Archivia per Febbraio, 2015

PARTONO I CORSI CLIL: APERTI A TUTTI GLI INSEGNANTI SULLA BASE DELLE NECESSITA’ DEL SISTEMA SCOLASTICO

COMUNICATO nr. 463 del 27/02/15

Già ricevute dall’Iprase 75 richieste. Rossi: “Il primo test è positivo e dimostra che cambiare si può”

Partono i corsi di formazione per gli insegnanti della scuola trentina, centrati sulla formazione linguistica e la metodologia CLIL, (Content and Language Integrated Learning), che si basa sull’insegnamento di una o più discipline in lingua straniera. La decisione formale, un passaggio fondamentale per iniziare a costruire fin dal 2015 quella scuola trilingue – italiano, inglese, tedesco – che rappresenta uno dei punti fondamentali del programma di legislatura e che è stata oggetto di un protocollo d’intesa siglato dal presidente Ugo Rossi con la ministra Stefania Giannini, sarà assunta dalla Giunta a breve. Nel frattempo l’Iprase ha già avviato l’organizzazione della prima tranche di corsi, che hanno per oggetto la formazione linguistica degli insegnanti della scuola primaria. Si tratta di una sorta di “esperienza pilota”. Gli iscritti sono stati 75, più dei 54 posti disponibili. “Ma naturalmente – spiega il presidente Rossi – daremo a tutti la possibilità di partecipare. Questo primo test è stato estremamente positivo: ha dimostrato che l’interesse c’è e che le cose si possono fare, innovando rispetto al passato, con coraggio e senza coltivare paure immotivate. Siamo tutti interessati a costruire in Trentino una scuola ancora migliore di quella che già oggi abbiamo e che si attesta ai primi posti nelle classifiche nazionali. E siamo perfettamente consapevoli che i protagonisti di questa straordinaria esperienza che andiamo ad avviare, primi in Italia, sono in pari misura gli insegnanti, i nostri ragazzi e le loro famiglie, i dirigenti scolastici. Procederemo con gradualità, tenendo conto di quanto si è fatto all’estero, e commisurando la formazione, anche sul versante della durata, ai bisogni reali”.

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Piano per il trilinguismo

Vorrei darvi alcuni aggiornamenti sul tanto discusso “piano per il trilinguismo”, di cui avrete senz’altro sentito parlare e che, come sapete, rientra tra gli obiettivi di legislatura. Questo lavoro che ci vede particolarmente impegnati, necessita di essere conosciuto ed approfondito in maniera corretta anche per contrastare la disinformazione diffusa soprattutto sui social network.

Per questo motivo desidero fornirvi materiale utile per un approfondimento tanto scientifico quanto tecnico, per darvi modo di comprendere gli effetti concreti che desideriamo ottenere sul sistema scolastico trentino. Il progetto sul trilinguismo è tanto ambizioso e naturalmente perfettibile; come tutte le novità importanti desta timore e preoccupazione, ma con esso siamo certi di poter fornire ai nostri ragazzi una grande opportunità per il loro futuro, per renderli preparati, competenti e competitivi, consapevoli delle loro radici e allo stesso tempo cittadini del mondo.

Interviste a Ricci Garotti, Dodman, Bettonte, Iandarino

PLURILINGUISMO E METODO CLIL: LA PAROLA AGLI ESPERTI

Il plurilinguismo è davvero così importante? E se sì, quali sono i vantaggi rappresentati dal metodo Clil, che il Trentino ha deciso di adottare dalle scuole dell’infanzia fino alle superiori per far sì che le nuove generazioni possano parlare correntemente almeno tre lingue, l’italiano, l’inglese e il tedesco? Non sarà forse che il metodo Clil – basato essenzialmente sull’insegnamento di alcune materie scolastiche direttamente in una lingua diversa dall’italiano – rende invece più difficile l’apprendimento di quelle materie? O che studiare in inglese e tedesco rende poi più difficile imparare bene l’italiano? Domande come queste – che riflettono curiosità, aspettative e dubbi di tanti genitori e di tanti studenti – sono state sottoposte a quattro docenti ed esperti del ramo: Federica Ricci Garotti dell’Università degli studi di Trento, Martin Dodman della Libera università di Bolzano, Loredana Bettonte, direttrice dell’Isit-Istituto universitario per interpreti e traduttori di Trento e Isabella Iandarino, dell’Istituto Giacomo Floriani di Riva del Garda. Le risposte in una pubblicazione dell’ufficio stampa della Provincia.

A questo link la pubblicazione che contiene le quattro interviste ai docenti

Slide riassuntive del piano trentino per il trilinguismo


PLURILINGUISMO E METODO CLIL: LA PAROLA AGLI ESPERTI

COMUNICATO nr. 435 del 25/02/15

Interviste a Ricci Garotti, Dodman, Bettonte, Iandarino

Il plurilinguismo è davvero così importante? E se sì, quali sono i vantaggi rappresentati dal metodo Clil, che il Trentino ha deciso di adottare dalle scuole dell’infanzia fino alle superiori per far sì che le nuove generazioni possano parlare correntemente almeno tre lingue, l’italiano, l’inglese e il tedesco? Non sarà forse che il metodo Clil – basato essenzialmente sull’insegnamento di alcune materie scolastiche direttamente in una lingua diversa dall’italiano – rende invece più difficile l’apprendimento di quelle materie? O che studiare in inglese e tedesco rende poi più difficile imparare bene l’italiano? Domande come queste – che riflettono curiosità, aspettative e dubbi di tanti genitori e di tanti studenti – sono state sottoposte a quattro docenti ed esperti del ramo: Federica Ricci Garotti dell’Università degli studi di Trento, Martin Dodman della Libera università di Bolzano, Loredana Bettonte, direttrice dell’Isit-Istituto universitario per interpreti e traduttori di Trento e Isabella Iandarino, dell’Istituto Giacomo Floriani di Riva del Garda. Le risposte in una pubblicazione dell’ufficio stampa della Provincia.

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TRILINGUISMO: UN INVESTIMENTO PER TUTTA LA COMUNITÀ TRENTINA

COMUNICATO nr. 433 del 25/02/15

Il presidente Ugo Rossi ieri sera a Coredo in un incontro sul tema del piano plurilingue per la scuola

coredo

Cominciare un cammino insieme per portare i nostri ragazzi a raggiungere un obiettivo di qualità e miglioramento del futuro di tutta la comunità, è questo il senso del piano plurilingue della scuola trentina, sul quale ieri sera è intervento il presidente Ugo Rossi in un incontro organizzato a Coredo da un gruppo di genitori e insegnanti dell’Istituto Comprensivo di Taio. Presente anche Livia Ferrario, responsabile del Dipartimento della Conoscenza, che ha illustrato i presupposti e le motivazioni di ordine strategico che hanno portato alla formulazione del piano. Rossi ha sottolineato l’importanza del confronto per capire le preoccupazioni e i dubbi che accompagnano inevitabilmente ogni cambiamento e nello specifico questo dell’apprendimento plurilingue. Nel corso della serata sono state proiettate alcune videointerviste ad esperti pedagogisti e docenti universitari che chiariscono questioni didattiche e di apprendimento legate all’introduzione di più lingue straniere e dell’insegnamento di materie curriculari in una lingua diversa. “La sfida che abbiamo lanciato è ambiziosa e comprende la disponibilità a correggere in corso d’opera un piano che riguarda la comunità nel suo complesso” ha detto Rossi, proponendo anche agli adulti di affiancare i ragazzi nel raggiungimento di un obiettivo di crescita, previsto tra l’altro anche tra le raccomandazioni europee per il 2020. Tra le proposte anche quella di introdurre informazioni plurilingui all’interno del sistema di comunicazione di giornali e televisioni locali, per favorire un approccio alle lingue da parte degli adulti. Non si tratta di aumentare la competitività per realizzare risultati economici, considerando i nostri ragazzi alla stregua di macchine produttrici, ha spiegato Rossi, ma di dare un contributo di qualità alla scuola e alla società, che ha bisogno di affrontare le sfide del mondo globalizzato. “Nella gita della vita vogliamo far portare ai nostri ragazzi uno zainetto ricco e di qualità” ha detto il presidente, specificando che non si perderà di vista l’attenzione verso chi rischia di restare indietro e che la scuola inclusiva rimane un’obiettivo primario. Anche perché non possiamo pretendere “di accendere un interruttore ed avere tutti i nostri ragazzi capaci di parlare le lingue” ha detto ancora Rossi. Per questo l’insegnamento delle materie curriculari in lingue diverse (Clil) sarà gradualmente potenziato, guardando alle scuole che già lo hanno attuato, riscontrando i migliori risultati. Si parte a settembre garantendo 3 ore di Clil a settimana nelle scuole primarie (classi terze) e con l’introduzione dell’inglese e del tedesco a partire dai nidi d’infanzia.

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