Archivia per Ottobre, 2014

PER IL TELELAVORO LA PROVINCIA PREMIATA CON LO “SMART WORKING AWARDS 2014”

COMUNICATO nr. 2595 del 15/10/14

La soddisfazione del presidente Ugo Rossi

Oggi al Politecnico di Milano la Provincia autonoma di Trento è stata premiata con lo “Smart Working Awards 2014” per il suo progetto sul telelavoro. “E’ un premio che ci riempie di orgoglio – ha affermato il presidente Rossi – perché significa che anche nella pubblica amministrazione si può fare innovazione organizzativa garantendo più benessere alle persone e riuscendo però nel contempo a mantenere un buon livello di servizi e di sostenibilità ambientale; in tutto questo essendo affiancati a grandi realtà internazionali che hanno ricevuto lo stesso riconoscimento. E’ per questo che nel medio termine vogliamo arrivare a 400 postazioni di telelavoro e crediamo fermamente in questa sfida. Ringrazio in particolare le strutture del Dipartimento organizzazione, personale e affari generali, che si sono adoperate per la riuscita del progetto”.

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UN PATTO DI GARANZIA CON IL GOVERNO PER LE DUE PROVINCE AUTONOME

COMUNICATO nr. 2594 del 15/10/14

Soddisfazione del presidente Rossi dopo l’incontro a Palazzo Chigi: “Si apre una nuova epoca”

ROMA – Accordo raggiunto oggi a Roma fra le Province autonome e lo Stato per quanto riguarda i rapporti finanziari. “L’aspetto più importante – spiega il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi – è che con questo accordo siamo fuori da ogni manovra futura e da ogni nuova richiesta dello Stato, compresa la manovra che si sta profilando per le altre regioni. E’ stato anche ridotto di molto il sacrificio che le Province autonome sono chiamate a fare a sostenere dal 2018, e siamo certi che questa nuova cifra sarà tenuta ferma fino al 2023, un ulteriore elemento di garanzia e stabilità per i nostri conti. Sono state introdotte anche delle nuove possibilità per un utilizzo più flessibile delle risorse, quindi un allentamento e in prospettiva una eliminazione del patto di stabilità che tanto preoccupa la pubblica amministrazione e le imprese sul territorio. Abbiamo ottenuto la possibilità di introdurre crediti di imposta e detrazioni fiscali per le imprese, agevolandole nella loro attività e attirandone in Trentino di nuove. Abbiamo allora a possibilità di regolare le entrate che derivano dalle accise di gasolio e riscaldamento, che erano contenute nell’Accordo di Milano ma non erano mai state regolate e in più avremo la possibilità di utilizzare la cassa residua, ovvero i fondi che adesso sono inutilizzati, per ridurre il debito dei nostri Comuni. Complessivamente è un buon accordo, che certamente prevede degli impegni anche da parte nostra, ritirare i ricorsi pendenti alla Corte costituzionale e garantire dal 2015 al 2017 il nostro contributo al risanamento della finanza pubblica, un contributo che in percentuale è molto al di sotto della proporzione che ci spetterebbe, e credo che anche questo sia un segnale positivo. Il maggiore importo che pagheremo negli anni 2015, 16 e 17 rispetto a quando pagheremo nel 2018 – precisa Rossi – ci sarà restituito dallo Stato”. Alla firma dell’accordo, oggi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Graziano Delrio, e il presidente Rossi assieme al collega altoatesino Arno Kompatscher, presenti anche il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, il ministro agli Affari regionali Maria Carmela Lanzetta, il sottosegretario agli Affari regionali Gianclaudio Bressa. Per Rossi questo è un passaggio “per certi versi storico, perché definisce un nuovo quadro, completamente diverso rispetto al passato, di come lo Stato regola i rapporti finanziari con le due Province autonome e viceversa. E’ un’epoca nuova che si apre, che vedrà il Trentino ancora più impegnato sul duplice versante della responsabilità e della crescita della competitività, nella consapevolezza però che l’Autonomia ne esce ulteriormente rafforzata sotto il profilo giuridico e storico. Copia dell’accordo verrà inviata infatti anche alla Repubblica d’Austria che eserciterà un controllo sul suo rispetto”.

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UN PATTO DI GARANZIA PER LE DUE PROVINCE

COMUNICATO nr. 2587 del 15/10/14

Terminato da poco incontro a Palazzo Chigi

Accordo raggiunto con lo Stato per quanto riguarda i rapporti finanziari con le Province autonome. “E’ un passaggio che apre una nuova stagione dei rapporti fra il Trentino e Roma – sottolinea il presidente Ugo Rossi all’uscita da Palazzo Chigi – . Con un quadro finalmente più stabile, sarà possibile accelerare le politiche per lo sviluppo del territorio. Certamente il Governo ci chiede anche di rispettare certe condizioni, e di sostenere da qui al 2017 lo sforzo che sta facendo sul versante dei conti pubblici. Ma le opportunità che si aprono per la Provincia autonoma sono molte. Se dunque su un piatto della bilancia ci sono i sacrifici chiesti per risanare i conti del Paese, sull’altro ci sono le prerogative della nostra Autonomia, con tutto quel che ne consegue in termini di rafforzamento della buona amministrazione e di crescita della competitività. Direi che abbiamo trovato un buon equilibrio”. Alla firma dell’Accordo, oggi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Graziano Delrio e il presidente Rossi assieme al collega altoatesino Arno Kompatscher, presenti anche il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan e il ministro degli affari regionali Maria Carmela Lanzetta.

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                                           patto_garanzia

LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO SULLA GARA DI APPALTO PER IL NUOVO OSPEDALE

COMUNICATO nr. 2572 del 13/10/14

E’ di oggi la notizia della sentenza del Consiglio di Stato relativa al bando per la costruzione del nuovo ospedale del Trentino. “E’ importante – commenta il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi – che il pronunciamento salvi l’impianto generale. In tempi rapidissimi nomineremo la nuova commissione. Questo ci permetterà di procedere con la stessa celerità che ci ha visto agire nella fase iniziale di un progetto che riveste valenza decisiva e strategica certamente nel settore sanitario, ma anche rispetto all’indotto sull’economia del nostro territorio. E’ chiaro che noi vogliamo accelerare al massimo i tempi e faremo tutto quello che serve per accorciarli. Altrettanto chiaro è che prendiamo atto delle sentenze e che le rispettiamo sempre. Certo, viviamo in un Paese dove le opere restano ferme a causa di un sistema di regole che, come ha detto il presidente del Consiglio Renzi, produce il risultato che sugli appalti di opere pubbliche lavorano più gli avvocati che i muratori. Sarebbe ora, alla luce anche della crisi in atto, che si cambiasse questo sistema di ricorsi e controricorsi: questo sarebbe il vero sblocca Italia”.

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