Archivia per Luglio, 2014

TRENTINO E TIROLO, SI AMPLIA LA COOPERAZIONE SCOLASTICA

COMUNICATO nr. 1712 del 07/07/14

In un accordo firmato sabato scorso a Presule da Rossi e Platter lo scambio tra studenti e docenti delle scuole superiori

Il “nuovo europeismo” che muove la proposta dell’Euregio e di cui si è parlato sabato scorso alla Giornata europea di Castel Presule, in Alto Adige, passa anche attraverso i giovani e la scuola, ed è proprio a margine del convegno che il Presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi e il Landeshauptmann del Tirolo Günther Platter hanno voluto rilanciare, con la firma di un protocollo d’intesa, la cooperazione scolastica già esistente tra i rispettivi territori, estendendola agli studenti e docenti delle scuole superiori.

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SCUOLA: VIA LIBERA ALL’APRAN PER LA STABILIZZAZIONE DEI PRECARI

COMUNICATO nr. 1711 del 07/07/14

Affidato il mandato per il nuovo contratto di lavoro mentre il presidente Rossi fissa le date delle prossime importanti scadenze

Il miglioramento del sistema scolastico trentino – uno dei cardini della nuova legislatura – passa anche attraverso la stabilizzazione dei precari. E’ questo il senso della deliberazione approvata oggi dalla Giunta provinciale su proposta del presidente Ugo Rossi. Il provvedimento, infatti, dà mandato all’Apran, l’agenzia provinciale per la rappresentanza negoziale, di firmare il nuovo contratto del personale docente così come è stato siglato, l’11 giugno scorso, con le organizzazioni sindacali. Un passaggio che a sua volta fa seguito alla firma dello scorso maggio quando il protocollo con i sindacati ha definito la realizzazione di un piano di miglioramento della qualità del sistema scolastico e formativo, anche attraverso la stabilizzazione del personale, da avviare a partire dal nuovo anno scolastico 2014/2015. Alla Giunta il presidente Rossi ha voluto anche anticipare le prossime tappe del percorso legato al miglioramento del sistema scolastico. La deliberazione odierna approva dunque il contratto per le scuole primarie e superiori, la settimana prossima toccherà alle materne. Oggi poi sono state determinate, in base alla proiezione delle iscrizioni, le sezioni e di conseguenza i numeri dei docenti. Entro il 21 luglio verranno rese note le direttive generali per la determinazione del fabbisogno di docenti arrivando alla definizione della cosidetta “dops”, ovvero la pianta organica speciale che consentirà l’ampliamento del numero dei docenti stabilizzati e quindi in ruolo. In questa fase saranno disponibili per tipologia di scuola e classe di concorso i numeri dei docenti stabilizzati (circa 500 quelli stimati dal Protocollo). In via prevalente, il personale da immettere in ruolo verrà chiamato per il 50% dalle graduatorie provinciali concorsuali vigenti, e per l’altro 50% dalle graduatorie per titoli. Esauriti quelli vecchi, i nuovi concorsi inizieranno ad essere banditi nel prossimo biennio, anche in ragione del turn over. Questi passaggi saranno oggetto di condivisione con le parti sindacali. Infine, dal 29 luglio all’8 agosto il momento delle assunzioni: il 29 e 30 luglio si parte con il sostegno e la scuola primaria, mentre dal 5 all’8 agosto sarà il turno delle medie e delle superiori.

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L’intervento del Presidente della Regione Ugo Rossi alla Giornata europea di Castel Presule

Oggi si presenta una preziosa e rara occasione, non solo per celebrare l’inizio del Semestre europeo a guida italiana, ma anche per fare il punto sul valore delle nostre autonomie speciali del Trentino – Alto Adige/Südtirol, in un quadro evolutivo di grandi riforme istituzionali e costituzionali che lo Stato italiano sta promuovendo per modernizzare il Paese.

Questa nostra autonomia, generata dalla Conferenza di Pace del 1946 e riconosciuta dalla Repubblica italiana e dalla Repubblica d’Austria, ha trovato la prima codifica costituzionale con lo Statuto del 1948 e – a seguito della crisi istituzionale regionale scaturita negli anni ’50, che ha dato luogo anche ad un contenzioso internazionale – è stata poi rafforzata con il Pacchetto del 1969, che si è tradotto nel nuovo Statuto del 1971 e nel compendio di norme di attuazione statutaria successivamente varate ed approvate fino al marzo 1992, che ha costituito il traguardo per la chiusura della vertenza internazionale tra l’Italia e l’Austria. Nei decenni più recenti è stata promulgata una serie di adeguamenti normativi di rilievo statutario, accompagnati da una ulteriore rassegna di norme di attuazione volte a completare il quadro statutario e ad allargare ancora possibilità di autogoverno nostri territori.

Giusto ricordare dunque che questa storia, che rappresenta il frutto del riconoscimento bilaterale della Repubblica italiana e della Repubblica d’Austria, non si configura solo come una recente esperienza, ma costituisce il punto di arrivo di una lunga traiettoria, scandita con la fondazione circa mille anni fa di una realtà istituzionale regionale articolata nei due Principati, che riflettono sostanzialmente le due comunità del Trentino e dell’Alto Adige/Südtirol nel contesto imperiale.

L’esercizio di un elevato autogoverno – direi vicino alla sovranità – si è dispiegato in questi territori per secoli, con l’avvertenza che la peculiare collocazione geografica della realtà in cui oggi ci troviamo – a cavallo tra il mondo germanico e quello latino e profondamente immerso nella cultura mitteleuropea – ha consentito lo sviluppo di condizioni che hanno marcato in via permanente e fisiologica le comunità del Trentino e dell’Alto Adige/Südtirol. Il DNA che contrassegna tali comunità è declinabile con le seguenti cifre: autogoverno, responsabilità, operosità, solidarietà.

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IL CASTELLO DI OSSANA APRE LE PORTE: “UN LUOGO SIMBOLO DELLA COMUNITÀ”

COMUNICATO nr. 1709 del 06/07/14

Il presidente Ugo Rossi all’inaugurazione del maniero di San Michele. Daldoss: “Un esempio della cura per il paesaggio”

Come i manieri di un tempo, costruiti per garantire difesa e senso di appartenenza ad una comunità, i castelli del Trentino tornano ad avere un ruolo ed un significato simbolico legato al tempo presente, ma anche al futuro, delle comunità di oggi. Come quella, ad esempio, della Val di Sole, che oggi ad Ossana, attorno alle mura del restaurato Castello di San Michele, da oggi finalmente aperto al pubblico, si è riconosciuta in un’idea di appartenenza e di identità non statica ma in movimento, “come chi dall’alto della torre del castello spinge lo sguardo lontano”. E’ con questa similitudine che, in una giornata “medievale” e carica di folla e di fascino, il presidente della Provincia Ugo Rossi ha ufficialmente inaugurato, dopo la serata di giovedì scorso dedicata alla presentazione dei ventennali lavori di restauro, il castrum di San Michele, castello simbolo assieme a Castel Caldes (prossima l’apertura anche di quest’ultimo) della Val di Sole.

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