Archivia per Agosto, 2015

ROSSI: “DISPIACE L’ASSENZA DI MONSIGNOR GALANTINO A PIEVE TESINO. SUI MIGRANTI NO AI TONI ESASPERATI”

COMUNICATO nr. 2042 del 18/08/15

“Dispiace apprendere dell’assenza di monsignor Nunzio Galantino questa sera a Pieve Tesino per la tradizionale Lectio degasperiana, che si tiene ormai da qualche anno nel paese natale del grande statista per iniziativa della Fondazione Trentina Alcide De Gasperi. Siamo certi che la presenza di un relatore così qualificato avrebbe portato un importante contributo alla riflessione in corso sul pensiero degasperiano, nel delicato momento storico che stiamo vivendo. Senza entrare nel merito della decisione, che monsignor Galantino ha attentamente ponderato, mi sembra opportuno sottolineare come il clima di polemica esasperata che si respira in questi giorni, su temi come quello dell’accoglienza dei migranti, non aiuta ad affrontare con lucidità e ragionevolezza un problema che investe tutta l’Europa e che non si rimuove con le polemiche o gli slogan. Credo inoltre che proprio l’esempio che ci viene dalla condotta tenuta da Degasperi anche nei momenti più difficili della storia d’Italia possa rappresentare, in questo senso, una buona fonte di ispirazione. Questo risulta evidente dalla stesso Lectio, di grande respiro, letta nell’appuntamento di oggi, che ci richiama davvero a una riflessione profonda su pensiero e l’operato dello statista trentino, uno dei padri dell’Europa unita”.

Link al Comunicato PAT

IL SANTA CHIARA È ACCREDITATO JOINT COMMISSION INTERNATIONAL

COMUNICATO nr. 2034 del 17/08/15

Il riconoscimento ottenuto per la quarta volta grazie all’impegno di molti operatori

L’ospedale Santa Chiara di Trento ha ottenuto per la quarta volta l’accreditamento Joint Commission International (JCI). Il prestigioso riconoscimento, conseguito dopo la visita condotta da quattro ispettrici nella settimana dal 27 luglio al 31 luglio, premia l’impegno costante di tutto il personale nel miglioramento della qualità delle cure e della sicurezza dei pazienti e il forte lavoro di squadra di tutte le unità operative e servizi coinvolti. “È questo un risultato di grande soddisfazione – ha commentato Mario Grattarola, direttore dell’ospedale Santa Chiara, dopo aver appreso la notizia da JCI – . Lo spirito di appartenenza, il clima favorevole, la voglia di fare bene e il lavoro di squadra sono stati tangibili e vincenti durante la settimana della visita JCI e il personale dell’ospedale Santa Chiara ha dato prova di professionalità, affidabilità e trasparenza. Proprio queste tre qualità, assieme all’ottima assistenza fornita ai pazienti, sono state apprezzate, riconosciute e premiate dal team delle ispettrici. Poche cose danno soddisfazione quanto veder riconosciuto il livello dell’assistenza e della sicurezza delle cure a dimostrazione della qualità di ciò che i nostri cittadini possono trovare ogni volta che varcano la soglia dell’ospedale Santa Chiara”. Nel percorso di accreditamento Joint Commission International il personale dell’ospedale Santa Chiara ha accettato di mettersi in gioco uscendo dalla propria autoreferenzialità per farsi valutare da un ente terzo, indipendente e non governativo, che certifica e garantisce che l’ospedale rispetti gli specifici standard validati internazionalmente. L’accreditamento JCI, infatti, non valuta le diverse componenti di una struttura e i risultati che queste ottengono singolarmente, ma valuta l’organizzazione nel suo complesso e le connessioni che intercorrono fra le reciproche parti del sistema. Quello di Joint Commission International è l’accreditamento volontario più diffuso a livello internazionale e The Joint Commission, con sede a Chicago, è un indiscusso punto di riferimento per le organizzazioni sanitarie, dal momento che negli Usa ha accreditato ad oggi più di 20 mila organizzazioni sanitarie e in più di cento paesi nel mondo JCI collabora con strutture ospedaliere, agenzie sanitarie, ministeri, istituzioni universitarie per promuovere standard di assistenza rigorosi e per fornire soluzioni con cui conseguire performance di eccellenza. In Europa sino ad ora JCI ha accreditato più di 50 ospedali; in Italia sono certificate 24 strutture sanitarie, di cui 18 strutture ospedaliere, tra le quali quattro sono ospedali pubblici e quattro ospedali universitari. Per ottenere il riconoscimento JCI è necessario dimostrare la conformità a 355 standard e oltre 1.200 elementi misurabili, che toccano tutti gli aspetti che riguardano il paziente (accesso alle cure e continuità assistenziale, diritti dei pazienti e dei familiari, valutazione dei pazienti, cura dei pazienti, procedure anestesiologiche e chirurgiche, gestione dei farmaci, educazione del paziente e dei familiari), l’organizzazione (miglioramento della qualità e sicurezza del paziente, prevenzione e controllo delle infezioni, governo, leadership e direzione, gestione della sicurezza degli ambienti ed edifici, qualificazione e formazione del personale, gestione della comunicazione e delle informazioni) e sei obiettivi internazionali di sicurezza del paziente: corretta identificazione del paziente, comunicazione efficace, gestione dei farmaci ad alto rischio, garantire l’intervento chirurgico in paziente corretto, con procedura corretta, in parte del corpo corretta, riduzione del rischio per le infezioni correlate alle pratiche assistenziali e riduzione del rischio di caduta del paziente. Il Manuale degli standard viene aggiornato ogni tre anni e a ogni aggiornamento si alza l’asticella per stimolare l’organizzazione a impegnarsi nel miglioramento continuo e sistematico della qualità e sicurezza delle cure fornite ai pazienti.

Link al Comunicato PAT

APERTE LE ISCRIZIONI AL PERCORSO PER L’ACQUISIZIONE DELLA QUALIFICA PROFESSIONALE DI EDUCATORE NEI NIDI D’INFANZIA

COMUNICATO nr. 2031 del 17/08/15

Dal 17 al 31 agosto 2015

Ci sarà tempo da oggi al fino al 31 agosto per iscriversi al percorso formativo per l’acquisizione della qualifica professionale di educatore nei nidi d’infanzia. Il percorso – organizzato dall’Ufficio Infanzia – è riservato a chi è stato impiegato nei nidi con il solo diploma quinquennale idoneo e ha maturato almeno 11 mesi di servizio. Scopo del percorso è regolarizzare le posizioni lavorative presenti dal momento che, a partire dal 1 settembre 2015, sarà introdotto quale requisito unico di accesso alla professione il diploma di laurea pertinente al settore della prima infanzia. La sessione formativa avrà una durata di 100 ore, delle quali 80 dedicate all’Area tecnico-professionale e 20 dedicate all’Area istituzionale dei servizi. Il corso avrà la finalità di potenziare le competenze dei partecipanti con particolare riferimento alla capacità di coniugare conoscenze teoriche e pratiche educative. Le lezioni saranno organizzate compatibilmente con gli orari lavorativi dei partecipanti che, a conclusione del percorso, otterranno un attestato di qualifica professionale di educatore nei nidi d’infanzia e nei servizi integrativi, valevole per la professione in provincia di Trento. Le domande di ammissione dovranno essere redatte sul modulo appositamente predisposto disponibile sui siti istituzionali agli indirizzi: www.vivoscuola.it e www.modulistica.provincia.tn.it e inoltrate al Servizio Infanzia e Istruzione del primo grado nei termini e nelle modalità previsti

Link al Comunicato PAT

ROSSI: L’EUROPA DEI CITTADINI PASSA DALLE REGIONI

COMUNICATO nr. 2028 del 14/08/15

A Madonna di Campiglio confronto su “Quale Unione Europea”

Un’Europa concreta? Quella delle regioni che, partendo dal basso, soprattutto dai bisogni dei cittadini, costruiscono situazioni di reale collaborazione. E il governatore del Trentino, Ugo Rossi, nella sua veste anche di presidente della Regione Trentino Alto Adige Suedtirol, ha portato due esempi attuali intervenendo alla conferenza “Quale Unione Europea? Europa e Terre alte” inserita nel cartellone della tredicesima edizione del “Mistero dei monti” in corso di svolgimento a Madonna di Campiglio: la Macroregione alpina e l’Euregio.

Un dialogo a tre, quello ospitato nel Salone Hofer, dove, accanto a Rossi, Sergio Fabbrini e Annibale Salsa, tra storia e attualità, hanno accompagnato il folto pubblico presente all’interno dei meccanismi che oggi ci restituiscono un quadro europeo ancora denso di contraddizioni e fragilità. Nell’intervento di Rossi, che ha ricordato come anche la “specialità” trentina e altoatesina è nata dal desiderio che ha originato la stessa Europa unita, ossia garantire la pace, l’invito a leggere lo statuto come strumento dinamico capace di coniugare opportunità e responsabilità, anche al di fuori dei confini. “Il recente riconoscimento europeo della strategia sulla Macroregione alpina – ha detto Rossi – è la prova che la voce delle Regioni, in questo caso unite dalle Alpi, può farsi ascoltare, per dire ad esempio che questo splendido ma fragile territorio di montagna è una ricchezza per l’Europa intera”. Rossi ha poi ricordato che il Trentino tra poche settimane assumerà il ruolo di presidente di turno dell’Euregio, luogo di condivisione di politiche comuni, a partire dalla tutela dell’ambiente o alla gestione del traffico, fino ad arrivare ai progetti nel settore della ricerca. “Stiamo immaginando – ha spiegato Rossi a titolo di esempio – di valorizzare le esperienze della Fondazione Mach e del Centro di Laimburg per un percorso di alta formazione in campo agrario di respiro internazionale”. L’Europa, insomma, passa anche da questi piccoli ma concreti passi, frutto di una governance “multilivello” che non ha tuttavia un percorso facile. “Anche nel nostro Paese – ha spiegato Rossi – è tutt’altro che dissolta l’illusione, certo alimentata dalle incertezze che ogni crisi origina, che accentrare significhi tenere sotto controllo i costi. Penso esattamente il contrario: è giusto fare ordine, purché si garantisca il principio di un regionalismo ad assetto variabile, perché dove c’è buona amministrazione a trarne vantaggio sono prima di tutto i cittadini, ma anche lo Stato.”

Link al Comunicato PAT