Archivia per Febbraio, 2016

Punti nascita: Rossi e Zeni scrivono al ministro

Comunicato 148 del 01/02/2016

Chiesto il parere sul mantenimento di quelli che non raggiungono la soglia minima di parti/anno

Un modello flessibile che preveda, per i punti nascita sotto soglia, la presenza di ginecologo, anestesista e pediatra 24 ore al giorno, anche attraverso meccanismi di rotazione del personale, oppure con pronta disponibilità al rientro in servizio attivo in caso di travaglio in corso. È questa l’ipotesi sottoposta al ministro della salute Beatrice Lorenzin attraverso una lettera inviata oggi, firmata congiuntamente dal governatore Ugo Rossi e dall’assessore alla salute e politiche sociali Luca Zeni. “La nostra Autonomia e il nostro essere una provincia alpina ci portano a tenere per quanto possibile i servizi, specie quelli più importanti, sui territori e al servizio delle popolazioni che li abitano – sottolineano all’unisono Rossi e Zeni . – E’ anche con scelte come queste che abbiamo evitato lo spopolamento delle alte quote, a cui altre realtà regionali non si sono sottratte. Crediamo che l’Autonomia si traduca per noi nel diritto di operare scelte politiche come queste, nell’interesse di tutti i cittadini. Ma vogliamo anche garantire i massimi livelli di sicurezza e di qualità, e per questo sarà lo Stato a dover autorizzare le modalità organizzative che proponiamo. Applicando i riferimenti astratti sul numero di parti, oggi dovremmo chiudere 4 punti nascita su 6, ma siamo fiduciosi che la valutazione concreta del modello che proponiamo possa consentire un esito diverso”. “In Trentino – spiega il presidente Rossi – l’attuale organizzazione dell’assistenza materno-infantile si basa su una capillare distribuzione dei servizi dedicati alla gravidanza, al parto ed al puerperio, erogati sia attraverso le strutture ospedaliere che consultoriali, rispondenti alle caratteristiche oro-geografiche e demografiche del nostro territorio. L’operatività di questi servizi si colloca nell’ambito di una forte e consolidata integrazione organizzativa e professionale fra ospedale e distretto e fra i presidi del servizio ospedaliero provinciale; proprio per garantire unitarietà ed omogeneità su tutto il territorio provinciale nella gestione dell’assistenza alla nascita, lo scorso aprile si è passati da un unico dipartimento materno-infantile all’istituzione di due Dipartimenti, ostetricia-ginecologia e pediatria”. “Va ricordato – aggiunge l’assessore Luca Zeni – che da tempo è stata avviata una modalità innovativa di gestione delle gravidanze a basso rischio, configurata in uno specifico ‘Percorso nascita’ su base territoriale che attribuisce un ruolo centrale alla figura dell’ostetrica nell’ambito dell’equipe multiprofessionale. Tale modello assistenziale rappresenta un importante strumento per poter migliorare ulteriormente i nostri servizi in termini di sicurezza delle cure, continuità, personalizzazione e umanizzazione dell’assistenza. In questo senso va evidenziato che in Trentino viene garantito da sempre un livello ottimale di copertura dei bisogni assistenziali collegati allo stato di gravidanza e all’assistenza al parto, con una presa in carico pressoché totale da parte della nostra Azienda provinciale per i servizi sanitari, come confermano ormai da molti anni i tassi di mortalità materna, neonatale e infantile tra i più bassi a livello nazionale e internazionale; analogamente i dati del Programma Nazionale Esiti documentano un quadro virtuoso per quanto riguarda il ricorso al taglio cesareo, con la percentuale più bassa in Italia”.

Nella lettera inviata dal governatore Rossi e dall’assessore Zeni al ministro Lorenzin, nonché al Tavolo di monitoraggio e al Comitato percorso nascita nazionale presso il Ministero della Salute, si spiega nel dettaglio il percorso di assistenza alla nascita adottato da tempo sul territorio provinciale. I punti nascita del Trentino presentano volumi di attività diversificati. Due rientrano nelle soglie previste dall’Accordo Stato-Regioni del dicembre 2010: Trento con oltre 2.000 parti all’anno e Rovereto con circa 1.000 parti all’anno. Altri quattro invece – Arco, Cavalese, Cles e Tione – hanno un numero parti/anno al di sotto dei 500; il primo dista dall’ospedale di Rovereto 26 chilometri, gli altri distano dall’ospedale di Trento rispettivamente 71, 45 e 46 chilometri. Per quanto riguarda il tasso di fidelizzazione, ovvero il numero di nati nel punto nascita fra i residenti nel bacino di popolazione di riferimento del punto nascita rispetto ai nati complessivi nello stesso bacino, Arco è al 63,4%, Cavalese all’84,3%, Cles al 77% e Tione al 39,8%. Per questo, anche in seguito alle disposizioni riguardanti il riposo giornaliero, i percorsi di assistenza alla nascita da tempo adottati su tutto il territorio provinciale hanno comportato il sistematico accentramento delle gravidanze a rischio presso gli ospedali di riferimento provinciali (Ospedale Santa Chiara di Trento e Ospedale Santa Maria del Carmine di Rovereto). Sono inoltre in atto diverse modalità operative e iniziative formative per garantire la sicurezza dei punti nascita, fra cui procedure di valutazione e gestione delle situazioni problematiche che prevedono l’accompagnamento anche con elicottero dove è richiesto un intervento tempestivo. Le funzioni di trasporto sanitario assicurato dal 118 con autoambulanze e, soprattutto, mediante elicottero operativo sulle 24 ore con rianimatore, infermiere ed eventualmente anche ostetrica a bordo, rappresentano una garanzia assoluta di qualità, sicurezza e tempestività dei trasferimenti di operatori e pazienti. A questo proposito nel 2015 i soccorsi notturni non effettuati con elicottero per condizioni meteo avverse sono stati 12, su un totale di 326, e sono in corso implementazioni tecnologiche per ridurre progressivamente il numero delle missioni non effettuate. Date queste premesse, la richiesta che la Provincia autonoma di Trento ha presentato al Ministero della Salute è quella di esprimere il proprio parere riguardo il mantenimento di singoli punti nascita che non raggiungono la soglia minima di parti/anno. Di contro la Provincia ha elaborato un modello per adeguare gli standard operativi del personale medico presso i punti nascita che prevede tre soluzioni; l’effettiva implementazione delle tre soluzioni sarà adottata a seconda della specifica situazione del singolo punto nascita, privilegiando, dove possibile, la prima soluzione rispetto alle altre:

  • 1. in ogni punto nascita sotto soglia verranno garantite in servizio attivo assistenza ginecologica H24, assistenza anestesiologica H24 e assistenza pediatrica H24;
  • 2. in ogni punto nascita sotto soglia verranno garantite in servizio attivo assistenza ginecologica H24, assistenza anestesiologica H24, mediante meccanismi di rotazione del personale finalizzati a supportare e ottimizzare il mantenimento delle competenze degli specialisti operanti in realtà con volumi ridotti di attività; l’assistenza pediatrica H24 verrà garantita con modello di pronta disponibilità con rientro in servizio attivo in caso di travaglio in atto;
  • 3. in ogni punto nascita sotto soglia verranno garantite assistenza ginecologica H24, assistenza anestesiologica H24 e assistenza pediatrica H24 con modello di pronta disponibilità con rientro in servizio attivo in caso di travaglio in atto.

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Oggi la riunione della Conferenza delle Minoranze linguistiche

Comunicato 146 del 01/02/2016

A Palù del Fersina, alla sede dell’Istituto Mocheno

L’espressione del parere sul programma degli interventi per l’editoria e l’informazione e sulla suddivisione del fondo provinciale per le minoranze sono i temi all’ordine del giorno nella riunione odierna della Conferenza delle minoranze linguistiche. Ai lavori, che si svolgeranno nel tardo pomeriggio a Palù del Fersina, nella sede dell’Istituto Mocheno, parteciperà anche il governatore del Trentino Ugo Rossi. La Conferenza è un organismo di concertazione delle politiche per le minoranze linguistiche del Trentino, istituito attraverso la legge provinciale n.6 del 19 giugno 2008 “Norme di tutela e promozione delle minoranze linguistiche locali”. Al suo interno si trovano rappresentanti degli enti territoriali, quali Provincia, Comuni e Comunità di valle afferenti ai territori di insediamento delle popolazioni di minoranza, rappresentanti delle istituzioni scolastiche di questi territori, degli Istituti culturali, oltreché delle realtà più rappresentative delle comunità di minoranza, come ad esempio l’Union generela di ladins dla Dolomites. Tra le funzioni della Conferenza, quella di definire le linee programmatiche per le politiche in materia di tutela e promozione delle minoranze, anche attraverso un monitoraggio dello stato di attuazione della normativa di settore, di esprimere un parere vincolante sulla suddivisione del fondo provinciale per le minoranze e sul programma di interventi per l’editoria e l’informazione.

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Giovanni Maria Flick: “La memoria deve essere la chiave di lettura del presente”

Comunicato 145 del 01/02/2016

Il presidente Rossi: “È stata una mattinata di scuola vera”

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Un incontro partecipato, ma soprattutto vissuto in prima persona. Protagonisti più di duecento studenti trentini oggi all’ITT Buonarroti di Trento e le scuole trentine grazie alla diretta streaming. Ospite e relatore Giovanni Maria Flick. Ha dato il benvenuto il presidente Ugo Rossi, anche nella sua veste di assessore all’istruzione. “Ringrazio il vostro dirigente promotore di questa iniziativa – ha sottolineato Rossi – . Incontri come questi sono occasioni preziose per fornirvi strumenti di riflessione”. “Ricordare solo per ricordare il passato, serve poco – ha sottolineato Flick – . Bisogna ricordare per il presente e il futuro. La memoria sia la chiave di lettura per interpretare una serie di sintomi che ci devono far tenere viva l’attenzione quando consideriamo l’altro ‘diverso'”. Proseguono le iniziative in Trentino per il Giorno della Memoria. Questa mattina, all’aula magna dell’Istituto tecnico tecnologico Buonarroti di Trento si è tenuto un incontro per gli studenti trentini con Giovanni Maria Flick. L’appuntamento, voluto dalla Presidenza della Provincia, dal titolo “Memoria, identità, dignità. Chi dimentica il passato è condannato a ripeterlo” ha proposto un incontro con Giovanni Maria Flick, professore emerito di Diritto Penale all’Università Luiss di Roma e presidente Onorario della Fondazione Museo della Shoah di Roma.

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“È stata una mattina di scuola vera”. Così il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi ha commentato l’incontro di oggi. “La scuola deve occuparsi di fornire ai nostri ragazzi conoscenze e competenze ma deve essere soprattutto occasione di riflessione e di crescita personale di ciascuno. Discutere dei diritti fondamentali delle persone e soprattutto di un concetto che li racchiude tutti che è quello della dignità di ogni uomo ha dato la possibilità ai nostri ragazzi di impadronirsi di questi strumenti e leggere il presente per progettare il loro futuro. Abbiamo davanti giovani che sanno interrogarsi nel modo giusto, e le domande che hanno posto lo dimostrano”. Tre sono state le parole al centro dell’incontro: memoria, identità e dignità. Proprio quest’ultima “è un tema che ci coinvolge tutti e in tutti i nostri momento della nostra vita” ha spiegato Flick. La mattinata è stata l’occasione per parlare di cosa è stato – quindi la Seconda guerra mondiale, lo sterminio degli ebrei e successivamente il negazionismo – ma anche quello che sta accadendo oggi. “In Germania e in Italia l’ebreo veniva considerato come il nemico – ha spiegato agli studenti Flick – . flick3 Le leggi razziali, prima in Germania e poi in Italia, sono state le fasi preparatorie a quello che doveva essere lo sterminio degli ebrei. Il processo si è articolato in pochissimo tempo fino ad arrivare alla Soluzione finale”. “Ad Auschwitz ancora oggi fa impressione quel silenzio, quelle baracche, quegli oggetti di uomini che furono strappati alla vita. Dobbiamo ricordare per capire cosa è successo ed evitare che risucceda sotto forme diverse. Dobbiamo ricordare anche perché c’è chi nega che sia successo”. “Diffidate da coloro che vi danno risposte certe, circondatevi da chi vi fa porre ulteriori domande”. E le domande, da parte degli studenti, non sono mancate. Domande sul passato: “Perché è successo? Perché nessuno ha fermato questa tragedia?”. Ma anche domande sull’oggi, dalle carceri, all’emergenza profughi, al terrorismo. “Noi siamo stati un popolo con la valigia di cartone – ha detto Flick – . Il tema della emigrazione deve farci ricordare che dobbiamo capire ed accogliere. Non è un problema soltanto italiano, è un problema europeo. Dobbiamo ricordare che è responsabilità anche nostra se i profughi decidono di lasciare il proprio Paese. Una responsabilità ecologica, con il saccheggio dei paesi sottosviluppati, e una responsabilità geopolitica”. “I punti di partenza – ha concluso Flick – sono la memoria e la dignità. Per rispettare la dignità serve il dialogo reciproco. Dobbiamo capire che la diversità è il sale di democrazia, ma non deve mai diventare discriminazione”.

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