Archivia per Gennaio, 2015

Perché reinvestire nella famiglia

La famiglia, e i suoi significati affettivi e solidali, è un cardine primario della nostra identità nazionale. Significati che rimangono forti nel “sentire collettivo”, ma che mostrano preoccupanti segni di cedimento se guardiamo ai numeri. Si sono spese molte parole, analisi, studi sulla secolarizzazione della società occidentale e di quella italiana in particolare, e non c’è bisogno di ripercorrere quelle analisi e valutazioni. Qui si vuole fare un’altra operazione: valutare come nel corso del tempo si sia indebolita la famiglia proprio come elemento fondante dell’identità italiana.

Alcuni dati statistici sono necessari, non tanto per descrivere un percorso che è nella mente di tutti, ma per sottolineare la velocità con cui è avvenuto e l’intensità che ha fatto registrare. Forse il dato più impressionante, al di là di ogni valutazione ideologica sul valore della famiglia e del matrimonio, è la crescita esponenziale del modello opposto alla famiglia, cioè il numero delle persone sole. Nel 1983 coloro che dal punto di vista statistico erano classificati come “persone sole non vedove” rappresentavano il 5,3 % della popolazione nazionale; in meno di dieci anni, nel 1990, sono quasi raddoppiati, arrivando al 9,3 %. E sono andati poi crescendo fino a raggiungere la cifra del 16,2 % nel 2009. Oggi, alle soglie del 2015, se la tendenza dovesse permanere quella degli ultimi anni, avremmo circa un italiano su cinque che vive da solo. Un dato incredibile in un Paese che ha fatto delle famiglie larghe quasi la sua connotazione identitaria. L’indebolimento della famiglia perciò avviene non tanto sul piano ideologico; certamente anche su quello, ma con dinamiche che rendono sempre più difficile la convivenza di più persone sotto lo stesso tetto.

Una domanda sorge inevitabile: è possibile, ha un senso, credere ancora nella famiglia? Partiamo da una constatazione: gli Italiani hanno una cultura collettiva che, al di là di quel che dicono le statistiche, mette al centro la famiglia. È vero che sul piano materiale la famiglia si sta indebolendo, ma sul piano ideale, cioè dei riferimenti culturali e valoriali, tiene e tiene molto bene, pur con tutte le ipocrisie e gli adattamenti che ciascuno opera “in proprio”. Questo perché la famiglia si configura come qualcosa di connaturato con lo sviluppo dell’individuo. Non c’è sviluppo della persona né dell’individuo se non c’è famiglia. Se ci pensiamo, la famiglia è la realtà nella quale ciascuno di noi conosce l’affettività e le relazioni tra le persone. È il luogo nel quale si conosce anche la differenza fra i sessi e nel quale si affrontano i primi conflitti: ognuno di noi all’interno delle proprie famiglie, chi più chi meno, li ha vissuti. È il luogo dove si sviluppano i sentimenti, ma dove soprattutto si sperimentano in maniera molto chiara, senza doverli declinare più di tanto, i doveri e i diritti, a partire dalla solidarietà, che nella famiglia si impara e viene messa in pratica quotidianamente.

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ROSSI AUGURA BUON LAVORO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA

COMUNICATO nr. 213 del 31/01/15

Le congratulazioni del Presidente della Provincia autonoma di Trento

Il Presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi si congratula con Sergio Mattarella per la sua nomina a Presidente della Repubblica. Nel rivolgere al Presidente Mattarella i suoi migliori auguri di buon lavoro, Rossi esprime l’auspicio che questa decisione possa accompagnare nel migliore dei modi l’impegnativo processo di rinnovamento che l’Italia sta attraversando, valorizzando al tempo stesso il ruolo e le prerogative delle Autonomie speciali.

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RAPPORTO CREA: TRENTO È FRA I PRIMI 5 IN ITALIA

COMUNICATO nr. 208 del 30/01/15

Nelle pagelle date dai cittadini alle sanità regionali sono cinque le Regioni eccellenti: Toscana, Veneto, Provincia autonoma di Trento, Emilia Romagna e Piemonte

Nelle pagelle che i cittadini e gli operatori danno alle sanità regionali sono cinque le Regioni al top e la Provincia autonoma di Trento è in questa rosa di eccellenze. Lo dice il Rapporto Crea i cui risultati sono stati diffusi oggi. Un risultato accolto con soddisfazione dal presidente Ugo Rossi e dall’assessora alla salute e solidarietà sociale Donata Borgonovo Re. “Si tratta di un segnale qualificante – commenta Ugo Rossi – soprattutto per un territorio come il nostro, che presenta numeri non elevati. E considerando anche la complessità di gestione dei servizi sanitari visto il nostro essere terra di montagna, per di più molto frequentata dai turisti. Un risultato frutto dell’impegno di questi anni, durante i quali come Amministrazione provinciale abbiamo cercato un equilibrio fra le esigenze del centro e della periferia, razionalizzando ma anche migliorando i servizi sia in campo sanitario che sociale e affrontando la sfida di una pianificazione unitaria e coordinata. In questi settori – ricorda ancora Rossi – abbiamo garantito un impegno di spesa di 1,1 miliardi di euro per la sanità e 260 milioni per l’assistenza, ovvero le risorse per mantenere i livelli di qualità raggiunti in questi anni”.

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ROSSI INCONTRA IL MINISTRO BOSCHI

COMUNICATO nr. 177 del 28/01/15

La riforma costituzionale e le autonomie speciali al centro del colloquio oggi a Roma

boschi

ROMA – La salvaguardia delle autonomie speciali nella riforma costituzionale, l’interpretazione della norma sul potere sostitutivo, la volontá di approfondire questi temi subito dopo l’elezione del presidente della Repubblica. Questi gli argomenti al centro dell’incontro che si è svolto poco fa a Roma fra il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, ed il ministro per le Riforme costituzionali, Maria Elena Boschi. “Un colloquio cordiale – commenta Rossi – caratterizzato dall’attenzione che il ministro ha riservato alle esigenze delle autonomie speciali, pur nella consapevolezza che è necessario trovare insieme un punto di equilibro rispetto all’intera architettura istituzionale del Paese”. Un’attenzione che del resto trova conferma anche nella soluzione individuata sul tema del potere sostitutivo. “Anche a seguito dell’incontro con la delegazione parlamentare regionale – ha aggiunto Rossi – il Governo ha condiviso il principio di salvaguardia del nostro Statuto, nel senso che per la Regione e le due Province autonome di Trento e di Bolzano resta ferma la disciplina vigente prevista dagli statuti e dalle relative norme di attuazione”. Più in generale, l’incontro è servito a fare il punto sul percorso di riforma costituzionale in atto e a come renderlo compatibile, anche con riferimento alle clausole di salvaguardia, da un lato con le Autonomie speciali di Trento e di Bolzano e dall’altro con i processi di attribuzione alle stesse di ulteriori forme di autonomia gestionale. “Nel ringraziare il ministro Boschi – conclude Rossi – ci siamo lasciati con l’impegno di affrontare il tema, subito dopo l’elezione del Capo dello Stato, in chiave politica nell’ambito degli accordi della maggioranza che regge il Governo”.

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