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Archivia per Ottobre, 2014

SCUOLE VICINO A CASA: UNA SCELTA CHE VALE PER IL BIENNIO DEGLI ISTITUTI TECNICI

COMUNICATO nr. 2756 del 30/10/14

Precisazione del Presidente Ugo Rossi in merito a una notizia diffusa oggi dagli organi di informazione

In merito a quanto riportato oggi su un organo di informazione relativamente aIle future politiche scolastiche della Giunta provinciale, il Presidente Rossi precisa che ciò di cui si parla riguarda i bacini di utenza per l’iscrizione alla classe prima delle scuole secondarie superiori pubbliche a carattere tecnico e non l’istruzione liceale. La scelta di indirizzare gli studenti versi gli istituti più vicini a casa è legata a caratteristiche proprie dei percorsi tecnici e riguarda il solo biennio.

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GLI ORSI IN TRENTINO, UN “SUCCESSO DI CONSERVAZIONE”

COMUNICATO nr. 2755 del 30/10/14

I maggiori esperti europei oggi a Trento. Sì alle linee guida per la gestione dei cuccioli

Il ritorno degli orsi in Trentino è stato un “notevole successo di conservazione, ha portato un valore aggiunto all’ecosistema naturale delle Alpi e potrebbe avere effetti positivi anche sulle comunità locali e l’economia della regione, come dimostrato in altre aree d’Europa dove l’orso è presente”. Lo affermano i maggiori esperti europei che lavorano sugli orsi allo stato selvatico, impegnati oggi a Trento in un meeting presso il Centro avifauna del Casteller dove sono state esaminate, ed approvate, le Linee guida per la gestione dei cuccioli, predisposte dalla Provincia autonoma di Trento con il supporto di ISPRA, autorità scientifica italiana in materia di conservazione e gestione della fauna selvatica e con la condivisione del Corpo Forestale dello Stato. Linee guida “definite scientificamente affidabili ed efficaci, nonché esaustive”, si legge nel documento discusso con i presidenti del Gruppo europeo di esperti sull’orso bruno dell’IUCN-SCC, Djuro Huber dell’università di Zagabria e Jon Swenson, professore norvegese, che hanno fornito input e suggerimenti e con Georg Rauer dell’Università veterinaria di Vienna. All’incontro di Trento, oggi, c’erano Marko Jonozovic, direttore del Servizio Foreste Sloveno e Fernando Ballesteros Bienzovas, della Fundaciòn Oso Pardo e gli esperti del Ministero dell’ambiente, di ISPRA, del Corpo Forestale dello Stato oltre che della Provincia autonoma di Trento e del Parco Adamello Brenta. Nel documento proposto dagli esperti stranieri anche l’invito all’intera società italiana a “supportare gli sforzi per conservare la popolazione di orsi nelle Alpi, sforzi che devono assicurare la coesistenza tra orsi e persone e nello stesso tempo prestare attenzione al benessere degli animali”. Nel corso dei lavori è stato comunicato come uno dei cuccioli di Daniza abbia perso le marche auricolari, ma proprio dagli esperti è venuta, concorde, l’indicazione di non procedere ad ulteriori catture per posizionare delle nuove marche: intervento giudicato inutilmente invasivo, in quanto la fase maggiormente critica è stata superata ed esiste la possibilità di usare tecniche alternative di monitoraggio, come i rilevatori fotografici e l’osservazione diretta, sino a fine inverno. Sempre dagli esperti parole di incoraggiamento e speranza visto che a differenza di quanto avviene in Trentino, in altre parti d’Europa gli orsi stanno scomparendo. Così il caso Daniza, pur sfortunato, può essere l’occasione per recuperare attenzione da parte di tutti e migliorare la collaborazione e l’impegno.

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La crisi della partecipazione politica

Nel secondo dopoguerra, era evidente a tutti che attraverso la partecipazione alla vita politica, oltre che attraverso le elezioni, si formava il destino del Paese. Allo stesso modo era evidente che le politiche economiche, quelle sociali, insomma le scelte collettive passavano attraverso le decisioni dei partiti politici, che non erano entità lontane, sconosciute, incomprese, ma vive, partecipate e vicine. In più c’era la democrazia interna ai partiti. Quella comunista osservava leggi e procedure opposte a quella democristiana e socialista, ma comunque si trattava di meccanismi comprensibili e che, soprattutto, coinvolgevano nel loro funzionamento milioni di persone. Cos’è che ha portato alla situazione di oggi, con partiti attenti al potere e disattenti alla gente?

Naturalmente la disaffezione del pubblico verso la politica è dovuta a molte ragioni, di cui la prima è certamente la vicenda di Tangentopoli e poi la ininterrotta catena di scandali che hanno segnato tutti gli anni più recenti. C’è però un’altra ragione: via via che il reddito delle famiglie è cresciuto, via via che l’economia si è consolidata, via via che la patrimonializzazione delle famiglie si è fatta più importante, via via che l’offerta del welfare (previdenza, istruzione, sanità) è diventata disponibile a prezzi molto bassi e si è rivelata insufficiente o insoddisfacente, le speranze che la collettività nel suo insieme e ogni famiglia singolarmente riponeva nella politica, sono andate decrescendo a un ritmo costante.

Ad esempio, oggi è assai diffusa la convinzione che nessuna riforma porterà davvero a un miglioramento dell’istruzione universitaria e che sia preferibile finanziare periodi di studio all’estero con soldi privati. Lo stesso si sta verificano con le assicurazioni sanitarie, che si sono aggiunte alla sanità pubblica, la quale di per sé non è in grado di rispondere in maniera veloce, soddisfacente, esauriente alla crescente domanda delle famiglie.

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Ricerca, ecco il progetto: far crescere il Trentino

Egregio direttore,

ho letto con interesse il suo intervento di domenica in tema di università e ricerca e devo dire che molto di quanto da Lei descritto coincide con il percorso che questa giunta ha già avviato. E questo non sta accadendo «per caso» o in nome di chissà quali tatticismi: si tratta di un percorso che la coalizione di centrosinistra autonomista aveva indicato nel momento in cui ha presentato ai Trentini il proprio programma. Un programma nato da un intenso lavoro di confronto e di partecipazione, in cui le nostre idee si sono unite a quelle di tante persone e corpi sociali ed economici. In quel programma c’erano parole chiave come «innovazione» o «consapevolezza».

C’era, e c’è ancora, persino la parola «crescita» di cui – in giorni come questi che ci vedono impegnati a definire le linee della prossima manovra finanziaria provinciale – avvertiamo l’enorme importanza. E c’erano anche le caratteristiche di questa crescita, che vogliamo nasca proprio dallo «sviluppo delle conoscenze» oltre che capace di essere sostenibile e «inclusiva», volta a promuovere l’occupazione, la coesione sociale e territoriale. Le coordinate per affrontare questo percorso – che era e rimane al tempo stesso impegnativo e sfidante – sono già state indicate ed è seguendo questa bussola che stiamo procedendo passo dopo passo.

Al netto di decisioni personali di alcuni dei protagonisti di questo viaggio, ai quali va ancora una volta il nostro ringraziamento ed assieme i nostri migliori auguri per le nuove strade che hanno deciso di percorrere, non possiamo perdere di vista la meta che alla nostra comunità abbiamo proposto di raggiungere. La scommessa sul futuro, anche del nostro Trentino, si vince proprio con la capacità della società, della sua economia, di generare prodotti e servizi che incorporino il più possibile l’intelligenza offerta dalle nuove tecnologie, dai nuovi modelli organizzativi, e dai nuovi e antichi saperi e competenze.

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