministra degli interni austriaca ci ha comunque assicurato che ogni misura riguardante il Brennero verrà pianificata e coordinata d’intesa con l’Euregio. Dobbiamo essere preparati ad affrontare ogni tipo di possibile scenario, ed è dunque fondamentale riuscire a pianificare il da farsi per farsi trovare pronti”.

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La ministra Johanna Mikl-Leitner è stat poi informata sul fatto che nel corso della prossima settimana i tre presidenti dell’Euregio incontreranno il Ministro degli interni italiano Angelino Alfano per discutere della stessa questione. Il governatore trentino Ugo Rossi, infine, ha aggiunto che “pur non essendo la nostra Provincia così direttamente toccata dal problema, offriamo tutto il nostro appoggio e siamo pronti a sostenere le iniziative comuni lungo l’asse del Brennero rispettando quello spirito di solidarietà e cooperazione che deve essere proprio dell’Euregio”. Nel corso del pomeriggio, inoltre, Kompatscher, Platter e Rossi hanno incontrato il presidente della Repubblica d’Austria, Heinz Fischer, il quale ha ricordato che “il confine del Brennero ha una storia che lo rende particolare, e tutte le misure che lo riguardano devono essere prese non solo con una certa sensibilità, ma soprattutto in stretta collaborazione con Tirolo, Alto Adige e Trentino”. Fischer ha sottolineato poi che la volontà di Vienna è quella di continuare a garantire la libera di circolazione di persone e merci all’interno dei confini europei. “Dobbiamo prendere atto – ha concluso Kompatscher – che la situazione attuale è straordinaria, e che alcuni singoli stati membri della Ue intendono intensificare i controlli ai confini. Dovrà comunque trattarsi di misure temporanee, e come Euregio ci impegneremo a fornire il nostro contributo per gestire l’emergenza nel modo migliore possibile”.

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Lavorare bene per lavorare meglio e… di più

Comunicato 243 del 16/02/2016

Il 18 febbraio è in programma la Giornata dedicata al “Lavoro agile” nelle aziende e nelle pubbliche amministrazioni

“La società contemporanea è liquida”, teorizza il sociologo Zygmunt Bauman, protagonista – tra l’altro – di un intervento storico al Festival dell’Economia di Trento di qualche anno fa. Ebbene se la liquidità fa oramai parte della nostra quotidianità, la stessa liquidità può permeare i modelli organizzativi della nostra società. E proprio su questo assunto si muove la Giornata del lavoro agile che in Italia e, anche, in Trentino è fissata per giovedì prossimo, 18 febbraio 2016. Promossa dal Comune di Milano, la Giornata vede l’adesione della Provincia autonoma di Trento, tra le prime amministrazioni in Italia a sostenere – ed attuare, grazie a TelePat – la qualità del lavoro. “Lavoro agile” è infatti – come sottolineano i responsabili del Dipartimento organizzazione del personale della Provincia – una modalità di lavoro che non richiede una postazione fissa in ufficio e consente ai dipendenti di svolgere i propri compiti ovunque: “E’ una modalità che soddisfa chi lavora e rende le imprese più competitive”.

La Provincia autonoma di Trento ha aderito alla Giornata del lavoro agile con le seguenti iniziative: oggi si è svolto un seminario per i dirigenti della pubblica amministrazione trentina, degli enti e delle società strumentali con gli esperti dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano; sono poi previste due giornate formative (23 e 24 febbraio 2016) per i direttori della Provincia sul nuovo accordo “TelePat 2.0” del dicembre scorso e dedicato al telelavoro, considerato in Trentino una misura organizzativa più che di welfare. Inoltre, in occasione della Giornata del lavoro agile (18 febbraio), è prevista un’attività di sensibilizzazione all’iniziativa da parte dell’Agenzia per la Famiglia, la natalità e le politiche giovanili nei confronti di tutte le organizzazioni che hanno aderito ai percorsi di certificazione Family friendly. Inoltre, per dimostrare che il telelavoro, se gestito e compreso non limita la pubblica amministrazione, ma è un’opportunità, il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, ha chiesto ai dirigenti e direttori di favorire giovedì prossimo il lavoro a distanza del personale già coinvolto nel progetto TelePat.

Attualmente in Provincia sono 238 le persone che lavorano in modalità di telelavoro strutturato (130 a domicilio e 108 in telecentri) e 33 i responsabili che svolgono la propria attività anche con il telelavoro mobile. Prossimamente è previsto un bando per 300 nuove postazioni domiciliari e presso telecentri, oltre all’avvio della sperimentazione di circa 50 postazioni di mart working a costo zero per la Provincia ed altrettante nuove postazioni di lavoro mobile per dirigenti e direttori. Alla Giornata del lavoro agile 2016 aderiscono in tutta Italia aziende private, enti pubblici e studi professionali. L’elenco dell’edizione 2016 comprende, oltre alla Provincia autonoma di Trento, anche il Comune di Milano (promotore), i Comuni di Genova e Città di Torino, l’Università degli Studi di Ferrara, multinazionali come Nestlè, Philips, Tre, Volvo, L’Oreal e Tim, la Banca Popolare di Milano, Legambiente, Adecco, Politecnico di Milano, ed altre circa 150 tra aziende ed enti. Le edizioni 2014 e 2015 hanno dimostrato – conti alla mano – che i dipendenti delle aziende ed enti aderenti hanno risparmiato in media 2 ore in un solo giorno. In una sola giornata di lavoro agile sono stati evitati circa 150 mila chilometri nel 2014 e 170 mila chilometri nel 2015, altrimenti percorsi con mezzi a motore privati o pubblici. “Tutto questo – sottolineano ancora i promotori – va a vantaggio dell’ambiente e della qualità della vita dei dipendenti, oltre al miglioramento della competitività delle imprese”. Si perché lavoro agile significa – in sintesi – lavorare bene per lavorare meglio e… di più.

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Summit dell’Ocse con i nuovi partner del Centro di Trento ed i rappresentanti delle istituzioni italiane

Comunicato 242 del 15/02/2016

Governance interregionale per una realtà che mette al centro i temi dello sviluppo locale

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Vertice oggi a Trento dei rappresentanti dell’Ocse e delle Istituzioni italiane per pianificare, assieme agli attori territoriali, le nuove attività del Centro Ocse-Leed di Trento nel quinquennio 2016-2020, alla luce delle recenti novità, in particolare l’allargamento della partnership a: Regione Autonoma del Trentino Alto Adige-Sudtirol, Provincia autonoma di Bolzano-Bozen, Camera di Commercio di Udine e Fondazione di Venezia, che ha aperto un ufficio satellite nella città lagunare. L’ingresso dei nuovi partner configura un cambiamento significativo nella governance del Centro e di conseguenza anche un deciso “cambio di passo” nella realizzazione dei suoi incarichi, legati al programma Leed sullo sviluppo territoriale e coordinati in sede locale da un apposito Comitato di pilotaggio. Presenti al meeting – e alla relativa conferenza stampa – Sylvain Giguère, responsabile del programma Leed, l’ambasciatore e capo della rappresentanza permanente d’Italia presso le Organizzazioni Internazionali a Parigi Gabriele Checchia, il presidente della Camera di Commercio di Udine Giovanni Da Pozzo, il direttore della Fondazione di Venezia Fabio Achilli, il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi, anche nella sua veste di attuale presidente della Regione autonoma Trentino Alto Adige. Il Centro di Trento è nato nel 2003, ha sede in vicolo San Marco, nell’ex-convento degli Agostiniani di Trento. A fronte dello sforzo strategico che ha portato all’allargamento della compagine che lo sostiene, il contributo annuale a carico della Provincia autonoma di Trento è stato recentemente dimezzato, e portato a 500.000 euro annue. Dopo l’apertura ai nuovi soggetti di Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia, che configura una governance interregionale allargata all’intero sistema del Nord-est, con possibili proiezioni internazionali, il Centro di Trento viene considerato sempre di più come un modello significativo dalla stessa Ocse, organizzazione con sede a Parigi a cui aderiscono 34 dei Paesi paesi economicamente più sviluppati. Nel corso del vertice sono stati discussi, nelle diverse sessioni di lavoro, i temi che saranno oggetto dell’attività del Centro, come concordati lo scorso novembre a Parigi, fra cui il supporto all’internazionalizzazione delle piccole-medie imprese, i distretti turistici e le imprese culturali come motori dello sviluppo territoriale, l’uso dei fondi strutturali europei, il potenziamento del trilinguismo, l’internazionalizzazione.

Cresce dunque, dopo 12 anni, la presenza dell’Ocse in Trentino, ma si allarga al tempo stesso la rosa dei partners e di conseguenza il suo modello di governance. Il summit organizzato a Trento ha portato nel capoluogo, fra gli altri, i rappresentanti dell’Organizzazione internazionale nata nel 1961 per favorire la cooperazione fra i paesi economicamente più sviluppati, sulla scorta dell’esperienza maturata dall’Oece (soggetto costituito nel 1948, subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale, in piena “ricostruzione”) e delle istituzioni italiane. Se un tempo l’approccio ai temi dello sviluppo era principalmente di carattere “macro” (guardava cioè preferenzialmente agli stati e alle aggregazioni di stati), oggi assume sempre maggiore rilevanza la dimensione locale, dove le politiche devono essere condivise e correttamente applicate. Una terra dotata di una fortissima autonomia territoriale come il Trentino, è parsa pertanto fin da subito come un luogo ideale dove articolare un ragionamento centrato sulle governance regionali e sul loro ruolo nella promozione della crescita economica e dell’occupazione. La recente apertura all’Alto Adige, al Veneto e al Friuli Venezia Giulia, testimonia del forte impegno dell’Ocse in Trentino e della volontà di sperimentare nuove forme di sinergia e di collaborazione fra territori limitrofi e comunque accomunati da problematiche simili, come sottolineato con diversi accenti da tutti i presenti, compresi i rappresentanti dello Stato italiano, che a sua volta sta valutando l’adesione diretta al Centro di Trento attraverso l’Agenzia nazionale per la coesione territoriale.

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Il ruolo che il Centro Ocse-Leed esercita in un territorio come il Trentino e, più in generale, in un’area geografica come quella del Nord-est, non si può prescindere dal carattere in qualche modo “trasversale” delle attività sviluppate: ricerche, meeting, summit che coinvolgono gli esperti nei diversi settori di intervento ma anche politici e decision-makers, e che costituiscono occasioni importanti per il confronto e lo scambio di buone prassi. I soggetti che supportano direttamente l’Ocse hanno inoltre la facoltà di chiedere l’attivazione di ricerche ed altre attività ad hoc, pensate per affrontare temi specifici. Quella del trilinguismo ne è un esempio. Come sottolineato dal governatore Ugo Rossi “il Trentino ha bisogno di aprirsi ancora maggiormente all’esterno, con il suo sistema delle imprese, con la sua università e le sue fondazioni di ricerca, ed anche sul versante prettamente istituzionale. La presenza sul nostro territorio dell’Ocse assume in questo senso per noi una valenza strategica, specie alla luce dei contenuti del programma Leed, dedicato ai temi dello sviluppo locale. L’adesione al Centro di altre realtà territoriali con cui collaboriamo strettamente costituisce un ulteriore sprone ad utilizzare fino in fondo le opportunità che questa presenza ci offre”. Di ambiziosa agenda di lavoro per i prossimi cinque anni ha parlato il responsabile del progetto Leed Giguère, “per Trento e per l’intera area del Triveneto. Da un lato i territori coinvolti avranno l’opportunità di studiare e successivamente implementare alcune delle migliori pratiche sviluppate a livello internazionale; dall’altro il resto del mondo potrà fare il contrario, cioè studiare l’esperienza del Nord-est italiano. Perché tutto ciò che viene posto in essere nel centro di Trento e nell’ufficio di Venezia ha anche un impatto importante al di fuori dei confini dei territori coinvolti”.

«La partnership con l’Ocse – ha detto il direttore della Fondazione di Venezia Achilli, anche a nome del presidente Giampiero Brunello – assume per noi un particolare significato, perché è accompagnata dall’apertura di un ufficio a Venezia, ospitato presso la nostra sede. Un luogo, un hub accademico, nel quale abbiamo già cominciato a creare occasioni di contatto e collaborazione che coinvolgono anche le Università Ca’ Foscari e Iuav di Venezia e gli altri atenei del territorio. Nei prossimi mesi gli spazi dell’ufficio cresceranno, per ospitare conferenze e seminari, accogliere studiosi e ricercatori, consolidare i rapporti con gli altri attori di questa partnership. In aprile – dal 18 al 20 – Venezia ospiterà il Forum Leed sulla partnership e lo sviluppo locale, con oltre 300 partecipanti previsti, mentre a novembre di quest’anno si terrà, sempre a Venezia, il Forum mondiale sulle statistiche del turismo». Gli ha fatto eco il presidente della Camera di Commercio di Udine Da Pozzo, che ha portato anche i saluti della presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani. “Noi abbiamo a nostra volta già sviluppato un significativo rapporto di collaborazione con l’Ocse, su vari progetti di interesse regionale, fin dal 2008. La nostra è una economia fortemente internazionalizzata, e quindi abbiamo accolto con vivo entusiasmo la proposta di entrare a far parte di questa partnership, che vede protagonista un’are, quella del Nord-est, fra le più interessanti d’Europa, che merita di essere maggiormente studiata, conosciuta e valorizzata per la ricchezza delle tue specificità”. Ed ancora: l’ambasciatore Checchia, nel confermare l’importanza di questa “fase 2” del centro Ocse Leed, che coinvolge attori sia pubblici che privati, ha sottolineato “il ruolo propulsivo svolto dalla Farnesina, a dimostrazione dell’interesse delle istituzioni italiane per questa esperienza. L’Ocse ha un ruolo estremamente importante per far penetrare le migliori prassi anche a livello territoriale e svolge un ruolo determinante nel processo di internazionalizzazione del sistema-Paese”.

Sul piano operativo, le questioni dibattute, e che saranno al centro dell’attività dell’Ocse di Trento da qui al 2020 sono in sintesi:

  • ruolo del turismo, dei beni culturali, nonché delle industrie “creative”, nel promuovere uno sviluppo che faccia perno sulle peculiarità locali (dai musei ai centri urbani). Nel 2016 è prevista fra l’altro una Conferenza internazionale organizzata dall’ Ocse assieme ai partner, per presentare i risultati delle attività svolte
  • imprenditorialità, sviluppo, innovazione e internazionalizzazione delle pmi (tema particolarmente sentito in tutto il Nord-est italiano). Nelle iniziative rivolte alle piccole-medie imprese, alle start up e quant’altro, sono coinvolte le agenzie di sviluppo locale, i servizi di supporto alle attività economiche, le autorità locali e regionali, nonché università e istituti di formazione
  • occupazione, competenze e creazione di lavoro, perseguendo una sempre più stretta corrispondenza tra domanda e offerta di competenze, l’adozione di politiche meno frammentate e una maggiore aderenza alle esigenze dello sviluppo economico locale
  • utilizzo dei fondi strutturali europei (tema proposto fra gli altri dalla Provincia autonoma di Bolzano)
  • potenziamento del trilinguismo/multilinguismo (argomento caro alla Provincia autonoma di Trento, forte del programma straordinario per la diffusione della conoscenza di italiano, tedesco e inglese nelle scuole provinciali di ogni ordine e grado avviato ad inizio legislatura)
  • internazionalizzazione dei territori e loro “messa in rete”.

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Inoltre sono stati programmati la settima edizione della consueta Summer school per la cooperazione e lo sviluppo locale, organizzata con il Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale di Trento, l’università di Medellin (Colombia) l’Eafit, la Federazione trentina della cooperazione, e il Forum Leed sulla partnership e lo sviluppo locale, che si terrà a Venezia dal 18 al 20 aprile 2016, con oltre 300 partecipanti. Particolare attenzione è stata dedicata nel corso dei lavori anche alla questione degli strumenti operativi: l’Ocse, a questo proposito, organizzerà dei seminari per mettere a fuoco “cosa funziona” nel campo della progettazione e implementazione delle politiche. Tradizionalmente l’organizzazione lavora attraverso ricerche, indagini e rapporti che vengono poi condivisi dai soggetti membri e diventano parte integrante delle politiche economiche statali, nonché attraverso attività di capacity-building, volte cioè al rafforzamento delle capacità e delle competenze degli attori locali. Trasferire le buone esperienze da un contesto all’altro richiede capacità di analisi, comprensione dei fattori critici di successo e dei nessi esistenti fra l’intervento politico e il cambiamento. Alcuni Paesi hanno istituito dei «centri di conoscenza» per effettuare valutazioni su larga scala, realizzare progetti pilota e divulgare le esperienze di maggior successo. Più di recente hanno fatto la loro comparsa i Policy Labs, laboratori che rompono con la tradizione di sviluppare servizi pubblici “dall’alto”, per istituire invece un ambiente creativo e interdisciplinare, assieme agli stessi consumatori finali, dove mettere a punto le risposte e le soluzioni di volta in volta più adeguate.

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Euregio unita: al Brennero misure transitorie, no a un collo di bottiglia

Comunicato 241 del 15/02/2016

I tre presidenti riuniti oggi a Bolzano

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Eventuali misure di controllo al Brennero dovranno avere carattere straordinario, transitorio e limitate sul piano temporale: è quanto chiedono a Italia e Austria i presidenti Ugo Rossi, Arno Kompatscher e Günther Platter riuniti oggi a Bolzano nella seduta del GECT Euregio. “Il Brennero, hanno detto “non deve diventare un collo di bottiglia”. Domani saranno a Vienna, poi a Roma. “Possiamo dire, con sufficiente livello di credibilità, che i nostri territori – ha sottolineato il presidente del Gect Euregio e governatore del Trentino Ugo Rossi – hanno da tempo sperimentato la cooperazione fra di loro, dentro una logica assolutamente Europea. Questo è il senso vero della nostra euregione. Vogliamo, quindi, affrontare il difficile momento con la precisa volontà di salvaguardare ed implementare i risultati che abbiamo raggiunto fino ad oggi. Questa è una convinzione profonda – ha detto ancora Rossi – che ci unisce. Stiamo cercando di lavorare per comprendere ognuno le difficoltà dell’altro – ha chiarito il presidente del Gect – ma cercando di mantenere saldi quei principi su cui abbiamo costruito la nostra cooperazione, perché noi l’Europa l’abbiamo sperimentata dal basso e vogliamo continuare a farlo con grande convinzione. Vogliamo salvaguardare determinati principi, ma siamo nel contempo pronti – ha spiegato Rossi – a lavorare concretamente con senso di realtà rispetto alla gestione del fenomeno profughi. Chiediamo ai governi di Austria e Italia che vi sia un indirizzo di sollecito forte all’Unione europea affinché vengano messi in sicurezza i confini esterni dell’Europa e che all’interno si possa mantenere saldo il principio della libera circolazione. Per questo chiediamo anche un impegno serio per rivedere gli accordi di Dublino, affinché vi sia una politica europea comune in materia di profughi. Infine – ha concluso Rossi – chiediamo ad Austria e Italia di collaborare sulle problematiche legate ai valichi ed in particolare a quello del Brennero, in stretto coordinamento con i governi locali, limitando al minimo i disagi per le popolazioni che abitualmente passano attraverso i nostri valichi per vivere o per lavorare”.

I tre Presidenti di Alto Adige, Tirolo e Trentino hanno ribadito l’unità di intenti nell’impegno comune nell’Euroregione, “perché ci sono problematiche che possiamo risolvere solo assieme.” Da mesi si lavora nella task force dell’Euregio dedicata ai flussi dei migranti, oggi c’è stata la riunione per formalizzare la strategia nel confronto con i due Governi nazionali. La delibera del GECT – “che non sarà l’unica azione messa in campo”, ha detto il presidente di turno Rossi – formula alcune precise richieste che saranno oggetto del confronto dei tre Presidenti già domani a Vienna con la ministra degli interni Mikl-Leitner e successivamente a Roma con l’omologo ministro Alfano. “Non è una delibera contro qualcosa o qualcuno, bensì un impegno a collaborare per gestire questa emergenza in una logica che non deve essere di chiusura del percorso storico dell’Euregio. Questa situazione va vista come una sfida per far crescere l’Euregio e i suoi valori”, così i tre Presidenti nel ribadire la valenza storica e simbolica del confine del Brennero, una frontiera diversa da tutte le altre, “perchè gli effetti positivi di Schengen si sono materializzati soprattutto al Brennero”, ha ricordato Kompatscher. Queste in sintesi le richieste dell’Euregio a Italia e Austria: sollecitare l’UE a mettere in sicurezza i confini esterni e a ripartire i profughi in modo equo su tutti gli Stati membri, impegnarsi a rivedere l’Accordo di Dublino per poter attuare una vera politica comune europea in materia di profughi, lavorare per una gestione coordinata degli spazi di confine in stretto coordinamento con i governi locali nel caso in cui il flusso di profughi della cosiddetta rotta balcanica si sposti sempre più verso ovest e gli Stati europei continuino a dimostrare una incapacità di agire insieme. Il GECT chiede inoltre a Austria e Italia di evitare che il Brennero, fondamentale asse di trasporto europeo, si trasformi in un collo di bottiglia: vanno adottate per tempo misure appropriate per garantire una rapida registrazione e una distribuzione dei profughi già al momento del loro ingresso sul territorio nazionale ed evitare così l’insorgere di situazioni critiche al confine. “La delibera del GECT fa chiarezza sulla posizione di Alto Adige, Tirolo e Trentino – ha detto Kompatscher – rispetto a una situazione in evoluzione che oggi presenta ancora scenari variabili ma davanti a cui l’Euregio non vuole farsi trovare impreparata.” A Italia e Austria si chiede quindi di salvaguardare l’accordo di Schengen e eseguire eventuali controlli nelle zone di confine nei rispetto di determinate condizioni: la durata e la modalità dei controlli devono essere commisurate ai limiti necessari per superare l’attuale situazione di crisi; i controlli in ogni caso devono essere eseguiti in modo da poter garantire la libera circolazione dei cittadini UE, riducendo al minimo l’impatto sull’economia, sul turismo e sulla mobilità dei pendolari. “Se tali misure saranno necessarie – ha precisato Kompatscher – dovranno avere carattere straordinario, transitorio e limitate sul piano temporale, ma non potranno intaccare i principi di Schengen e la portata dell’Euregio.” Kompatscher ha ricordato che il premier Renzi e il cancelliere Faymann hanno confermato di voler collaborare d’intesa con i governi del territorio, “e noi siamo pronti ad affrontare questa responsabilità e ad assumerci la nostra parte di compito. Sulle modalità e gli strumenti discuteremo direttamente con i Ministri degli Interni a Vienna e Roma.” Il presidente Platter ha sottolineato che l’Euregio conferma la sua disponibilità “a partecipare attivamente alle procedure concordate tra i Governi nazionali e l’UE per risolvere il prima possibile un possibile scenario di crisi ai confini italoaustriaci. In particolare i valichi tra Tirolo e Alto Adige non devono diventare teatro di uno stato di emergenza, una seconda Spielfeld. Bisogna finalmente garantire una registrazione rapida e un’equa ripartizione dei migranti direttamente al loro arrivo in Europa.”

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