Archivia per Maggio, 2015

OCSE: A PARIGI IL TRENTINO CONFERMA IL SOSTEGNO AL CENTRO DI TRENTO IN RETE CON ALTRE REALTA’ TERRITORIALI

COMUNICATO nr. 1196 del 25/05/15

Nuove partnership anche con Bolzano, Venezia, Udine e Regione autonoma Trentino Alto Adige

L’esperienza del centro Ocse di Trento prosegue, allargando la rosa dei partecipanti che si affiancano alla Provincia autonoma di Trento. Il rilancio dell’impegno, per il quinquennio 2016-2020, è stato confermato dal Trentino nel corso della riunione del Comitato Direttivo del Programma Leed-Oecd, la scorsa settimana a Parigi. In quella sede, con il rinnovo del relativo memorandum, è stata accolta con favore anche l’estensione della partnership alla Regione Autonoma Trentino Alto Adige, alla Provincia autonoma di Bolzano, alla Fondazione di Venezia e alla Camera di Commercio di Udine, che rafforzerà il ruolo di eccellenza della realtà presente fin dalla sua nascita in vicolo San Marco. Focus del centro – insediato 11 anni fa e all’epoca prima realtà decentrata dell’Ocse al di fuori della sede parigina – continuerà ad essere il sostegno allo sviluppo dei territori, all’integrazione delle loro economie nello scenario europeo e all’attuazione delle politiche necessarie per ottenere risultati migliori in termini di crescita e di posti di lavoro. Le attività di ricerca e consulting sono anche supportate dal Governo italiano, dall’Unione europea e da alcuni membri dell’Ocse.

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“SCARPE ALLACCIATE”, LA “STRAORDINARIA NORMALITÀ” DELLA CONVIVENZA

COMUNICATO nr. 1195 del 25/05/15

Venerdì l’evento di chiusura del progetto che ha coinvolto studenti e richiedenti protezione internazionale

Evento finale, venerdì sera al Liceo “Da Vinci” di Trento, del progetto “Scarpe allacciate”. Nel momento conclusivo i protagonisti hanno raccontato le motivazioni, lo svolgimento ma soprattutto le emozioni che hanno caratterizzato il percorso dell’iniziativa. A presentare la “straordinaria normalità” di questa esperienza sono stati gli studenti e i richiedenti protezione internazionale che hanno preso parte alle numerose occasioni di incontro e confronto offerte dal progetto, realizzato con il sostegno dell’Associazione di promozione sociale “Il Conto dei Sogni” e in collaborazione col Cinformi. Negli scorsi mesi diversi richiedenti protezione internazionale accolti in Trentino sono stati coinvolti in partite di calcio, momenti conviviali, danze di pace e passeggiate in montagna. Inedite occasioni per dialogare, conoscersi, raccontarsi e confrontarsi. Fra gli interventi anche quelli del dirigente scolastico del Liceo “Da Vinci” Alberto Tomasi, del presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi e dell’assessora provinciale alla salute e solidarietà sociale Donata Borgonovo Re.

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IL MINISTRO DEL LAVORO POLETTI AD ALLORA CREALO

COMUNICATO nr. 1194 del 25/05/15

Appuntamento lunedì primo giugno alle 11.30 in Piazza Fiera

Sarà presente anche il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti ad “Allora Crealo!”, l’iniziativa sulle giovani imprese innovative italiane inclusa nel programma del Festival dell’Economia di Trento. Il ministro Poletti lunedì primo giugno alle 11.30 in Piazza Fiera parlerà delle “Politiche per il Cambiamento”. Il suo intervento si concentrerà sulle condizioni necessarie perché i recenti provvedimenti del governo, in particolare il “jobs act” e gli incentivi alla nuova imprenditoria, possano disinnescare il conflitto sociale e innescare il cambiamento di cui è portatrice la generazione dei millennials. Ne parleranno con Poletti il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi, il presidente di Euricse e professore dell’Università di Trento Carlo Borzaga e il ricercatore di Euricse Flaviano Zandonai.

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GRANDE GUERRA, OGGI LA COMMEMORAZIONE AD INNSBRUCK CON I PRESIDENTI EUREGIO

COMUNICATO nr. 1191 del 23/05/15

Ad un secolo dall’entrata dell’Italia nel conflitto bellico cerimonia con i giovani dell’Euregio, il vero ponte per la pace

Il 24 maggio 1915 l’Italia dichiarava guerra all’Austria, aprendo così uno dei capitoli più drammatici della storia moderna. Ad un secolo di distanza, si è tenuta ad Innsbruck la commemorazione pubblica della Grande Guerra, a cui hanno partecipato i tre presidenti dell’Euregio: Ugo Rossi (Trentino), Günther Platter (Tirolo) e Arno Kompatscher (Alto Adige/Südtirol). Il programma ha visto la sfilata delle varie federazioni di Schützen e Kaiserjäger, e corpi militari storici, seguita dalla celebrazione dei vescovi diocesani di Bolzano-Bressanone ed Innsbruck, e dal vicario della diocesi di Trento. Nel pomeriggio c’è stato il grande incontro con i giovani ed i tre presidenti. “Oggi ricordiamo una sconfitta – ha esordito il governatore del Trentino – perché una guerra è una sconfitta per tutti. La Prima Guerra mondiale è stata una spaventosa tragedia per l’intera Europa. Lo è stata per il popolo trentino. Rispetto ad altri territori e comunità d’Europa risparmiati dai combattimento, il Trentino è stato teatro di guerra: 70 mila sono stati i trentini che hanno combattuto per l’Imperatore, 1000 coloro che hanno scelto di combattere come volontari per l’Italia, 110 mila i profughi che hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni in direzione delle varie località dell’Impero e del Regno d’Italia. La Prima Guerra mondiale ha portato, oltre all’orrore della battaglia, a dittature ed a una successiva guerra. Ad un secolo di distanza, la storia è riuscita a superare i conflitti tra i nostri popoli e a costruire la pace. E’ questo – ha aggiunto il governatore, rivolgendosi ai giovani riuniti ad Innsbruck – il valore universale su cui voi dovete continuare a lavorare. Siete voi il ponte ideale verso un futuro libero da conflitti e tragedie”.

Ricorre il 24 maggio, l’anniversario dichiarazione di guerra dell’Italia all’Austria, aprendo così lo scenario del primo conflitto mondiale. Ad un secolo di distanza, i tre territori – Trentino, Alto Adige/Südtirol e Tirolo, riuniti nell’Euregio – hanno ricordato insieme l’anniversario per ribadire l’impegno di oggi a costruire ponti verso la pace. La cerimonia di commemorazione si è tenuta oggi ad Innsbruck nello scenario solenne della piazza del “Landestheater” di Innsbruck. Alla parata dei corpi militari storici e delle varie federazioni di Schützen e Kaiserjäger è seguita la celebrazione religiosa, officiata dai vescovi diocesani di Bolzano-Bressanone, Ivo Muser, e di Innsbruck, Manfred Scheuer, e dal vicario Tomasi, in rappresentanza dell’arcivescovo di Trento, Luigi Bressan, “La guerra ha segnato con la morte e la povertà i nostri territori – ha ricordato Sua Eccellenza, il vescovo Scherer – ed è il monito per le future generazioni contro ogni forma di violenza e guerra”. Nel pomeriggio, la commemorazione si è spostata nel Centro congressi di Innsbruck, dove i tre presidenti Ugo Rossi, Günther Platter ed Arno Kompatscher hanno discusso con i giovani dell’Euregio della storia di allora, della situazione attuale e dei passi verso il futuro. Dopo aver ricordato la tragicità degli eventi bellici in Trentino – “teatro di guerra e terra che ha visto oltre 110 mila persone, metà della popolazione, lasciare le proprie case” -, il governatore del Trentino si è soffermato su presente e futuro: “Dobbiamo impegnarci affinché l’identità unisca i nostri territori, Trentino, Alto Adige/Südtirol e Tirolo. E’ proprio nell’identità comune che troviamo la matrice di pace che deve saldare il comune desiderio di convivenza e benessere”. Il rappresentante del Trentino ha indicato nell’Euregio il modello a cui fare riferimento: “Un apporto importante può essere dato dalla “lettura condivisa” della nostra storia, che non significa storia a senso unico, bensì una lettura della storia che accomuna senza estremizzare le diversità. Ma l’Euregio è molto di più perché, ad esempio, contiene importanti opportunità per il futuro. Ci sono temi o punti, per usare il tema della giornata di oggi, che possiamo affrontare solo congiuntamente, a partire da quelli relativi alle infrastrutture strategiche. Mi riferisco al tunnel del Brennero e ai ponti fisici dell’Autobrennero. Ma mi riferisco anche alla possibilità di sviluppare politiche congiunte per quanto riguarda altre “reti”: energia, dorsali in fibra ottica, Università e ricerca, e dell’internazionalizzazione dei nostri territori”. L’intervento trentino ha riservato un passaggio ai giovani e al trilinguismo: “Il nostro obiettivo è quello di preparare le nuove generazioni a esprimersi, a pensare, a lavorare in tre lingue: italiano, tedesco e inglese. Questo non può che favorire l’interscambio e la mobilità, in primo luogo proprio all’interno dello spazio euroregionale. Non è più pensabile considerare le nostre esigenze separatamente, dobbiamo imparare a ragionare su un mercato del lavoro comune, su un bacino comune dal quale attingere manodopera qualificata, tecnici, cervelli, a seconda delle esigenze che le nostre imprese, i nostri servizi, le nostre amministrazioni manifestano, indipendentemente dai confini provinciali”. L’Euregio può essere visto come una porta comune verso l’Europa. “La consapevolezza di quello che è avvenuto cento anni fa e che emerge in questa commemorazione comune – questo il senso della posizione trentina – dovrebbe spingerci a ragionare di più sul valore rappresentato dall’Europa e dal suo ruolo politico, ad incominciare dall’Euregio. Dalla catastrofe è nata per i nostri territori un’opportunità a costruire nuovi ponti di pace. Il primo ponte è stato l’accordo De Gasperi – Gruber, seguito da altri ponti, come la nascita delle due autonomie e l’Euregio. Il tema dell’Autonomia è fondamentale ed è con questo che possiamo fare valere il nostro contributo in Europa e nel mondo: l’Autonomia speciale viene citata sempre più spesso come un esempio particolarmente felice di risoluzione pacifica e consensuale di conflitti legati ai confini e alla presenza di minoranze sul suolo nazionale. Alle nuove generazioni dico che spetta a loro costruire altre porte, altre opportunità, altri ponti verso il futuro, tenendo presente che i ponti più importanti sono i ponti di pace e fratellanza che costruiremo nelle nostre teste”. La giornata si è conclusa con il concerto dell’Euregio, ad opera di musicisti del Tirolo, Alto Adige/Südtirol e Trentino.

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